Villaggi bianchi andalusi

Villaggi bianchi andalusi – Foto di Silvia Balcarini

 

Dicevo… ecco cosa ho visto io, in un paio di giorni nella Ruta de los pueblos blancos.

Lasciando Tarifa ho imboccato la A 377 facendo due piccole soste: Casares e Gaucin e poi ho raggiunto Ronda.

L’unica cosa che devi sempre rammentare è di non inoltrarti troppo in centro, le strade diventano subito piccole, parcheggia appena avverti di essere in paese o comunque chiedi dove puoi agilmente posteggiare.
E’ meglio però che il serbatoio dell’auto non sia sotto la metà, i benzinai non abbondano da ste’ parti.

I presepi bianchi attaccati alle montagne si mostrano lungo la strada.
E’ vero appaiono tutti uguali e forse lo sono per certi versi.
Ma come nelle migliori cose, sono i particolari quelli che contano e quelli devi cercare.

Il particolare che fa nascere la differenza, come nella vita.
E non è l’ago nel pagliaio.

Gaucin in Spagna

Gaucin in Spagna – Foto di Silvia Balcarini

Non servono consigli per perdersi nelle viuzze bianche, le bouganville, i gerani, i cactus e perfino le persone risaltano immerse nel latte!

Prendi un caffè e lasciati guardare dai locali, se vuoi arrampicati un po’ fino alla rocca, ce ne è sempre una a quanto vedo (ma io non ho visto tutto), e assapora la strana sensazione: qui un minuto dura 60 secondi.

Formaggio, insaccati, un bicchiere di vino: qui le tapas “fanno scopa” con il resto del gioco.
Siediti e alza il bicchiere, il turismo di massa qui non esiste.

Non avere il mio cruccio e organizzati per dormire in uno di questi presepini.
Se poi ti ritrovi per qualche festa, sagra o messa hai giocato “l’asso piglia tutto”.

La strada prosegue, è buona e larga, ci sono alcuni punti di sosta panoramica, qualcuno con la spiegazione montuosa e con bagni pubblici.

Qualunque sia la tua scelta ti consiglio di non mancare Ronda e Setenil de la bodegas.

Setenil de las Bodegas

Setenil de las Bodegas – Foto di Silvia Balcarini

 

Quest’ultimo è il paesino più strampalato che io abbia mai visto.
E’ stato costruito letteralmente all’interno di una montagna.
Le abitazioni e le botteghe sono coperte a mo’ di veranda dalla roccia, le stradine del pueblo sono coperte a tetto, è una sensazione strana passeggiarci sotto.

Una classica foto di Setenil in Spagna

Una classica foto di Setenil in Spagna – Foto di Silvia Balcarini

Un altro classico di questo paesino bislacco

Un altro classico di questo paesino bislacco – Foto di Silvia Balcarini

 

Addirittura caffè e ristoranti (entra in uno di questi) sono stati costruiti senza scalfire la pietra quindi si può vedere esattamente, all’interno di essi, la conformazione del monte!

Anche i caffè sono stati costruiti senza scalfire la pietra, Setenil, Spagna

Anche i caffè sono stati costruiti senza scalfire la pietra, Setenil, Spagna – Foto di Silvia Balcarini

 

Se i paesi e le città dell’Andalusia sono famose per le strade strette qui si raggiunge l’apice, le strade sono corridoi non più larghi di 170 cm.
Ecco perché le auto sono oramai tutte stondate!

Le strade sono sono corridoi non più larghi di 170 cm, te l'ho detto

Le strade sono sono corridoi non più larghi di 170 cm, te l’ho detto – Foto di Silvia Balcarini

 

Anche se gli abitanti li riconosci dalla guida con nonchalance.

Mentre a te conviene, nel vero senso della parola, proseguire a passo d’uomo, fare attenzione non solo alle sporgenze dei muri delle case ma anche agli scalini che finiscono in strada.
Se come me ti ritrovi oramai semi incastrato in paese dovrai far scendere un tuo navigatore per aiutarti nelle manovre.
Non fare il fenomeno.

Io ho sgranocchiato qualche biscottino interessante ma solo per dovere di cronaca turistica.
Risultato, molto buono.

La domanda nasce spontanea: ma come diavolo può venire in mente di costruire un paese così strambo?
Sembra per motivi difensivi, di clima e vicinanza al fiume.
Io propendo per la prima, i nemici arrivando si saranno detti “questi sono matti, arretiamo”.

Ma Ronda? E te che pensavi che fosse finita qui…

Articolo di
Silvia Balcarini