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Dove vivere bene con 1.000 euro al mese

Vivere e trasferirisi all’estero con la pensione e una piccola rendita: sono sempre di piu’ i casi. Vediamo quali sono i paesi migliori per compiere il grande passo. L’altro giorno selezionando la mia personale “rassegna stampa” sono rimasta attratta dalla copertina di un famoso settimanale italiano…

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 Copertina dell'articolo di Panorama

Copertina dell’articolo di Panorama

 

L’altro giorno selezionando la mia personale “rassegna stampa” sono rimasta attratta dalla copertina di un famoso settimanale italiano, “Panorama”, che presentava la foto di un arzillo over 60 con occhiali da sole e cappello, placidamente immerso in una distesa di acqua cristallina e il tutto terminava con uno slogan intrigante ”Prendo la pensione e scappo”.

Mi sono incuriosita perché non è la prima volta che sento di questa nuova tendenza, che spinge un certo numero di persone (sempre più numeroso) a trasferirsi all’estero per vivere un’esistenza diversa, sicuramente, sotto certi aspetti più gratificante.

L’articolo di Franca Rolatti è uno spaccato molto ben dettagliato e utile per tutti coloro che, arrivati alla soglia della pensione (e/o magari anche prima…) decidono di voltare pagina e ricominciare in un angolo di mondo che appaghi e soddisfi una serie di esigenze.

Quali?

Molti si spostano per il clima, per vivere senza riscaldamento e godere di temperature miti e soddisfacenti per la salute 12 mesi all’anno; la maggior parte, comunque, lo fa per i costi che ormai in Italia sono diventati insostenibili.

In molti hanno compreso che una rendita discreta permette una vita dignitosa in Paesi bellissimi e a cui finora non si aveva mai pensato in questi termini.

Kathleen Peddicord, fondatrice di Live and invest overseas, studia da più di 20 questo fenomeno ormai in continua ascesa e ha pubblicato una sorta di “vademecum” utilissimo per chiunque voglia intraprendere un’esperienza simile.

I suoi consigli sono fondamentalmente questi:

1. Prima di pensare a una destinazione, riflettere bene su ciò che meglio soddisfa i nostri desideri e le nostre abitudini.
Poniti domande pratiche: cosa mi piace fare alla sera? E la domenica pomeriggio? E se l’energia elettrica non fosse sempre disponibile?

2. A cosa non potresti mai rinunciare? Considera anche le cose più banali…

3. Cosa non si sopporta davvero? Il caldo/umido? Gli insetti? La sabbia? Il gelo?

4. Quando si è risposto a queste prime domande, si può andare per esclusione e segnare una prima lista di Paesi, consultando la cartina geografica!

5. Tener presente che esistono Paesi che offrono incentivi e altri che non accettano facilmente pensionati stranieri.

6. Considerare l’assistenza medica e il costo di un’assicurazione, richiesta in tanti Paesi.

7. Sapere che all’interno di uno stesso Paese ci possono essere zone in cui il costo della vita può essere può essere più o meno elevato rispetto ad altre, quindi valutare bene anche questa possibilità.

8. Non pretendere di portare il proprio stile di vita nel Paese che si sceglierà come meta della nostra nuova esistenza.
Se ci si aspetta che tutto sia come a casa, si potrebbe restare non poco delusi.

Il titolo che ho scelto è proprio quello originale dell’articolo che tratta in dettaglio le storie personali di tanti nostri concittadini che alla fine ce l’hanno fatta a lasciare l’Italia per trovare altrove quell’equilibrio e quella tranquillità che qui sembravano perdute.

A causa di una crisi economica ormai galoppante, le richieste di “esodo” sono aumentate del 40%, secondo l’esperienza di Alessandro Castagna, responsabile e fondatore di Voglioviverecosì.com, un portale che ospita le testimonianze di italiani di ogni età che hanno scelto di vivere all’estero.

Le informazioni che si chiedono maggiormente riguardano soprattutto la sicurezza del Paese e la garanzia di un’assistenza sanitaria davvero adeguata.

Ma quali sono le destinazioni più richieste?

Ecco quelle maggiormente gettonate, con una piccola descrizione su trasferimento, fisco e sicurezza.

