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Thailandia e tatuaggio

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Tatuaggio di Andrea – Foto di Andrea Bicini

L’ultima volta ci siamo lasciati eravamo virtualmente a passeggio per Khao San Road con l’intento di parlare di tatuaggi.

Di certo questo è uno dei paesi migliori per affrontare l’argomento.

Che si tratti di un tatuaggio all’henné (tatuaggio non permanente, caratterizzato dall’applicazione di un impasto di henné direttamente sulla pelle) o di un tatuaggio ad ago (probabilmente il più conosciuto in cui si introduce dell’inchiostro nella pelle con un ago e che è solitamente permanente), il fascino antico di questa marchiatura della pelle assume qui in Thailandia una connotazione particolarmente evidente e suggestiva.

L’intervenire sul proprio corpo per renderlo più attraente o per darne una maggiore capacità comunicativa è una pratica antica e, reperti archeologici e mummie, la fanno ritenere la più antica di cui siamo a conoscenza.

Qui, come in altre aree del sudest asiatico, nella sua forma tradizionale, è circoscritta soprattutto alle fasce della popolazione più povere.

Ad essere sincero prima di arrivare a Bangkok non avevo mai preso in considerazione il fatto di farmi un tatuaggio.

Poi, un po’ per gioco e un po’ per un’evoluzione e acquisizione culturale, mi sono ritrovato seduto su una spiaggia di Koh Samed a farmi fare il mio primo tatuaggio, all’henné, così, tanto per vedere l’effetto.

Ora sto pensando a dove andare per il prossimo e cosa farmi tatuare.

Molte sono le persone che decidono di farsi un tatuaggio durante il loro soggiorno a Bangkok o in un’altra località della Thailandia, sia per la diffusione dei tatuatori, sia per la loro rinomata bravura sia, ma dovrei forse dire soprattutto, per il prezzo contenuto con cui è possibile farsene fare uno.


Henné – Foto di Andrea Bicini

In Thailandia (ma anche in Cambogia) il tatuaggio ha legami più stretti con convinzioni religiose, spirituali e magiche.

La tecnica tradizionale di realizzazione del tatuaggio prevede l’esecuzione da parte di un monaco, in genere un tempio, come parte di un rito religioso-magico propiziatorio e di protezione, eseguito con aghi fissati all’estremità di una lunga bacchetta (spesso in bambù) che viene fatta scorrere avanti e indietro in modo abbastanza vigoroso e doloroso.

Proprio la componente di dolore e sofferenza rappresenta forse la differenza sostanziale fra il tatuaggio di stampo occidentale (eseguito con una macchinetta elettrica, cui sono fissati degli aghi in numero diverso a seconda dell’effetto ricercato nel disegno da realizzare e che dà una sensazione di calore e vibrazione non troppo dolorose) e quello tradizionalmente diffuso in Thailandia (ma anche in altre regioni dell’Asia, in Africa e Oceania).

Personalmente ammetto di nutrire un certo scetticismo sulla capacità protettiva di questi tatuaggi (secondo la bravura del monaco il tatuaggio dovrebbe poter proteggere anche da coltellate o altre ferite altrimenti mortali) ma soprattutto ho forti perplessità sulle precauzioni igieniche prese per evitare la trasmissione di malattie infettive (in particolare HIV, epatite B o C).

Wat Bang Phra è il tempio più famoso in cui recarsi per questo tipo di tatuaggio si trova nel distretto di Nakhon Chai Si, a poco più di un’ora di macchina da Bangkok (sono in realtà solo una cinquantina di km ma spesso anche chi conosce la zona si perde e la strada passa attraverso diversi villaggi – la cosa migliore è comunque avere per 1500-1800 baht un taxi che faccia andata e ritorno) o 2 ore abbondanti con i vari bus pubblici, sulle sponde di un fiume.


Wat Bang Phra

La zona vale la pena essere visitata anche se poi alla fine deciderai di non fare lì il tuo tatuaggio.

Per evitare lunghe attese devi arrivare molto presto la mattina, meglio durante la settimana, evitando i giorni in cui si svolge il Festival del Tatuaggio (nel mese di marzo).

Non è detto che tu abbia la fortuna di vedere all’opera Luang Pi Nunn, ritenuto in assoluto il maestro di questa disciplina, ma numerosi sono i monaci che in questo tempio passano gran parte del loro tempo ad eseguire i tatuaggi in modo tradizionale.

Prima del tatuaggio dovrai acquistare i tuoi doni, in genere sigarette, fiori ed incenso, lasciando un’offerta di almeno 80-100 baht.

Con i doni, ovviamente togliendoti prima le scarpe, entrerai nel tempio e ti metterai in fila.

Una volta in prossimità del tuo turno ti verrà chiesto di sostenere (e in qualche caso tenere) la persona che ti precede nell’essere tatuata dopodiché ti sarà chiesto di toglierti la camicia per essere tatuato.

La durata della seduta varia a seconda della grandezza del tatuaggio ma l’abilità dei monaci è tale da richiedere molto meno tempo che nei tattoo shop che usano le moderne macchinette.

Finito il tatuaggio attenderai che il gruppo di persone che ha iniziato con te venga benedetto dal monaco.

Nelle immediate vicinanze del tempio, proprio sulla sponda del fiume, potrai gustare un piatto tipico, una bella frittata di molluschi freschi, in assoluto la migliore e più economica che io abbia mai mangiato da quando vivo in Thailandia.

Se non sei un fan del dolore ma vuoi tornare dalla tua vacanza con un tatuaggio allora puoi rivolgerti ad uno dei numerosi negozi di tattoo che si trovano sparsi ovunque e nei quali vengono messe in atto tutte le norme per prevenire le malattie.


Tatuaggio tradizionale – Foto di Andrea Bicini

Io posso consigliartene 2.

Il primo si chiama Diamond & Ball e si trova per l’appunto sul lato sinistro di Khao San Road arrivando da Burger King; il proprietario si chiama Ball, non è sempre affidabile nei tempi e negli appuntamenti ma, dandogli precise indicazioni, otterrai esattamente il tatuaggio che desideri.

Il secondo è un piccolo negozio nascosto al 2° piano di una palazzina su Silom Soi 4 ed è del mio amico Van; lui usa solo aghi “usa e getta”, ha la pazienza di eseguire il tatuaggio rispettando la tua capacità di sopportazione del dolore, è un vero artista e non è affatto caro.

Andrea

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