La chiesa fortifica di Biertan

La chiesa fortifica di Biertan – Foto di Cristiano Guidetti

La Transilvania e la zona dei villaggi sassoni fortificati con le caratteristiche chiese protette da mura. Devi assolutamente inserire l’itinerario nel tuo viaggio in questa parte di Romania.

Sono tanti i villaggi, esiste un circuito certificato dall’UNESCO e puoi seguire quello o anche solo il tuo istinto.

Quelli che seguono sono i 5 borghi che ho visitato, si tratta di un itinerario di 2 giorni, tempo che ti permette di visitare in modo ideale questi luoghi o almeno i più suggestivi.

Sighișoara

Non è una chiesa fortificata in realtà, si tratta di una cittadella medievale ben conservata e ancora abitata. È sicuramente il luogo più turistico della zona, qui troverai traffico, bus che vomitano turisti a ogni ora e negozi che vendono gadget di dubbio gusto. Lo dico per essere chiaro da subito.

Il centro di Sighișoara

Il centro di Sighișoara – Foto di Cristiano Guidetti

Pur non sminuendo la bellezza del borgo, rimango abbastanza critico e non sono d’accordo con gli entusiasmi espressi in rete o nelle guide turistiche. Non per essere campanilistico – e se mi leggi sai che non è affatto così anzi… – ma basta nominare un solo borgo d’Italia, uno qualunque, escludi pure la Toscana con cui si vince facile, magari in Umbria, nell’alto Lazio o nell’entroterra marchigiano ed è almeno ai livelli di Sighișoara.

Detto questo lungi da me sconsigliare una visita alla città, si tratta di una tappa obbligata e devi dedicare almeno una mezza giornata abbondante al borgo.

Lo sviluppo e la costruzione della città avvenne intorno al 1300 e in origine Sighișoara era dominata da 4 bastioni e 14 torri, ognuna delle quali di proprietà di una corporazione di artigiani. Oggi – e questo è incredibile – sono ancora in piedi ben 3 bastioni e 9 torri.

Oltre al solito consiglio di girare senza meta tra le stradine medievali i punti che a mio avviso meritano attenzione sono:

La torre dell’orologio

La torre dell’orologio a Sighișoara

La torre dell’orologio a Sighișoara – Foto di Cristiano Guidetti

In pratica è l’ingresso alla cittadella. Anche se la costruzione iniziale è del 1280, poi è stato trasformato e cambiato nei diversi secoli fino all’ultima ricostruzione del tetto nel 1894. È interessante l’orologio, ricco di figure pagane e divinità. Ma non ti aspettare nulla di meccanico e articolato, è quindi pressoché inutile attendere lo scoccare dell’ora assiepato sotto la torre come fanno in tanti (e ha fatto il sottoscritto). All’interno si trova il Museo di Storia di Sighișoara.

La scala degli alunni (o degli studenti)

La Scala degli alunni a Sighișoara

La Scala degli alunni a Sighișoara – Foto di Cristiano Guidetti

È una lunga scala coperta in legno che collega la piazza principale della cittadella con la collina, su cui si trova la chiesa e una scuola ancora oggi aperta come liceo. Da qui il nome della scala. Fu costruita nel 1642 o nel 1662 a seconda delle fonti e contava di ben 300 gradini, oggi ridotti a 175. L’utilità della copertura era la protezione dei ragazzi dal freddo inverno e dalle precipitazioni mentre raggiungevano la scuola.
C’è pure una leggenda romantica che vale la pena di menzionare: gli studenti innamorati, per provare il loro amore e capire se fatti l’uno per l’altra dovevano baciarsi su ognuno dei 300 gradini.

Se hai letto qualcosa su Sighișoara saprai che qui è nato Vlad Țepeş, il personaggio che ha ispirato Stoker per Dracula. Poco distante dalla Torre dell’Orologio vi è la casa, indicata da una targa e dal simbolo del drago ma limitiamoci a quello, visto che tutto il resto diventa kitsch e creato appositamente per il turista.

