
Foto di Mauro Tuninetti
Gabes è un incantevole golfo che offre il nome alla baia che lo circonda.
E’ raggiungibile in volo sia da Djerba, sia da Sfax, con una vastità di vettori che fanno la spola con centinaia di turisti, anche nel periodo invernale.
Il clima infatti è gradevolissimo e una vacanza in questi luoghi, appaga lo spirito, allontana lo stress quotidiano e riscalda i sensi.
Non è la solita Tunisia del mare in cartolina, degli sport acquatici, dei villaggi turistici e del divertimento a tutti i costi.
E’ la scoperta di una dimensione affascinante e misteriosa, che attrae e turba, che incuriosisce e sa, ogni volta, stupire: il deserto.
Gabes è un ottimo punto di partenza per dirigersi verso Douz, la “porta del Sahara”, l’oasi più conosciuta e importante di tutta l’area.
Tra ottobre e dicembre si svolge il Festival internazionale del Sahara, che accoglie i popoli del deserto in un raduno annuale fatto di colori, di musica, di tradizioni e culture interessantissime.
A Douz si apre uno scenario inconsueto, l’incontro con un universo di sabbia e colori intensi che ti si imprimono negli occhi e si aggrappano al cuore.
Da qui è possibile organizzare tour nel deserto, viverne la magia, catturarne i silenzi, ascoltare le emozioni che muovono la mente.
Trovi informazioni su Douz e sulla possibilità di organizzare i tour a questo indirizzo:
=> DouzVoyages
Irresistibile è l’animato mercato che quotidianamente presenta spezie dai colori e dai profumi inebrianti e prodotti dell’artigianato locale, che ogni volta accolgono decine e decine di turisti e abitanti della zona.
Più vicino a Gabes (40 km circa) verso sud, dopo aver percorso solo deserto, si arriva al celebre villaggio di Matmata.
Abitato da tribù berbere è un posto che ha dell’incredibile, che ti lascia inizialmente senza fiato.
Non c’è stupirsi che sia stato scelto per rappresentare una parte della scenografia della famosa saga di Lucas “Guerre stellari”, perché è un paesaggio davvero unico al mondo.
Tra piccole montagne dai colori giallo ocra, intervallate da brevi aree più fertili dove si ergono faticosamente piante coltivate e piccole palme, Matmata ci accoglie in un clima irreale.
La gente vive in case scavate sotto terra, una sorta di cratere che emerge in superficie solo attraverso un’apertura.
E’ un popolo laborioso, che sfrutta, però, le prime ore dell’alba per dedicarsi ai piccoli impegni dell’agricoltura o artigianato, perché il caldo impedirebbe qualsiasi attività durante la giornata.
Per il resto, vivono in queste abitazioni fatte a galleria, con piccole stanze alcune delle quali adibite anche a ripostiglio e deposito di cereali o altri beni di prima necessità.
Molti restano in questi luoghi esclusivamente per offrire al turista il modo più diretto di conoscere questa incredibile cultura, sopravvissuta al modernismo attuale, altri di loro, invece, in parte arabizzati, hanno attività diverse, gestiscono bar o piccoli negozietti di souvenir in aree vicine.
I berberi conosco l’arte dell’ospitalità e ci offrono the verde alla menta in piccoli bicchierini di vetro, caldo, appena fatto.
Sorridono, mentre dividono con noi una sorta di focaccia cotta sulla brace o ci accompagnano alla scoperta della loro quotidianità, tra bambini che ci guardano stupiti e animali che scandiscono il loro presente.
Non c’è altro suono del nulla, non c’è altra dimensione dello spazio senza fine, non c’è altro colore del giallo nelle sue tonalità più diverse.
E’ una Tunisia preziosa, che aspetta di farsi scoprire per regalare emozioni dorate e di indimenticabile bellezza.
Articolo di
ValMa






Sab, Nov 28, 2009
Autori, Tunisia, ValMa, Viaggiare