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Vienna, Castello di Schoenbrunn e Zoo (Tiergarten) – Appunti di viaggio 2° giorno

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Foto di Mauro Tuninetti

Dopo una notte ristoratrice ci ritroviamo nella sala colazione.

Qui ci attende  un meraviglioso e invitante buffet ricco di ogni genere di portate: ottimo davvero come risveglio!

Vienna ci accoglie ancora con il suo solito vento teso e freddino.

Il cielo non sembra annunciare niente di buono, ma per ora non piove e comunque resta piu’ forte il desiderio di raggiungere la nostra prossima meta:

il Castello di Schoenbrunn.

Personalmente lo avevo già visitato da piccola, poi ci eravamo stati ancora di recente (qualche anno fa) ma senza potervi accedere, quindi ritornarci è stato un piacevolissimo momento.

Riprendiamo la nostra metropolitana direttamente usciti dall’hotel.
Con la linea 3 da Herrengasse, scendiamo a Landstrasse e qui con la linea 4 scendiamo a Schonbrunn (fermata Schloss Sconbrunn), un percorso di circa 15/20 minuti.

Continuiamo a rimanere molto colpiti dalla pulizia della città, dalla cura e dal senso civico di turisti e viennesi.

Anche la stessa metropolitana ci è parsa, sia di giorno, che di sera un luogo tranquillo e sicuro, sicuramente diversa da altre in varie parti del mondo.

Dopo una manciata di minuti a piedi, finalmente eccoci a Schonbrunn.

Il Castello è stata una residenza imperiale asburgica dal 1730 al 1918.

Dal 1996, insieme ai suoi incantevoli giardini, è diventato patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

L’impatto visivo è splendido!

Non troviamo moltissima gente all’ingresso per cui possiamo scegliere con tranquillità il percorso conoscitivo che piu’ ci interessa.

Considerando che all’interno del complesso c’è la possibilità di visitare anche i giardini imperiali, la Gloriette e uno degli zoo più antichi del mondo, decidiamo di prendere un biglietto combinato “Grand Tour + Zoo”(i giardini sono compresi) poiché la visita alla Gloriette è sospesa fino a maggio.

Con un costo di 19 euro a persona, la nostra visita prevede l’accesso a 40 stanze imperiali per una durata di circa 1 ora, fedelmente accompagnati da un’audioguida davvero provvidenziale e utilissima nel comprendere meglio le varie vicende storiche, anche legate al famosissimo mito della principessa Sissi.

Scopriamo così che Mozart, all’età di 6 anni, si è esibito qui per la prima volta e con il suo fare innocente di bambino è poi andato a sistemarsi proprio in braccio all’imperatore!

Molto suggestiva la sala commemorativa per la morte di Francesco Stefano, voluta da Mariateresa in ricordo dei 29 anni di matrimonio trascorsi felicemente insieme.

Curiosa, ancora una volta, la storia del figlio di Napoleone Bonaparte con Maria Luisa d’Asburgo, Napoleone II che, cresciuto in parte proprio a Schonbrunn, divenne il duca di Reichstadt e sempre al castello morì di malattia a soli 21 anni.

***

La seconda parte della nostra giornata è stata interamente dedicata alla visita dell’immenso parco zoologico (Tiergarten) all’interno del complesso imperiale.

Ci arriviamo dopo una bella passeggiata tra i suggestivi giardini che adesso, per il clima ancora tardo invernale, non possono ancora regalarci i loro meravigliosi colori.

Lo zoo è il più antico del mondo, costruito nel 1752 e attualmente davvero molto ben conservato in tutti i suoi spazi.


Foto di Mauro Tuninetti

Se pensi che possa essere una perdita di tempo o uno dei tanti zoo che nella tua vita hai già visitato, ti dovrai davvero ricredere.

Anche gli animalisti piu’ convinti vedranno le grandissime aree a disposizione degli “ospiti”, la cura e le attenzioni che a loro vengono dedicate.

Diviso in vari settori su 17 ettari di territorio, accoglie panda giganti, koala, scimmie, pellicani, elefanti, tigri, leoni, foche, rinoceronti, in tutto circa 400 specie differenti di animali.

Molto interessante e ben organizzato è il rifacimento del “giardino del Borneo”, uno spazio interamente al chiuso (con vetrate ovunque) in cui la temperatura è simile a quella tropicale per salvaguardare la fauna e la flora tipica di quel luogo.

L’impatto è notevole, considerando il freddo dell’esterno, per cui inizialmente si nota la differenza climatica a cui poi, ci si abitua lentamente.
(Se ami entrare in una caverna totalmente buia e sentirti svolazzare in testa da un piccolo gruppo di pipistrelli, qui puoi provare anche questa esperienza!)

Abbiamo diviso la nostra visita allo zoo in 2 parti: una prima di pranzo e una seconda dopo, per completare interamente il giro.

All’interno del giardino ci sono vari locali di ristoro.

Noi abbiamo preferito pranzare comodamente seduti in una romantica struttura, una sorta di piccolo palazzetto imperiale (Kaiserpavillon), collocato al centro di un crocevia per dirigersi ai vari percorsi dello zoo.

Qui abbiamo trovato prezzi adeguati, una buona cucina tipica e finalmente ci siamo riscaldati un po’!

***

La giornata è così terminata, giusto il tempo di rientrare in hotel, di cambiarsi velocemente e uscire per la cena, confidando di non trovare quella piccola ma insistente nevicata della sera prima.

Siamo tornati al Graben, (vedi 1° gg) per provare un nuovo locale, adocchiato in precedenza.

Il Chattanooga cafe & grill è un ambiente molto particolare dall’arredamento moderno e accogliente.

Le pareti sono laccate rosso-arancio, la luce non particolarmente intensa, comodissimi divanetti, sala per fumatori e non, i soffitti piuttosto bassi.

E’ gestito da orientali, come sempre cordialissimi che finalmente parlano inglese con facilità (non che in altre parti di Vienna non si parli inglese, ma la tendenza è sempre quella di privilegiare la lingua locale).

Le portate sono ampie e spaziano dalla cucina tradizionale a quella thailandese.

Ti sembrerà buffo ma qui abbiamo assaggiato la Sacher più buona rispetto a tutti gli altri posti  già provati e che ancora proveremo!

Tra le varie specialità viennesi, infatti, non sono assolutamente mancati gli assaggi ai vari dolci (strudel e sacher su tutti) che hanno sempre completato ogni nostro pasto.

Torniamo pigramente in hotel, spinti dal solito vento che ormai è diventato nostro inseparabile compagno di viaggio: domani ci aspetta l’ultima giornata prima di rientrare a casa.

Articolo di
ValMa

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