Biertan

Il viaggio in Transilvania ti permette la visita di uno solo dei villaggi sassoni con chiesa fortificata?

Scegli Biertan e… Copșa Mare ma ti dirò il perché tra qualche paragrafo.

La chiesa fortificata di Biertan dall’ingresso del paese

La chiesa fortificata di Biertan dall’ingresso del paese – Foto di Cristiano Guidetti

Inizio col dirti che Biertan pur essendo uno dei villaggi più visitati è lontano anni luce dall’atmosfera turistica di Sighișoara. Ogni tanto arriva un bus turistico e difficilmente sarai da solo a visitare la chiesa fortificata ma qui è la storia a farla da padrone e le atmosfere da villaggio.
Un episodio che spiega meglio? Sono arrivato intorno alle 15, in un giorno assolato di metà luglio considerato periodo di punta per il turismo rumeno, il parcheggio davanti alla chiesa fortificata era praticamente vuoto, qualche motocicletta, un paio di auto e un bus. Essendo indicato come parcheggio a pagamento ho chiesto come fare a pagare ma mi è stato risposto dalla signora alla biglietteria del complesso che “sì… ogni tanto passa l’addetto ma che, se non era lì faceva lo stesso.

La fortuna di Biertan e la bellezza della chiesa fortificata – visibile e ammirabile anche prima di entrare in paese – deriva dal fatto che per quasi 300 anni, fino al 1867, fu sede del vescovato sassone. La visita al sito a me è piaciuta particolarmente, cominciando dalla lunga scala coperta che porta alla chiesa principale. Tutto il complesso è realizzato in stile gotico o tardo gotico ed è forse per questo che mi è piaciuto così tanto. Tutte le torri sono ben conservate e scenografiche, come anche le mura di protezione.

Unico appunto: i restauri della chiesa principale sono orrendi. Pur non essendo un esperto si nota l’incuria e la poca attenzione con cui vengono realizzati. Anche le panche, considerate tra le più antiche e storiche della Transilvania non vengono minimamente protette ed erano accatastate su un lato per permettere il restauro di una navata. Essendo un sito UNESCO mi è parso davvero strano.

Una cosa che mi ha fatto amare il luogo? Dalle mura più alte è possibile ammirare per intero il paesino di Biertan e i nidi delle cicogne su alcuni dei pali della luce o su parte dei tetti delle abitazioni sono un valore aggiunto alla visita che stai facendo.

Le cicogne sui tetti di Biertan

Le cicogne sui tetti di Biertan – Foto di Cristiano Guidetti

Copșa Mare

Ho inserito Copșa Mare nella visita di Biertan perché fanno parte dello stesso comune.
Si trova a circa 3 km da Biertan ma siamo ancora una volta su un altro pianeta.

I motivi per raggiungere questo borgo?

L’inquietante complesso fortificato di Copșa Mare

L’inquietante complesso fortificato di Copșa Mare – Foto di Cristiano Guidetti

Qui i bus turistici non arrivano.

Attraversando il paese a passo d’uomo – la stato della strada ti obbliga a farlo – gli abitanti ti guardano come fossi un alieno.

È inutile negare che l’atmosfera che si respira è piuttosto inquietante, anche in un periodo per loro turistico, non si incontrano altre auto di visitatori e/o non si incrociano esercizi commerciali. Sembra quasi un villaggio fantasma.

La chiesa fortificata è piccola, senza biglietteria e comprende solo le mura e la chiesa, che in questo cosa però è meglio conservata rispetto a quella di Biertan.

