IN PRIMO PIANO

Trogir: Patrimonio UNESCO in Dalmazia – Consigli e Dritte

Andiamo alla scoperta di Trogir, un piccolo gioiello della Dalmazia.

, , , ,


Foto di Irene

A 20 km da Spalato, nel cuore della Dalmazia Centrale, ti consiglio di visitare Trogir.

Un piccolo centro circondato da un mare cristallino e raccolto entro mura, che gli conferiscono un fascino medioevale.

Ti consiglio di andarci per la sua bellezza, ma forse ti sconsiglio di soggiornarvici a lungo, in quanto è molto particolare per quanto riguarda il movimento di auto, turisti e prezzi!

Nonostante ciò è una meta che devi assolutamente inserire nel tuo viaggio in questa regione.

Io mi sono fermata lì un paio di giorni e proprio per questo voglio darti un paio di dritte utili.

Innanzitutto, ad esempio, ho scelto questa meta per la sua vicinanza con Spalato e per la possibilità di non trovarmi costretta in una città, ma di stare in un piccolo centro.

Tuttavia i prezzi, che troverai qui, non sono poi così economici rispetto alla prossima “metropoli”.

Trogir è ottimamente collegata con i luoghi vicini grazie a un servizio pullman, quindi, anche se non sei in macchina, può essere un’ottima postazione strategica da cui ripartire.

E’ una piccola isola naturale, tra la terraferma e l’isola di Ciovo ed è collegata a questi da due ponti.

Ha un centro a pianta ortogonale risalente all’età ellenistica e un grazioso porto a cui spesso troverai attraccati yacht lussuosi.

Interessante per chi ama monumenti culturali e storici, palazzi e viette caratterizzate dal marmo bianco.

Proprio per il suo complesso monumentale nel 1997 è stata iscritta nel Patrimonio dell’Unesco.

Ricordati molto bene il particolare dei due ponti perché l’auto può essere davvero un incubo: non ci sono altre strade che colleghino la terraferma all’isola, se non un solo ponte, il secondo, invece, collega Trogir all’altra isola.

Inoltre i parcheggi sono abbastanza un miraggio e tendenzialmente tutti a pagamento!

Il mio arrivo è stato un po’ traumatico perché, ignara della situazione, avevo prenotato una stanza nel pieno centro storico (era davvero economica!) confidando nella spiegazione del proprietario, che affermava nella sua mail: parcheggio libero vicino.

Non sapendo mi sono fatta circa 3 quarti d’ora di coda, girando intorno all’isola e facendo avanti e indietro quello che, così, è diventato l’“amato ponte”.

Primo dettaglio: Trogir è assolutamente isola pedonale, le macchine le girano intorno e hanno solo la via d’accesso, che ti ho descritto.

I parcheggi intorno a Trogir sono a pagamento e… non economici!

Per questo ti segnalo un piccolo escamotage che ho fortunatamente trovato: dando le spalle al ponte che collega Trogir vai avanti a destra e superalo, sulla sinistra troverai una traversa con l’indicazione “Polizia” e l’indicazione per la scuola.

Sali lungo quella traversa: troverai un parcheggio abbastanza ampio gratuito e se giri un po’ nelle vie adiacenti altre possibilità.

Due passi in più ed eviti di pagare ogni giorno una ventina di euro per… la vacanza della tua auto!

Inoltre, se arrivi a Trogir, cerca di evitare orari di metà mattina e pranzo… ti ritroveresti come in tangenziale all’ora di punta.

Nonostante alcuni dettagli di questo tipo, e la folla di turisti ne è testimonianza, vale assolutamente la pena fermarsi a visitare questo posto.

***

La storia di Trogir parte dai Greci, che la fondarono come colonia, sui resti di un vecchio insediamento illirico, chiamandola Tragurion.

Successivamente, durante il 1 ° secolo a.C., divenne un insediamento romano. Durante quest’epoca fu centro particolarmente conosciuto per il suo marmo di alta qualità.

Di questo antico passato sono state conservate alcune opere d’arte.

Nel corso della sua storia divenne un Comune autonomo e questo, in particolare, fu un momento di grande prosperità e il periodo in cui le mura della città vennero costruite, così come la Cattedrale, i monasteri e molte case, il tutto in stile romanico.

La Cattedrale, soprattutto, con il famoso Portale di Radovan, è uno spazio ecclesiastico in cui troverai dagli stili romanici a quelli del barocco e, inoltre, custodisce le tracce di molti artisti famosi.

