Citerna: uno dei più bei borghi d'Italia

Citerna: uno dei più bei borghi d’Italia – Foto di Silvia Balcarini

Fa caldo, tanto, lo dicono anche i telegiornali per cui sarà vero. Cosa vuoi fare, dove vuoi andartene con queste temperature? Tutti al mare allora.
Un ottimo motivo per dirigerti dalla parte opposta.

Ho aperto questo link: Borghi D’Italia e consiglio di farlo anche a te. Nord, Centro, Sud & Isole, queste le sezioni del sito contenenti i dettagli dei borghi italiani.

Puoi effettuare la ricerca direttamente dalla mappa o attraverso il nome. Le informazioni sono quelle immediatamente necessarie a partire: collocazione, breve storia, qualche accessorio e alcune foto per marcare nella mente un luogo rispetto a un altro.

Si scopre subito l’acqua calda, ce ne sono ovunque sparsi come il sale e, come esso, capaci di insaporire una visita ad una città più grande, oppure di farti assaggiare un piatto fuori dal coro, con ingredienti di altissima qualità.

Imprescindibile l’auto. Accendi l’aria condizionata, programma il gps. Vai. Non importa quale sia la tua scelta, non ho la facoltà di indovinare, ma potrei giurare che la strada ti condurrà in un circuito esterno al traffico pesante, alle orde di turisti, in un paesaggio naturale, in una calma che si ripercuote sul volante, il cambio, i pedali.

Ed è subito parcheggio. Qualche ora di sicura aria aperta, buona, cammini non preoccupandoti di essere investito, strattonato, irretito. I timpani tornano per un po’ al loro stadio primordiale, l’ascolto è solo quello necessario, dei suoni convenzionali , le parole, utilizzate soltanto per brevi comunicazioni. È tutto così diverso che perfino il caldo non è più lo stesso. Le dimensioni del borgo non ti permettono di stancarti, di sudare, di perderti ma di girellare così, come un bambino, con il naso all’insù, salendo e scendendo dalla stradina, curiosando, entrando in una pieve che custodisce sempre qualche prezioso capolavoro.

Ci si ferma nel bar di paese, qui è come era. Si vende un po’ di tutto e ci si conosce tutti, non ci si da né del lei né del tu, ci si chiama per nome.

Un po’ di giornali, un po’ di tabacchi, un po’ di gelati. Cornetto vuoto e con la marmellata, alla crema sono terminati: aprendo la piccola anta trasparente che li contiene ci si può servire da soli. Fuori è già l’ora del ritrovo, si è fatta colazione, qualcuno tornerà a casa a portarla agli altri, chi aspetta che le campane richiamino per la messa e chi per l’ora di pranzo.

Si legge il giornale e lo si commenta, si volge lo sguardo al cartello con su scritto: frullati, aperitivi, bibite.

Io mi sono ritrovata in quel di Citerna (PG), nella Val Tiberina, proseguendo poi per Anghiari (AR). La mia Toscana e l’Umbria si sfumano a vicenda. Il giro all’interno delle mura ha la durata di un bacio durante il quale si può ammirare il panorama, vedere una antica cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, una piccola chiesa, uno splendido loggiato. Al municipio scendi le scale, nella Sala degli Ammassi, il restauro è curato, si può osservare una cisterna dall’interno, ancora presente l’acqua di raccolta.

La cisterna a Citerna

La cisterna a Citerna – Foto di Silvia Balcarini

Spesso, come nel mio caso, sono presenti mostre gratuite. Io ho incontrato questa: Storie degli Ammassi, i racconti del Filo. Mi è piaciuta moltissimo. A due passi (Monterchi) si può vedere la Madonna del Parto, il celebre affresco di Piero della Francesca che presenta una Madonna giovane, estremamente umanizzata e incinta. Un po’ cara l’entrata: 6 euro per l’esposizione, in definitiva, di una sola opera. Nota positiva: pagando il primo biglietto hai diritto a uno sconto in tutti gli altri musei presenti nel pass www.valtiberinatoscana.it. Ottima l’idea!

Monterchi Arezzo, la Madonna del Parto

Monterchi Arezzo, la Madonna del Parto – Foto di Silvia Balcarini

In una decina di minuti mi trovo già nel parcheggio gratuito di Anghiari.

La celebre Anghiari

La celebre Anghiari – Foto di Silvia Balcarini

Anghiari significa battaglia, la vittoria dei fiorentini sui milanesi nel 1440 e il confine toscano così tracciato. Ma è quella di Leonardo da Vinci che tutti noi rammentiamo: un lavoro per Palazzo Vecchio a Firenze che mai fu terminato oppure danneggiato in corso d’opera. All’interno del museo del paese, nella zona più alta dell’edificio, si esplica della battaglia storica, di quella raccontata in chiave ovviamente ironica da Machiavelli e dei disegni di Leonardo copiati e riprodotti dai suoi adepti nel corso del tempo.

Anghiari Toscana

Anghiari Toscana – Foto di Silvia Balcarini

Questo borgo è un po’ più grande e di sicuro più imbellettato, fiorito, conosciuto. Come sempre sono i dettagli a fare la differenza, angoli nascosti dietro un arco, sopra una scala, in fondo ad una discesa. Cibarsi di questo borgo è semplice e doveroso, anche il secondo bicchiere di rosso è ammesso, dopo si continua a camminare a piedi salendo sulla torre chiamata il Campano, entrando in Piazza del Pretorio, poi in chiesa, uscendo dalla porta del mercato, la Porta San martino.

Anghiari: è o non è fantastico?

Anghiari: è o non è fantastico? – Foto di Silvia Balcarini

Puoi sederti nel giardino del Vicario oppure continuare fuori le mura in piazza Baldaccio del Mercatale oppure scendendo in corso Matteotti. Ecco dal parcheggio o ancor più in basso una bella foto dell’intero borgo.

I borghi son come le ciliegie. E ora che ci penso il caldo l’ho lasciato in tv.

Articolo di
Silvia Balcarini