Le mie sensazioni nel visitare questo luogo fuori dal mondo anche se a due passi dalla civiltà non sono esagerate credimi… ti racconto una altro episodio:

Parcheggiata l’auto davanti al complesso in un tardo pomeriggio, con un cielo che si sta annuvolando e preparando a un temporale, seguo le indicazioni per l’ingresso, una porta di legno inserita nelle mura; non ci sono cartelli di orari o prezzi e quindi spingo le ante. Si aprono con il classico cigolio da film horror.
Come se non bastasse inizia ad abbaiare un cane che scopro essere all’interno del sito stesso. Rimango sospeso circa 5 secondi, nel cercare di capire se il cane è legato, se sto facendo irruzione in una proprietà privata o se da lì a qualche secondo verrò attaccato da esseri strani.
E invece… ecco apparire un bimbetto, sugli 8 o 9 anni, bello in carne e con in mano una chiave lunga quasi 40 cm e viste le dimensioni bambino-chiave mi sfugge quasi un sorriso. Mi chiede se voglio visitare la chiesa e senza attendere risposta si avvia ad aprirla e prova anche a fare da cicerone.

Episodio curioso ma il problema è evidente: lasciare in mano a un bambino di 9 anni una chiesa del 1300? Oh… forse sono io quello malfidato e lui la custodisce meglio di tanti altri?

Viscri

Va nominato perché è la più antica di tutte le fortezze contadine. In realtà è anche ben conservato e poco turistico. La strada per raggiungerlo, seppur asfaltata fino all’ingresso del paese, è infame. Piena di buche o meglio crateri che mettono a rischio ammortizzatori e meccanica della tua auto. Attento quindi, si percorre ed è fattibile ma devi andare molto piano e prestare attenzione. Dalla strada principale si impiega una ventina di minuti per raggiungerla.

La cittadella fortificata di Viscri

La cittadella fortificata di Viscri – Foto di Cristiano Guidetti

La cittadella fortificata domina la collina del paese e si raggiunge percorrendo una strada acciotala molto ripida. Purtroppo non ho visitato l’interno perché già chiusa (fai in modo di arrivare prima delle 18), ma sono riuscito a godermi per qualche minuto il parco esterno e ammirare lo stato di ottima conservazione.

Pur essendo una comunità rurale anche oggi a Viscri si respira un’atmosfera meno cupa rispetto a Copșa Mare, c’è anche meno curiosità nei locali al tuo passaggio. Qui puoi anche alloggiare, esiste un’associazione che preserva alcune dimore storiche sassoni in cui puoi dormire. Alcune delle guesthouse disponibili vengono indicate da numeri, ad esempio Viscri 195 e Viscri 125.

Una curiosità: il Principe Carlo d’Inghilterra si innamorò del borgo e vi soggiornò qualche anno fa e ora contribuisce alla conservazione e alla cura dell’insediamento.

Saschiz

I paesini con chiese fortificate in questa zona della Transilvania sono decine. Perché nomino Saschiz, borgo posto sulla strada principale, percorsa oltretutto giorno e notte da tir e auto a folle velocità?

Perché qui ho dormito e qui ho scoperto un paio di chicche.

I colori del tramonto sul villaggio di Saschiz

I colori del tramonto sul villaggio di Saschiz – Foto di Cristiano Guidetti

Prima di tutto la torre, posta all’interno della chiesa fortificata. Entrambe furono costruite intorno al 1500 ma lo stato attuale è del 1680 circa. Ricorda in qualche modo, o almeno a me, la torre dell’orologio di Sighișoara.

La torre del complesso di Saschiz

La torre del complesso di Saschiz – Foto di Cristiano Guidetti

Finita la visita al sito UNESCO il mio consiglio è quello di allontanarti a piedi dalla strada principale, passando dietro il sito fortificato. Raggiungi uno dei piccoli villaggi che compongono Saschiz e ti imbatterai in un ponte coperto, completamente in legno, molto diroccato e traballante in verità, ma con un fascino unico.

Il ponte in legno a Saschiz

Il ponte in legno a Saschiz – Foto di Cristiano Guidetti

Inutile dire che le chicche in un viaggio a volte si nascondono dietro a quello che credi essere l’attrazione principale per cui sei arrivato lì.

Un saluto,
Cristiano