Thailandia
Trasferimento: Italia/Bangkok volo diretto (11 ore) oppure 1 scalo su Pukhet
Fisco: esiste una convenzione bilaterale per evitare la doppia imposizione
Sicurezza: il Paese è un posto sicuro e le manifestazioni politiche degli anni scorsi si sono limitate alla capitale e alle zone confinanti.
Sono in crescita episodi di microcriminalità nelle zone più turistiche (Pukhet).

Thailandia

Thailandia – Foto di Mauro Tuninetti

 

Indonesia-Bali
Trasferimento: 16 ore di volo con scalo
Fisco: idem come sopra
Sicurezza: l’isola è considerata ancora un luogo piuttosto sicuro

Repubblica Dominicana
Trasferimento: 10 ore circa di volo
Fisco: non esiste una convenzione bilaterale
Sicurezza: in alcune parti del Paese sono in aumento rapine e borseggi.
Ci sono state anche aggressioni e omicidi di stranieri.

Costa Rica
Trasferimento: 15 ore circa di volo
Fisco: non esiste una convenzione bilaterale
Sicurezza: è uno dei Paesi più sicuri di questa parte di America, anche se non mancano borseggi e furti ai danni dei turisti soprattutto per opera di bande organizzate.
I Caraibi continuano ad esercitare un forte fascino perché offrono: spiagge, terme, montagne, foreste e “una temperatura che non scende mai sotto i 22 gradi”.

Brasile
Trasferimento: 10 ore per arrivare a Fortaleza
Fisco: esiste una convenzione bilaterale
Sicurezza: è uno dei Paesi più violenti al mondo (furti, aggressioni, sequestri lampo…)
Secondo alcune testimonianze dirette, pubblicate sempre su Panorma, fino al 2007 il nord-est del Brasile era una delle mete preferite.
Oggi qualcuno cerca di tornare in Italia perché il boom economico ha modificato alcuni presupposti iniziale e si è assistito ad un “aumento dell’inflazione, del carovita e di un tasso di cambio dimezzato”.

Canarie
Trasferimento: 4 ore circa di volo
Fisco: sono territorio della UE e godono di alcune agevolazioni fiscali
Sicurezza: hanno un tasso di criminalità inferiore alla media spagnola.
La crisi (1 abitante delle Canarie su 3 è povero) ha portato ad un aumento dei furti.
In Spagna nel 2012 i prezzi delle case sono crollati di oltre il 34% e questo ha favorito numerosi investimenti in immobili, specie per le zone di Marbella, Almeria, Fuerteventura e Santa Ponsa (Baleari).
“Proprio per risparmiare sul riscaldamento molti pensionati decidono di trascorrere in un paese caldo solo i mesi invernali”.

Tunisia
Trasferimento: 2/3 ore di volo
Fisco: esiste una convenzione bilaterale.
Sicurezza: ultimamente il paese sta vivendo un clima di instabilità politica che è causa di manifestazioni e disordini, nonché di intolleranza da parte dei fondamentalisti.
Le aree turistiche, però sono costantemente sorvegliate e quindi più sicure.
Chi già ci vive, racconta: “Abito in una villa a schiera con prato all’inglese (a Rades, 10 Km dalla capitale) terrazzo, patio e pago 260 euro al mese di affitto”.

Capo Verde
Trasferimento: 6/7 ore di volo
Fisco: non esiste una convenzione bilaterale.
Sicurezza: è un paese abbastanza sicuro, sorvegliato da pattuglie di polizia ben organizzate.
Sono stati registrati alcuni furti e aggressioni ai turisti e alcuni episodi che hanno visto coinvolti i narcotrafficanti.

Kenya
Trasferimento: 8 ore per Mombasa, un paio di più per Malindi
Fisco: non esiste una convenzione bilaterale
Sicurezza: furti e rapine in aumento, soprattutto nelle località turistiche.
Sempre in Africa, sta emergendo la scelta di stabilirsi in Tanzania “qui si può vivere con 2-3 euro al giorno o spenderne 300, ma una casa la si costruisce con 15-20mila euro”.

Per finire, un commento un po’ nostalgico ma significativo, che racchiude tutto il senso di quanto ti ho voluto esporre: “A volte mi manca un buon piatto di cappelletti o una partita di tennis in tv, ma posso farne a meno. Viviamo in bermuda e infradito e io non ho più mal di ossa…”.

Buon viaggio!

Articolo di
ValMa (Valeria Copperi)

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