I compagni di viaggio: scegli bene oppure avrai la vacanza rovinata
Non sempre essere amici a casa vuol essere ottimi compagni di viaggio…

1-2-3 sceme a Khajuraho in India e il 4 fa la foto! – Foto di Silvia Balcarini
La vacanza in compagnia non è un inferno, ma può diventarlo se non si fa attenzione.
Se sei solo/a va da sé, contento tu contenti tutti.
Se viaggi con il tuo amore non può non esserci una buona affinità…
Se non c’è comincia a farti delle domande.
Partiamo da un punto fondamentale: essere amici nella vita non vuol dire essere buoni compagni di viaggio.
Senza permalosità.
Quando si viaggia si sa che staremo 24 ore o giù di li insieme, quindi verrà fuori il nostro vero carattere.
Se siamo 2 coppie accertiamoci di conoscere perlomeno un po’ il fidanzato/a o moglie dell’amico/a.

Thailandia, l’inizio di un sodalizio!? – Foto di Silvia Balcarini
Scegliere il proprio compagno di viaggio può non essere una banalità, e diventare poi una cosa importante in considerazione del fatto che quella settimana di vacanza, molto probabilmente, sarà l’unica di tutto l’anno.
Quindi bisogna analizzare bene quali potranno essere i punti di congiunzione o di contrasto di una vacanza insieme.
Se si va al mare, o comunque si opta per una vacanza di relax tutto è molto più semplice, non ci saranno molte cose da decidere, al massimo l’orario di sveglia la mattina.
Ma se abbiamo affittato un appartamento oppure abbiamo a disposizione una sola auto, le lancette dell’orologio potranno diventare il primo contrasto.

Noi on the road in Namibia – Foto di Silvia Balcarini
Se non puoi rinunciare all’ordine e alla perfetta pulizia, nemmeno in vacanza, o adori cucinare sarà il caso di affrontare il tema del menage casalingo/vacanziero.
A tutto ciò si può aggiungere la vita notturna: se il tuo amico assomiglia a John Travolta nella “Febbre del sabato sera” invece tu sei forte a briscola, dovrete trovare un accordo o comunque ricordare che non è detto che “siccome siamo in vacanza insieme dobbiamo stare sempre insieme”.
Cosa diversa è se dobbiamo affrontare un vero e proprio itinerario.
Durante il tour ci saranno sicuramente decisioni da prendere come ad esempio a che ora partire la mattina, la disponibilità economica nella scelta delle escursioni e forse la più importante di tutti: la puntualità.
Ci sono poi faccende da sbrigare come l’acquisto dei biglietti, la carta stradale da seguire, pericoli da evitare e da saper gestire.
Chiaramente se i viaggiatori hanno la tua stessa esperienza (se ne hai) sarà tutto molto più leggero perché diviso fra tutti.
Per i viaggi itineranti le migliori formule sono 2 o al massimo 4 persone.

Pazzia e delirio a New York – Foto di Silvia Balcarini
Essere in 4 da la possibilità di ammortizzare bene le spese in particolare l’auto e la guida personale nei luoghi d’interesse.
Inoltre si possono facilmente dividere i compiti: chi tiene la cassa, chi guida, chi guarda la carta e chi tiene la tabella di marcia a seconda delle proprie attitudini.
Sarà anche un modo di sentirsi tutti responsabili e coinvolti.
Oppure devi essere un tour leader navigato ma sarà stancante e non sempre apprezzato!
Necessita più attenzione un gruppo dispari di 3 o 5 persone.
Almeno che non ti crei problemi dormire in camera tripla ricorda che le singole sono più difficili da trovare e per questo più costose, quindi il single della situazione si troverà a pagare un bel supplemento.
Se scegli la tripla ricorda che il bagno andrà diviso in 3 e in genere, specie noi fanciulle… come dire… perdiamo il senso del tempo là dentro!

Tutti per uno e uno per tutti – Foto di Silvia Balcarini
Altri costi come quello del noleggio auto, nel caso di 5 persone, possono far lievitare di molto il budget, avrete bisogno sicuramente di un’auto di categoria superiore per questioni di comodità e di alloggio bagagli.
In fine, nel caso di un gruppo consistente, da 6 persone in su, a meno che non facciate una “zingarata” tra amici e quindi la confusione e l’anarchia la fanno da padrone ci vorrà tanta buona volontà da parte di tutti!
Il mio consiglio sono le “prove vacanza”: una gita fuori porta e se possibile anche un week-end per testare le proprie affinità, le abitudini, i gusti di tutti.
E poi parlare, parlare, parlare… e ridere, ridere sempre.
Uomo avvisato, mezzo salvato.
Articolo di
Silvia Balcarini
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28 agosto 2012
Silvia Balcarini
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