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Il fascino discreto della Bulgaria, Emozioni on the road – Parte Seconda

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Foto di Mauro Tuninetti
Monumento alla Saggezza in Plostad Sveta Nedelja

Itinerario:
Albena–Varna = 28 Km
Varna–Sofia =  445 Km

La seconda meta del nostro viaggio è stata una breve sosta a Varna.

Terza città della Bulgaria, è il più importante porto bulgaro.

Sicuramente da visitare è la cattedrale della Vergine (Katedralen hram Sveta Bogorodica), costruita in stile bizantino da architetti russi intorno alla fine del 1800.

Affollatissimo e piacevolmente movimentato il centro, la via principale, ricca di negozi di vario genere, di bar all’aperto e locali notturni.

Varna è una città giovane, piena di iniziative soprattutto nel periodo estivo, accogliente verso il turista e decisamente divertente.
Si respira qui un’atmosfera allegra e sorridente.

Necessario, a questo punto, soffermarsi su alcune situazioni di vita quotidiana che abbiamo riscontrato, pur già preventivandole nella pianificazione del nostro viaggio.

La lingua è stato uno degli ostacoli più evidenti.

Ci siamo dotati da subito di un piccolo dizionario, soprattutto per “decifrare” i cartelli tutti scritti in cirillico.

Dalle indicazioni stradali, ai nomi dei locali (ristoranti, bar o negozi) tutto era scritto nella lingua locale.

Pochissimi parlavano inglese (anche tra la polizia o il personale degli hotel) per cui, spesso, abbiamo sfoderato l’arte..”dell’arrangiarsi”, della mimica, del sorriso e delle “frasi fatte” sul nostro vocabolarietto tascabile.

In fondo sapevamo da subito che tipo di Paese ci avrebbe ospitato e soprattutto che questo non avrebbe rappresentato alcun tipo di problema per il proseguimento del nostro viaggio.

Probabilmente ora, con l’evoluzione socio-politica del Paese, si potrà contare su un adeguamento maggiore (nell’ambito delle informazioni turistiche) e una migliore integrazione linguistica verso gli altri popoli d’Europa.

Non mancano, in ogni caso, locali di ogni genere e tantissime sono le occasioni per fare shopping, anche solo per portare a casa un souvenir.

Noi consigliamo di prestare attenzione alle meravigliose icone, vendute un po’ ovunque a prezzi diversi a seconda del materiale (legno, argento, oro…), simbolo di una spiritualità tangibile, così come abbiamo notato soprattutto entrando in Sofia, ultima tappa del nostro viaggio.

***

Sofia, capitale della Bulgaria, è una città dal fascino discreto e silenzioso.

La gente è riservata e quasi introversa, poi, quando meno te lo aspetti regala sorrisi ed è piena di attenzioni.

In città si trovano diverse aree verdi, alberghi accoglienti come l’Hotel Renaissance, e una serie di monumenti architettonici di notevole valore.

Una delle piazze più famose del centro è Plostad Sveta Nedelja.

Qui si affacciano sia la Chiesa dedicata a S.Domenica (Carkva Sveta Nedelja) risalente alla dominazione ottomana, sia la Chiesa di Sveta Petka Samardzijska, parzialmente interrata.

Al centro spicca il monumento alla Saggezza (vedi foto all’inizio) in stile moderno: la statua tiene nel braccio destro una corona di alloro e a sinistra un gufo, considerato, appunto, simbolo di saggezza.

Insolita l’ubicazione della Chiesa dedicata a S.Giorgio.

All’interno del cortile dell’hotel Sheraton, sempre in zona centrale, c’è appunto la Carkva Sveti Georgi, ricostruita dopo varie vicissitudini da Giustiniano o ora in parte restaurata.

Sicuramente il monumento più conosciuto e ammirato di Sofia e di tutta la Bulgaria è la Cattedrale (Hram-pametnik Aleksandar Nevski), dedicata ad Alessandro di Novgorod, principe russo.

Imponente, dalla cupola dorata, maestosa e affascinante, l’interno è assolutamente meraviglioso; marmi, onici e mosaici si snodano tra pavimenti, balaustre e pareti.

Per chi vuole scoprire un lato più intimo e spirituale di Sofia, consigliamo la visita al museo di arte sacra davanti alla chiesa di Sveta Nedlja.

E’ all’interno dell’Istituto di teologia (Duhovna akademija) in un palazzo stile liberty ed è poco frequentato, forse perché poco conosciuto dal turista in genere.

Vi sono opere meravigliose: una raccolta di incantevoli icone originali divise per epoche (storia dell’arte sacra bulgara a partire dal ‘200) e una serie di affreschi (questi sono delle copie) che completano un ambiente accogliente e singolare.

Dallo stile più dimesso, anche se più importante della stessa cattedrale, è la chiesa di S.Sofia (Carkva Sveta Sofia) che nel Trecento diede il nome alla città stessa e ne divenne il simbolo.

Sofia, però, non è solo un susseguirsi di luoghi sacri.

Sempre nella zona centrale si apre una delle piazze principali della città: Plostad Batenberg.

Il pavimento, molto caratteristico, è di colore giallo intenso e rappresenta per i bulgari il simbolo della ricchezza e della prosperità di Sofia.

Storicamente era il luogo adibito a varie manifestazioni e parate di stampo politico, perciò piazza di carattere popolare, affollata ieri e oggi con la stessa intensità.

Oltre a riconoscere l’ex Palazzo Reale, che accoglie il Museo d’Arte, a sud si trova un delizioso giardino, meta ideale per una passeggiata tra fiori e fontane.

Qui si affaccia il maggiore teatro di prosa di tutta la Bulgaria: Nacionalen Teatar “Ivan Vazov” un edificio in stile neoclassico che racconta di una Sofia nuova, saggia e attenta ai cambiamenti.


Foto di Mauro Tuninetti
Teatro Nazionale Ivan Vazov

Dopo il soggiorno a Sofia, il nostro viaggio si è concluso con un lento ritorno a casa.

Abbiamo “respirato” un parte d’Europa molto distante da quella che comunemente siamo soliti conoscere.

Colori, sapori, sorrisi che collegano il nostro Occidente con tracce d’Oriente ancora presenti.

Sicuramente un’esperienza indimenticabile, dal fascino indiscusso che ti invitiamo, prima o poi, a provare…

Trovi la prima parte del viaggio al seguente indirizzo:

=> Il fascino discreto della Bulgaria, Emozioni on the road – Parte Prima

Articolo di
ValMa

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