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Dopo un lungo viaggio: Tornare o non tornare in Italia?

Questo è il problema, che aspettative possiamo avere. Lola ed io siamo in viaggio dal 23 Luglio 2013, siamo partite per raggiungere l’Australia attraversando l’Asia, partendo da Mosca. Tutto è cambiato durante questa avventura.

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Scuola Sapa O'Chau dove abbiamo alloggiato e fatto volontariato nel nord del Vietnam

Scuola Sapa O’Chau dove abbiamo alloggiato e fatto volontariato nel nord del Vietnam – Foto di Lola e Ivana Around the World

Questo è il problema, che aspettative possiamo avere.

Lola ed io siamo in viaggio dal 23 Luglio 2013, siamo partite per raggiungere l’Australia attraversando l’Asia, partendo da Mosca.

Tutto è cambiato durante questa avventura.

Ci siamo innamorate del diving e quindi abbiamo comprato una macchina subacquea per scattare foto fino a 40 mt di profondità, una GoPro Silver Plus con palo e filtro rosso, sembriamo quasi professioniste.

Tra qualche giorno torneremo alle Filippine a Coron nel nord dell’isola di Palawan per frequentare il corso Dive Master, potrebbe essere l’inizio di una nuova carriera sub.

Durante questo epico viaggio i paesi da visitare sono aumentati a vista d’occhio, i nostri interessi si sono trasformati piano piano.

La voglia non era solo più quella di vedere le meraviglie del mondo Asiatico e le isole più affascinanti del Pacifico, bensì conoscere le persone, vivere con loro. Per fare questo ci vuole un sacco di tempo. Meno male che il tempo è dalla nostra parte, non abbiamo vincoli, date da rispettare, siamo libere di scegliere e prendere qualsiasi decisione in qualsiasi momento, infatti siamo sempre qui in viaggio dopo 16 mesi.

Tramite i nostri social potrete notare che le foto sono cambiate, sono più orientate ai visi delle persone, ai momenti trascorsi con la gente del posto e i video sono più concentrati sulle usanze e abitudini dei locali.

È ovvio che se vai a Sertar, la scuola Buddista più grande al mondo nel nord del Sichuan Cina, una foto al paesaggio è obbligatoria.

Foto straodinaria della scuola buddista  più  grande al mondo a Sertar o chiamata anche Seda nel nord dello Sichuan in Cina

Foto straodinaria della scuola buddista più grande al mondo a Sertar o chiamata anche Seda nel nord dello Sichuan in Cina – Foto di Lola e Ivana Around the World

Non usiamo più guide, treni, bus o alloggi. Facciamo autostop ovunque o camminiamo. Veniamo ospitate dai locali grazie a tutto il volontariato che facciamo e al sito couchsurfing o per esempio semplicemente grazie al caso.

Come quando due ragazze cinesi, appartenenti alle minoranze tibetane, ci fermano per strada intimidite e ci dicono ridendo sotto i baffi: “Hi, where uuu from?” Dopo averci offerto a casa loro una tazza di tè salata al latte, tipica bevanda tibetana, ci troviamo a mangiare con loro per terra con le mani, tutti piatti tipici cucinati dal fratello, uno più squisito dell’altro. Poi andiamo a ballare con la figlia e la mamma in piazza al freddo per scaldarci e digerire la tonnellata di cibo che ci è toccato mangiare a cena, perché qui in Cina, è mancanza di rispetto rifiutare qualcosa che ti viene offerto. Alla fine della giornata andiamo a dormire su un letto vero pieno di coperte morbide e calde e ovviamente perché no, svegliarsi con la colazione pronta prima di incamminarci in direzione del bel mezzo del niente, nel cuore del sud della provincia Qinghai, quella confinante con il Tibet, dove non ci sono nemmeno strade asfaltate.

Alla fine dei conti secondo noi questo è il nostro karma, se dedichi del tempo agli altri col cuore, loro faranno lo stesso con te.

È da un paio di mesi che abbiamo deciso che vorremmo tentare di crearci un nuovo futuro.
Siamo due ragazze ordinarie che stanno facendo qualcosa di straordinario, almeno ci proviamo.

Dopo aver aperto un blog e una fanpage su Facebook, un profilo instagram e twitter, comprato un portatile e stressato tutti i nostri amici e familiari a casa per darci delle dritte visto che la nostra esperienza nel mondo web era pari a zero, siamo qui a capire cosa ci manca per fare il salto di qualità.

In Italia contatti uno scrittore famoso di viaggi o un quotidiano conosciutissimo sul web, per vedere se potrebbero essere interessati a pubblicare sui loro siti un racconto sulla nostra storia. E cosa accade? Quello che succede sempre.

All’inizio ricevi una sviolinata di complimenti, impieghi il tuo tempo a scrivere una storia sincera e vera, ti fai intervistare via skype svegliandoti alle ore più assurde della notte per via del fuso orario, ti viene promesso che il tuo articolo unico e meraviglioso sarà pubblicato a breve. Ti senti soddisfatta e un po’ incredula e ti domandi se sia vero. È sembrato tutto così troppo facile. Quindi forse c’è ancora speranza di tornare a lavorare e vivere in Italia. Dopo vari mesi ed avere gentilmente ricontattato le varie persone, voi avete ricevuto una risposta del perché l’articolo non è stato pubblicato? Cosa non è piaciuto? Voi no? Nemmeno noi.

Io non penso assolutamente che noi siamo uniche, semplicemente un poco rare, non è da tutti giorni vedere in giro per il mondo una ragazza italiana di 33 anni e una di 37 mezza italiana mezza inglese che hanno un desiderio in comune, quello di imparare il più possibile avventurandosi in luoghi sconosciuti.

Durante questo tragitto abbiamo conosciuto tutti e di più. Per noi le persone uniche sono per esempio una bimba di 19 anni di Fargo USA in viaggio in Asia da un anno con nessuna voglia di ritornare da mamma, una indonesiana di 22 anni che è andata da sola a scalare una delle montagne più alte al mondo in Nepal, viaggia da quando aveva 17 anni o una tipa inglese di 20 anni che è partita in bicicletta da un piccolo villaggio nel nord del Galles e dopo due anni è arrivata in Cina, ha un progetto di 5/6 anni, per girare il mondo senza mai consumare benzina come dice lei e dormire in tenda o su un amaca ovunque.

Tornando alle risposte non ricevute, ma quanto costa e non intendo in denaro rispondere con un semplice “No, grazie“? Non pretendiamo nemmeno le motivazioni anche se per migliorare sarebbero necessarie. Come possiamo scrivere un pezzo più coinvolgente se non sappiamo dove abbiamo sbagliato?

Questa esperienza ci ha rafforzato e fatte diventare più astute, veloci e produttive nel risolvere le varie problematiche, come tutto il resto del viaggio e quindi non ci faremo abbattere da niente e nessuno.

La salute è al primo posto, se abbiamo quella abbiamo tutto. Noi continueremo a esplorare, a raccontare, a condividere ogni aspetto di questa avventura e se interessiamo a qualcuno dall’Italia, a noi non fa altro che piacere.

Io dico, ma diamo una possibilità per una volta anche a chi non ha conoscenze e tutte le qualità tecniche, ma ha l’energia di un uragano, la forza di un’esplosione di un vulcano, la creatività di un artista, la simpatia di un comico e la voglia matta di scoprire di un esploratore.

Articolo di
Lola e Ivana Around The World

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