L’epoca dal XIII al XV secolo fu proprio il culmine del suo potere sociale, economico, culturale e artistico, mentre nel 1420 passò sotto il dominio veneziano.

Di questa fase rimangono ancora delle testimonianze nella cultura e nell’edilizia.


Foto di Irene

Trogir vide anche governi francesi e austriaci e, dopo la caduta del Regno di Jugoslavia, gli abitanti di Trogir parteciparono alla liberazione nazionale accogliendo con favore l’indipendenza della Croazia nel 1990.

Il nucleo storico di Trogir è un unico monumento della cultura: il piano architettonico e urbano ha conservato la sua base medievale con gli elementi strutturali di una città fortificata e la tipica composizione di piazze e strade.

Trogir è spesso definita una “Piccola Venezia, grazie alla sua eredità artistico culturale.

Durante la tua scoperta di questa piccola cittadina ricordati di andare a visitare il bassorilievo di Kairos, dio del momento opportuno, del III secolo a.C. In tutto il mondo ne esistono soltanto due esemplari.

Il bassorilievo rappresenta un ragazzo giovane con le ali sui piedi, si crede che porti la fortuna a colui che riesce ad acchiappare un ciuffo dei suoi capelli, mentre lui vola sempre di fretta.

***

Trogir è un buon punto di partenza per visitare anche le spiagge vicine: ghiaiose, sabbiose e anche rocciose.

Tutta la zona, e nello specifico la vicina isola di Ciovo, offrono un sacco di opportunità per ogni tipo di vacanza e gusto.
Troverai, ad esempio:

– La spiaggia di Pantan, lunga spiaggia ghiaiosa e sabbiosa a circa 1,5 chilometri dal centro di Trogir.
– La spiaggia di Okrug, la spiaggia più popolare su Riviera di Trogir, 5 chilometri  dal centro di Trogir.
– La spiaggia di Kava è situata sul lato orientale di Ciovo, 12 chilometri dal centro di Trogir ed è una delle bellezze naturali intatte.
– La spiaggia di Medena, spiaggia ghiaiosa di circa 3 chilometri e posta a 4 chilometri dal centro di Trogir.

***

Un consiglio: al di là del ponte, fuori dalle mura e sul porticciolo, troverete tutto il giorno un mercatino: ti consiglio, se hai fame, l’ottimo panino di gamberi (è proprio l’ultimo baracchino vicino al parcheggio e al ponticello di legno) economico, enorme e gustosissimo!

Inoltre troverai un sacco di signore alla mattina che venderanno le fiaschette di lavanda, essenze e oli di lavanda.

Non sono molto costosi e considerando che la lavanda è uno dei punti di forza di queste zone ti direi di approfittarne!

In questo mercato puoi anche  acquistare frutta, verdura, pane e tanto altro a prezzi convenienti rispetto ai negozi per super turisti, che troverai all’interno del centro storico della città.

La sera il centro è abbastanza vivo e pieno di locali: il movimento continua fino a notte fonda!

Se passi da queste parti ti consiglio di fare un giro anche nei posti vicini: troverai vecchi paesi di pescatori, paesaggi incontaminati e piccoli centri meno turistici.

Come avrai notato ho una doppio parere di Trogir perché l’ho trovato un posto davvero affascinante, ma tuttavia io sono capitata in un momento di forte turismo quindi ho forse sofferto un po’ questo aspetto!

In ogni caso… ci tornerei!

Articolo di
Irene

Questi altri articoli possono interessarti?

Un Mercato Arabeggiante tra le Vie dell'Albayzin, a Granada
Il quartiere dell'Albayzin accoglie e accompagna gli amanti dei bei paesaggi, gli ammiratori di fortezze storiche che spiccano dalla città di Granada... Strette viuzze si inerpicano verso terra...
Isole d'Italia - Isola d'Elba, punta di diamante dell'arcipelago toscano - Parte Seconda
Foto di Albe86 Continuiamo il nostro viaggio per conoscere meglio l'Isola d'Elba, uno splendido gioiello verde e azzurro che consiglio per le prossime vacanze estive. Ti parlo delle località e...
Hurghada, una citta' dai tanti volti
Visitare Hurghada cercando di non fare la classica passeggiata per turisti, è un incontro/scontro tra i diversi volti che possiede.
Strassoldo, fiori e artigiani tra risorgive del Friuli
Il Friuli, nonostante alcuni sforzi dell'ente regionale per il turismo, rimane ancora oggi una nicchia, forse perché gli stessi suoi abitanti non ne riconoscono il valore. Così, montagne selvagge o pi...