Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta ad Aquileia

Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta ad Aquileia – Foto di Alessia Scarparo

 

La città di Aquileia è oggi un piccolo centro del Friuli Venezia Giulia che conta non più di 3.500 abitanti, ma in epoca romana è stata uno dei centri più importanti dell’Impero e snodo strategico sia militare che commerciale.

Fu fondata nel 181 a.C. dai Romani, la cui presenza si percepisce quasi ovunque per l’impronta, gli stemmi e i resti dell’antico splendore, e fu anche capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana, all’epoca vi abitavano circa 200.000 persone e si estendeva da Palmanova a Grado (la laguna era meno estesa di oggi).

Con Cividale de Friuli e Udine è stata una delle storiche capitali della Regione Friuli Venezia Giulia, il cui vessillo deriva dallo stemma di Aquileia.

La sua collocazione geografica era decisamente favorevole per molti motivi, in prossimità del mare ma riparata, vi confluivano le maggiori strade preistoriche e venete antiche, sorgeva sul porto fluviale del Natisone-Torre per il controllo marittimo dell’alto Adriatico, facilmente raggiungibile da quest’ultimo ma protesa verso la terraferma.

Fu una base strategica di difesa militare dei confini orientali dell’Impero e di conquista dell’Europa centro-orientale e dei ricchissimi giacimenti minerali di ferro della Carinzia.

Grazie all’imponente porto fluviale, di cui ora rimane praticamente solo il ricordo, divenne un importante snodo commerciale per prodotti artigiani pregiati, la città raggiunse il suo apice sotto il dominio di Cesare Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) divenendo capitale della X Regio “Venetia et Histria” iniziando di fatto l’ascesa verso una delle più importanti metropoli dell’Impero Romano.

Proprio per questi trascorsi imperiali Aquileia possiede un’area archeologica tra le più importanti dell’Italia settentrionale, e considerata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dal 1998.

Gli scavi hanno rinvenuto resti del foro romano, la Basilica, il sepolcreto, i pavimenti in mosaico e fondazioni di case (fondi Cal ed ex Cossar), statue della Via Sacra, mercati, mura, il porto fluviale, un grande mausoleo e molto altro.

L’interno della Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta ad Aquileia

L’interno della Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta ad Aquileia – Foto di Alessia Scarparo

 

In particolare sono rimasta colpita dall’enorme Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta, il cui pavimento è interamente in mosaico del IV secolo, oltre 750 mq, ed è il più esteso di tutto il mondo cristiano occidentale.
Esso venne scoperto nel 1909 dagli austriaci i quali, fortunatamente, rimossero il pavimento soprastante che lo copriva e lo portarono alla luce.

Oggi nella basilica si cammina su suggestive passerelle di cristallo per poterlo ammirare al meglio, ed è vietato oltre che calpestarlo anche fotografarlo con flash, ma è emozionante ammirarlo sotto i propri piedi in tutto il suo originario splendore.
Non ha un motivo decorativo uniforme ma contiene molti soggetti biblico simbolici illustrati con vivacità e realismo.
Ricorre spesso l’immagine del pesce, ichthys in greco, acronimo di Iesus Cristos Theou Uios Soter (Gesù Cristo Salvatore figlio di Dio).

Un particolare dei mosaici

Un particolare dei mosaici – Foto di Alessia Scarparo

 

Meritano una visita anche le cripte sotterranee, in particolare quella a cui si accede dalla navata sinistra appena entrati nella basilica, la Cripta degli Scavi, che corre tutta intorno alle fondamenta del campanile, dove si possono ammirare i resti della basilica paleocristiana, costruita nel IV secolo dal vescovo Teodoro sulle strutture di un’antica villa romana, e altri splendidi mosaici magnificamente conservati.

Merita una visita il Museo Archeologico Nazionale di Villa Cassis, considerato uno dei maggiori musei archeologici dell’Italia Settentrionale con reperti tutti provenienti da Aquileia o dalle immediate vicinanze.

Infine molto suggestiva è la passeggiata lungo i resti del porto fluviale, che come detto è stato uno dei motivi dello sviluppo commerciale della città, di cui ora rimangono solo poche pietre che rappresentavano ormeggi, banchine e magazzini, ma che attivando l’immaginazione, aiutati dalle lastre informative dislocate sul percorso, fanno pensare a un enorme indotto che accoglieva grandi imbarcazioni ed era crocevia di un traffico intenso e proficuo, grazie alla grande organizzazione dell’epoca.

Quello che rimane del Porto Fluviale ad Aquileia

Quello che rimane del Porto Fluviale ad Aquileia – Foto di Alessia Scarparo

 

Questo viale pedonale alberato è chiamato “Via Sacra“, e al suo ingresso si possono notare anche i resti del grande Foro Romano, piazza di scambi culturali e informativi nella tradizione romana.

In ogni angolo si respira l’aria e l’influsso della città eterna che seppur lontana fa capire quanto grande fosse l’importanza dell’Impero a quel tempo e quanti segni immutati ha lasciato dietro di se, nonostante i secoli trascorsi.

Qualche indirizzo per approfondire:

http://www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it/

http://aquileia.net/

Articolo di
Alessia Scarparo