Lo skyline dall'High Line

Lo skyline dall’High Line – Foto di Silvia Balcarini

Sono le cinque del pomeriggio a New York e questa è una giornata piacevolmente fredda di un giorno a caso, nell’ultimo mese dell’anno. Sono a Chelsea, per me il quartiere più chic, in stile europeo, non solo inglese bada bene, egregiamente fornito di centri commerciali e negozi.

Ma non è questa la parte interessante di Chelsea che ti consiglio. Il quartiere è famoso per le sue gallerie d’arte. È lì che devi andare proprio a quest’ora. Ti dico subito che è abbastanza distante dalla zona commerciale e a quest’ora è impossibile trovare un taxi libero. Mi sono sorbita diversi isolati a piedi prima di scorgere all’orizzonte, come un’oasi nel deserto, un taxi con la luce centrale accesa.

Chelsea New York City

Chelsea New York City – Foto di Silvia Balcarini

Per darti un’idea il Gallery District si trova più o meno tra la 21th e la 24th strada a ovest dell’incrocio con la 10th evenue. Io stavo passeggiando sulla 6th evenue. Ormai ti sarà chiaro che il taxi ti scaricherà all’angolo della strada infischiandosene della tua lista di numeri civici che hai annotato, pronunciato e sottoposto al tuo accompagnatore.

Mentre leggi mi devi già immaginare sul marciapiede, sconsolata e illuminata solo da una luce flebile mentre rivolgo lo sguardo nella direzione da prendere, completamente buia, al buio del pomeriggio che oramai posso chiamare sera. E ancor più certa che da qui un taxi non lo riprenderò più se non chiamando la centrale. Sfatiamo ancora il mito dei taxi a New York, lo so, te l’ho già lungamente detto in un precedente articolo, ma ho bisogno di riparlarne ancora, come dall’analista: i taxi a Manhattan sembrano tanti perché stanno tutti appiccicati nei 3-4 punti della città, “sapevatelo”.

L'esterno di una interessante gallery di Chelsea

L’esterno di una interessante gallery di Chelsea – Foto di Silvia Balcarini

La Gallery District non è altro che una zona decentrata composta da edifici, tutti uguali e tutti allineati l’uno accanto all’altro. Essi sono garage, magazzini, rimesse. Si cammina quasi al buio per le strade che non posso definire vicoli solo per una questione di dimensioni. Il sonoro in sottofondo è la grande arteria a scorrimento veloce che passa al termine dell’isolato. Non si può nemmeno procedere cercando il susseguirsi dei numeri civici perché non ci sono.

Insomma come al solito, fa molto scena del crimine.

Bisogna raggiungere la prima luce che si scorge e all’arrivo, Bingo, tutto appare rovesciato: la scena del crimine diventa un’idea americana di rivalutazione del territorio con un’idea geniale. Alla porta c’è scritto il numero civico e il nome dell’artista. Un attimo di esitazione e poi, entro. C’è sempre una scrivania all’entrata, una persona ti accoglie con un semplice saluto o spiegandoti la vita dell’artista e addirittura qualche sua opera.

Gallery District New York City, un atelier

Gallery District New York City, un atelier – Foto di Silvia Balcarini

Sul bancone una brochure che riporta le stesse notizie. Eccoci qua. Il fondo di un magazzino è diventata una galleria d’arte moderna. Fatti un giro, gli ambienti sono tutti piacevoli e non è scontato dire che troverai qualcosa di tuo gusto. Passata la vergogna del primo atelier sono entrata ed uscita diverse volte. Ho proceduto salendo le strade e cercando le luci accese, oramai padrona della zona. E ho dato una smorfia a me stessa quando mi sono imbattuta in un’auto nera, elegante e costosa, con l’autista che attendeva diligentemente fuori.

Visto? Come sei provinciale!” mi son detta.

Chiuse la domenica e il lunedì l’ideale sarebbe capitare qui il giovedì sempre dopo le cinque del pomeriggio, quando gruppi di persone, appassionati o curiosi, si ritrovano per i vernissage. Nell’uno o nell’altro caso resta un’esperienza dannatamente newyorkese.

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Per rimanere sulla stessa “linea” un’altra esperienza dannatamente newyorkese e per me irrinunciabile è la High Line, linea alta appunto. Si tratta di una vecchia linea ferroviaria sopraelevata, dismessa da tempo e riconvertita in una passeggiata veramente originale.

Pace e silenzio, da non credere, High Line New York

Pace e silenzio, da non credere, High Line New York – Foto di Silvia Balcarini

Ha diversi accessi ma il mio consiglio è di partire dall’inizio, solo l’ultima parte è meno interessante. Inizia dal Meatpacking District, oltrepassando il Chelsea Market a sinistra (da vedere), alla fine della strada, di fronte, ci sono le scale. Quello che ti aspetta è una passeggiata assolutamente stravagante, cammini a stretto contatto con l’architettura della città, il punto di vista è quello di un panorama cittadino stando sospesa a mezz’aria.

Si “vola” tra i grattacieli, i palazzi antichi e moderni, quelli stravaganti o i neoclassici e s’incontra di tutto, antiche ciminiere, nuovi e lussuosi appartamenti (puoi vederne perfettamente l’arredamento, grandi murales o vecchie insegne impresse sui mattoni rossi. Puoi venirci la mattina, al tramonto e persino la sera, la passeggiata è illuminata.

High line, edificio newyorkese

High line, edificio newyorkese – Foto di Silvia Balcarini

Nel mondo ci sono varie passeggiate sopraelevate ma questa non può essere confusa con le altre. È arredata in maniera Urban-minimal (lasciami passare il termine); i materiali, le panchine, il design delle sdraio, o semplicemente la scelta delle piante rustiche, le sculture di arte moderna che spuntano qua e là inaspettate, ora enormi, ora all’altezza dell’erba.

Dannatamente Urban style le chaise longue sull'High Line

Dannatamente Urban style le chaise longue sull’High Line – Foto di Silvia Balcarini

Qui è solo New York.

Articolo di
Silvia Balcarini