Montagnana, le mura esterne

Montagnana, le mura esterne – Foto di Alessia Scarparo

Il fine settimana scorso sono stata a visitare la splendida Montagnana, in provincia di Padova.

Avevo ospiti degli amici toscani e li ho portati ad ammirare le bellezze delle mie zone, prima due posti che ti ho già descritto in articoli precedenti Arquà Petrarca e Monselice, e a chiusura della nostra giornata ci siamo recati a Montagnana, ammetto che pur abitandoci abbastanza vicino non ci ero mai stata, e mi è piaciuta molto.

La città sorse in epoca romana a difesa del fiume che la bagnava prima del 589 d.C. e che poi venne deviato verso sud dopo una rotta a valle della città di Verona.
Fu capoluogo longobardo, e nel XI secolo passò sotto gli Estensi che la resero un importante borgo fortificato, poi cadde poi in mano agli Ezzelini ed entrò a far parte dei territori dei Carraresi, signori di Padova, prima del definitivo assoggettamento alla Repubblica di Venezia, nel 1405.

La sua cinta muraria è imponente e appena si arriva fornisce un bel colpo d’occhio con le sue alte torri, subito si nota che è conservata benissimo, pare sia una delle più belle in Europa.

Essa forma un rettangolo irregolare con un perimetro di quasi due chilometri, sul quale si aprono quattro porte di accesso alla città storica racchiusa al suo interno.
Tutto intorno ora c’è un fossato asciutto coperto da un tappeto erboso che corre lungo le mura, ma un tempo vi scorreva il fiume a protezione, oltre alle mura e alle ben 24 torri poligonali collegate dalla cortina sulla quale corre un camminamento di ronda largo quasi due metri.

Montagnana, la mappa delle mura

Montagnana, la mappa delle mura – Foto di Alessia Scarparo

Alzate, abbattute e ridisegnate più volte, le mura assunsero la loro forma definitiva intorno al 1360 per volere di Francesco il Vecchio da Carrara, il quale vi aggiunse la Rocca degli Alberi, poderosa fortificazione con tre corpi di fabbrica e mastio alto circa 35 metri, a presidio della porta occidentale (Porta Legnago); a est la funzione difensiva è svolta dal Castello di San Zeno (Porta Padova), che rappresenta il nucleo più antico della cinta fortificata, irrobustito da Ezzelino da Romano nel 1242 con un mastio di 38 metri.

Entrando da una delle quattro porte: Porta Legnago, Porta XX Settembre, Porta Vicenza e Porta Padova, si accede al nucleo medievale del centro storico.

Montagnana, ingresso

Montagnana, ingresso – Foto di Alessia Scarparo

In particolare da Porta Padova, dove si trova il Castello di San Zeno, e percorrendo via Carrarese si incontrano notevoli edifici porticati quattro-cinquecenteschi, fino a raggiungere la piazza Maggiore e il duomo, ricostruito con orme gotico-rinascimentali di una precedente chiesa romanica.
Dedicato a Santa Maria Assunta sorge in maniera asimmetrica nella piazza, lateralmente al centro della stessa ma a rubarne comunque quasi tutta la scena grazie all’imponente, ma allo stesso tempo semplice, facciata a forma di capanna, che mescola elementi gotici e rinascimentali con un portale attribuito al Sansovino e con un enorme orologio con la sola lancetta delle ore.

Sulla piazza, cuore pulsante della città, si affacciano una serie di importanti palazzi civili, buona parte di fattura settecentesca di gusto veneziano.
Tra essi la sede del Monte di Pietà, il Palazzo Valeri e il Palazzo Settecentesco con tipici camini alla veneziana.
Del periodo novencentesco invece il palazzo della Cassa di Risparmio, un’architettura di gusto Art Decó a imitazione delle forme castellane medioevali.

Montagnana, una panoramica della piazza

Montagnana, una panoramica della piazza – Foto di Alessia Scarparo

Al centro della piazza svettava la colonna con il Leone di San Marco, dono della Serenissima. Fu abbattuta per ordine di Napoleone e sostituita nel 1881 con la statua di Vittorio Emanuele.

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L’evento principale organizzato in città a celebrare le origini medievali si svolge a settembre ed è il Palio dei 10 Comuni.
Ogni anno, nel verde vallo attorno alle mura di Montagnana, si svolge una corsa tra le dieci Comunità dell’antica “Sculdascia” montagnanese, che mette in gara dieci fantini in una prova emozionante dove per vincere sono necessarie forza e intelligenza.
Dieci fantini, cavalcando senza sella, portano alla sfida i colori dei 10 Comuni: tra il verde del vallo medioevale e il rosso dei mattoni delle mura e dei castelli.

La sfida avviene, all’inizio, tra due gruppi di cinque cavalli ciascuno, e solo i primi due di ciascun gruppo e il miglior terzo si disputeranno il Palio vero e proprio.
Nell’intervallo tra le due corse si svolge la “Gara dei Gonfaloni”: una corsa dei gonfalonieri dei 10 Comuni sullo stesso percorso dei cavalli.

Ma il Palio non si ferma alla corsa: la manifestazione si conclude a mezzanotte con “l’incendio della torre”. La Rocca degli Alberi viene “incendiata” a ricordo dell’incendio che Ezzelino appiccò a Montagnana nel XIII secolo: da quella sconfitta e dalla successiva ribellione è nato il Palio.

Ad accompagnare il Palio vi sono spettacoli ed esibizioni con sfilate di cortei storici, mercatini medievali, taverne allestite, giochi, prove d’abilità, giullari, giocolieri, sbandieratori, cavalieri, sfide ed infine il suggestivo incendio al Castello.

Purtroppo per assistere al Palio bisognerà attendere l’anno prossimo… nel frattempo però è possibile godersi la visita alla città e alle sue bellezze storiche.

=> http://www.comune.montagnana.pd.it/
=> http://www.padovamedievale.it/info/montagnana/it

Articolo di
Alessia Scarparo