Foto di Simona Marsella, coda in frontiera

La nostra avventura continua: lasciato il Marocco un nuovo paese ci aspetta, la Mauritania.

Qui i viaggi sono sconsigliati dal Ministero degli Affari Esteri per rischio di rapimenti e attentati in seguito a movimenti terroristici.

Decidiamo comunque di attraversare questo paese tenendo conto degli avvisi e delle raccomandazioni: è necessario evitare gli spostamenti nelle zone desertiche e viaggiare di notte.

Per questi motivi pianifichiamo il nostro itinerario in modo da rimanere sempre lungo la zona costiera, ritenuta più sicura; pertanto raggiungeremo il Mali passando per il Senegal.

Per entrare in Mauritania è necessario, oltre al passaporto in corso di validità, munirsi di visto d’ingresso preventivamente, perché ottenerlo direttamente all’arrivo è molto difficile.

Puoi farlo in Ambasciata a Roma oppure affidarti a un’agenzia di viaggio.

Non è obbligatoria nessuna vaccinazione ma chiedi un parere al tuo medico oppure al centro di medicina del viaggiatore della tua città per concordare quali misure adottare e quali comportamenti seguire durante il viaggio.

Io ti consiglio di stipulare anche una polizza assicurativa internazionale, in modo da poter viaggiare serenamente.

Se vuoi raggiungere la Mauritania via terra per l’automobile non occorre nessun documento particolare, ma ci sono dei moduli da compilare direttamente alla frontiera, mentre l’assicurazione potrai stipularla per poche decine di euro appena superato il confine in una delle agenzie preposte.

Sicuramente però devi armarti di molta pazienza.

Le pratiche doganali infatti richiedono molto tempo sia in uscita dal Marocco che in entrata nella Mauritania: controllo documenti, compilazione moduli, ispezione della vettura e naturalmente qualche piccolo incentivo monetario per accelerare il tutto.

Tra le due dogane come già sapevamo ci sono circa 3 chilometri di terra di nessuno da attraversare: la strada è sterrata e sabbiosa con alta probabilità di insabbiarsi e mine inesplose tutto intorno.

Appena entrati strani personaggi si offrono, naturalmente dietro ricompensa, di farci da apripista ma noi temerari rifiutiamo e lentamente cerchiamo di procedere seguendo le tracce lasciate da altre macchine.

Il paesaggio intorno è desolante e surreale: resti di macchine esplose o abbandonate e piccoli accampamenti di tende, lamiere o pneumatici di gente intrappolata in questa striscia di terra, fuoriuscita da uno dei due paesi a cui è negato il diritto di entrare nell’altro e di rientrare nel proprio.


Foto di Simona Marsella, gente di mezzo

Ci fermiamo anche a prestare soccorso a un uomo con la macchina in panne ma appena ci avviciniamo scopriamo che non è altro che un modo per cercare di estorcerci dei soldi vendendoci non si sa bene cosa.

Con i nervi un po’ tesi riprendiamo il cammino e nonostante qualche incertezza sul percorso con conseguente cambio di direzione riusciamo ad arrivare alla fine senza particolari problemi.

La sensazione non è tanto di pericolo quanto di sospensione, data proprio dalla natura di questa terra di mezzo.

Abbiamo superato brillantemente una delle parti più critiche del viaggio e finalmente siamo in Mauritania.

Nello sbrigare le pratiche doganali ci viene in aiuto Ahmed, un mauritano dalla pelle segnata dal sole, 36 anni dichiarati ma almeno 50 apparenti.

Ci dà una mano per accelerare i tempi ma non vuole soldi, si accontenta di cambiarci la valuta (ed anche a un buon tasso) estraendo le banconote con nonchalance da una grande tasca anteriore della tunica che indossa sopra a un abbigliamento occidentale.

Non si ferma qui però: ha la giornata libera e si offre come accompagnatore turistico della zona, in cambio di un passaggio a Nouadhibou, la città più vicina.

Siamo un po’ titubanti: ci consultiamo e alla fine decidiamo di accettare.

Ahmed sale in macchina con noi e ci indica la strada da seguire.


Foto di Simona Marsella, Ahmed

Dopo la diffidenza iniziale entriamo tutti in sintonia e inizia raccontarci usi costumi e curiosità della sua vita e della sua terra.

Per vivere, oltre ad aiutare i turisti nelle pratiche doganali, organizza rally ed escursioni con mezzi 4×4 nel deserto con pernottamento negli accampamenti mauri.

Purtroppo la nostra tabella di marcia è stringente e non possiamo fare deviazioni, ma ci riserviamo di tornare e prendere parte a una di queste esperienze: la parte più affascinante della Mauritania, come ci spiega anche Ahmed, è proprio l’entroterra.

E’ tra le sue nascoste sabbie che è possibile venire in contatto con la popolazione locale e avvicinarsi alla loro storia poco conosciuta e alle loro tradizioni.

Le città protette dall’Unesco come Guadane, Cinguetti e Atar, nonché la regione dell’Adar meritano una visita approfondita.

Accompagnati da questi racconti favolosi di Ahmed proseguiamo lungo la costa verso Nouadhibou: sono già trascorsi 8 giorni di viaggio e non possiamo perdere di vista il nostro obiettivo, ovvero raggiungere Bamako entro 15 giorni dalla partenza.

Simona