Borghi d’Italia: il Ricetto di Candelo e altri itinerari
Itinerari naturalistici e spirituali in Piemonte, ecco qualche idea.

Ricetto di Candelo – Foto di Mauro Tuninetti
Nel cuore di questa estate italiana voglio proporti oggi la scoperta di una delle zone più affascinanti del Piemonte.
Qui coloro che amano vivere e trovarsi a contatto con la natura, ma anche i cultori di storia e antichità, potranno soddisfare qualunque tipo di interesse.
Itinerari naturalistici
Candelo è una località in provincia di Biella, incastonata in un altopiano ancora selvaggio e poco conosciuto che qui prende il nome di Baraggia.
Si tratta di una vasta area dalla superficie di 5000 ettari e di forma leggermente triangolare che si estende verso il torrente Cervo.
Non è possibile coltivare visto il terreno argilloso, però si possono constatare diverse caratteristiche botaniche e geologiche che rappresentano la caratteristica principale di questo luogo.
La zona chiamata del Baraggione di Candelo è la parte più panoramica di questa territorio e i vari percorsi pedonali nel cuore della natura ne fanno una delle mete più richieste e gettonate soprattutto nelle calde giornate estive.
Il colpo d’occhio finale dall’Altopiano di Bellavista è qualcosa di stupendo: qui potrai scoprire le cime del Monviso, del Monte Rosa, fino a spingere lo sguardo alle prealpi orobiche.
Procedendo nelle vicinanze puoi trovarti nel sito di Ysangarda (= sacro recinto) inteso inizialmente come spazio sacro e in seguito trasformato in postazione difensiva vista la sua posizione strategica.
Qui si apre, infatti, una visuale a 360° sulla baraggia, su vigneti e colline disseminate ovunque e proprio da qui parte l’itinerario verde, quello naturalistico, ideale per famiglie e bambini in quanto propone escursioni panoramiche, percorsi didattici attrezzati tutti completi di cartellonistica.
Sempre da queste parti merita una visita il meraviglioso Parco del Burcina che si colora di piante e fiori di straordinara bellezza.
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Itinerari storico-culturali
Nell’anno 2002-2003 Candelo è stato inserito nella lista dei 50 borghi più belli d’Italia.

Ricetto di Candelo – Foto di Mauro Tuninetti
In particolare, il suo Ricetto è uno dei piccoli tesori che qui puoi ancora ammirare in tutto il suo splendore.
Il nome deriva dal latino “receptum” (rifugio, ricovero) e sta a indicare un luogo nato con l’intento di difendere l’area circostante.
Il Ricetto di Candelo, infatti, è una “struttura fortificata sorta per iniziativa e volontà precisa della popolazione candelese allo scopo di conservare e difendere i beni più preziosi della comunità: prodotti della terra, soprattutto vino e granaglie”.
L’ingresso, libero e gratuito, di questo delizioso e piccolo borgo medievale si apre davanti alla piazzetta nel centro del paese.
Presenta una pianta quasi pentagonale che ricopre una superficie di circa 13.000mq per una larghezza di 110m. e una lunghezza di 120m.
E’ difficile dare informazioni precise circa la sua fondazione, anche se si ipotizza che la sua nascita possa essere fatta risalire tra la fine del XIII sec e la prima metà del XIV.
Oggi si presenta in ottime condizioni: le case (cellule) hanno mantenuto la loro struttura originaria e sono ottimamente conservate e le rue (le strade), sono disposte con ciotoloni posti in pendenza per favorire il deflusso dell’acqua piovana.
La Torre del Principe, e più avanti il Palazzo del Principe, ti accompagnano lungo un percorso suggestivo e ricco d’atmosfera.
Qui puoi considerare 2 tipi di percorsi:
- dentro le mura
- fuori le mura
Per tutelare l’immenso valore storico che il Ricetto rappresenta per l’intera comunità si è pensato di istituire il Sistema Museale Integrato con lo scopo di diffondere l’alto significato culturale attraverso eventi, attività ed iniziative diffuse sul territorio.

Museo Candelo – Foto di Mauro Tuninetti
L’Ecomuseo della vitivinicoltura sottolinea la cura e l’attenzione rivolta alla storia e alle tradizioni del borgo, mentre il Centro di documentazione dei Ricetti del Piemonte è una sorta di banca dati dei vari siti architettonici studiati attraverso un confronto storico-artistico.
Curiosa e insolita è la proposta dell’itinerario rosso che rappresenta il vino in tutte le sue dimensioni.
Si parte dalla conoscenza storica, si approfondisce l’origine vitivinicola della comunità e si compiono osservazioni e studi attraverso attività e sperimentazioni dirette.
Nella regione Dossere è stato, inoltre, allestito un vigneto-laboratorio come testimonianza di un antico passato.
L’itinerario esterno, invece, si snoda lungo il perimetro delle mura (467m) e racchiude un paio di punti particolarmente interessanti.
Oltre alle mura e alle torri che definiscono l’intera struttura, ecco la roggia Marchesa, costruita nel 1561 su richiesta dei feudatari di Candello, la famiglia Ferrero Fieschi, le cui acque servono ancora oggi per irrigare anche le famose risaie del vercellese.
Più avanti il vecchio lavatoio ricostruito su progetto originario, dagli Alpini nel 1996 e infine le fosse per la macerazione della canapa (canepali).
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Itinerari spirituali
Si chiama itinerario azzurro ed è quello che rappresenta la fede, il sentimento religioso che ha ispirato gli affreschi e le costruzioni del borgo.
Qui l’aspetto mistico della comunità è racchiuso nelle diverse Chiese di San Pietro, San Lorenzo, San Giacomo e Santa Maria Maggiore.
Un modo diverso e più raccolto di conoscere meglio ogni aspetto di questa comunità.
Per completare al meglio la tua visita in questa zona devi sapere che qui sei a due passi dal lago di Viverone e dal famoso Santuario di Oropa, conosciuto per la Madonna Nera.
Proprio vicino a Viverone ho avuto modo di provare La Schiavenza.
E’ un agriturismo collocato in una suggestiva dimora in una zona tranquilla, a 250mt di altezza e offre un panorama esclusivo soprattutto in estate poiché è davanti al lago di Viverone.
La cucina è di tipo casalingo, con piatti tradizionali, preparati con semplicità, cura e qualità.
Nello specifico puoi gustare deliziosi antipasti (tomini preparati con varie salse), primi abbondanti (risotti e zuppe) e ottimi secondi di carne.
Nello spaccio, adiacente l’azienda, si vendono i prodotti tipici locali gustosi, freschi e naturali: formaggi, salumi, ortaggi e frutta.
Sono ammessi gli animali.
Il prezzo è decisamente economico e genuinità e qualità sono garantiti.
Consigliato davvero a tutti.
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Articolo di
ValMa (Valeria Copperi)
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22 agosto 2012
Valeria Copperi
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