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	<title>Viaggio Vero &#187; Europa</title>
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	<description>Consigli, Recensioni, Video Tutorial - Il Mondo del Viaggiare Svelato</description>
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		<title>Viaggio Vero &#187; Europa</title>
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		<title>Il Mare si Sposa con l&#8217;Inverno</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Francesca66 Il mare possiede la grandezza di saper richiamare a sè coloro che lo sognano. Poca importanza ha il tempo in cui ciò avviene; che sia estate, autunno o primavera, le salate acque regalano un sentore di immensità, capace di rendere il tutto idilliaco. Accade spesso di ascoltare racconti di vacanze marittime vissute [...]]]></description>
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</script></p><p><img src="http://www.viaggiovero.com/img/mare_inverno.jpg" alt="Mare inverno" /><br />
<em>Foto di Francesca66</em></p>
<p>Il mare possiede la grandezza di saper richiamare a sè coloro che lo sognano.</p>
<p>Poca importanza ha il tempo in cui ciò avviene; che sia estate, autunno o primavera, le salate acque regalano un sentore di immensità, capace di rendere il tutto idilliaco.</p>
<p>Accade spesso di ascoltare racconti di <strong>vacanze marittime </strong>vissute in piena estate: sole, caldo, lunghe giornate di luce piena.</p>
<p><span id="more-1362"></span>Sono tre aspetti che si stendono come base d&#8217;inizio di un soggiorno con i &#8220;fiocchi&#8221;.</p>
<p>Nel mio immaginario ho incarnato quella appena descritta come situazione ottimale, ma posso ora confermare che esiste un&#8217;altra prospettiva da cui guardare&#8230;</p>
<p>&#8230;<strong>Il mare d&#8217;inverno</strong>&#8230;</p>
<p><em>Cosa si prova nel rimanere dinnanzi a un grigio mare, avvolti in una giacca di piuma d&#8217;oca vedendo gonfi nuvoloni in arrivo?</em></p>
<p>La risposta potrebbe essere:&#8221; Freddo, senso di malinconia e di noia&#8221;&#8230;</p>
<p>La prospettiva di cui parlavo prima, d&#8217;un tratto cambia per giungere in seguito alla riflessione contraria, lasciandomi pervadere da un&#8217;emozione positiva.</p>
<p><strong>Mi trovo a Riccione nel mese di febbraio.</strong></p>
<p>Gran parte dei negozi presenti sul lungomare hanno la serranda abbassata con affisso un cartello che rimanda l&#8217;apertura a un weekend di aprile.</p>
<p>Alcuni operai apportano modifiche alle parti esterne degli <strong>hotel</strong>: secchi colmi di macerie, mattoni ancora confezionati che attendono di essere presto scartati.</p>
<p><strong>Qualcosa si sta svegliando.</strong></p>
<p>Le cabine dei bagni sulla spiaggia sono &#8220;spelati&#8221; dai vecchi colori della stagione passata; e quelli nuovi sono riposti all&#8217;interno di secchi impilati in un angolo&#8230;</p>
<p><strong>In attesa&#8230;</strong></p>
<p>Nel frattempo cammino sulla sabbia, non ne percepisco la morbidezza perchè un paio di ingombranti scarponi antipioggia ne attutiscono il tocco.</p>
<p>Mano a mano che mi avvicino alla riva, vedo la schiuma del mare farsi sempre più spumosa.</p>
<p>Parecchie sono le orme presenti sulla sabbia; alcune assai nitide e precise, tanto da riuscire a ripercorrerle quasi per trovare chissà quale tesoro&#8230;</p>
<p>L&#8217;aria è fredda, e tento di nascondermi nella sciarpa mentre un paio di gabbiani sorvolano la mia testa al di sopra dell&#8217;acqua.</p>
<p><em><strong>Dune di sabbia</strong></em> non mi permettono di vedere al di là, ma percepisco i rumori di camion che trasportano altra sabbia per portarla chissà dove.</p>
<p>Alcuni ristornati sono aperti, mentre la distesa estiva è ancora ricoperta da un telone plasticato&#8230;</p>
<p>Tutto questo non stimola in me un senso di tristezza o apatia di cui alle volte sento parlare&#8230;</p>
<p>Anzi, mi sento soddisfatta di riportare un senso di nuovo che mi investe durante le camminate mattutine, o in alcune ore del pomeriggio trascorse a guardare le  onde.</p>
<p><strong>Riccione, come qualsiasi altra località di mare, si sta preparando&#8230;</strong></p>
<p>Come se dovesse scegliere il nuovo vestito da indossare per altri incontri in spiaggia, partite a carte ai tavoli degli hotel, bomboloni caldi da sfornare&#8230;.</p>
<p>Per questo serve ricostruire, modificare, e ogni tassello di questo tipo contribuisce a darmi euforia&#8230;</p>
<p>&#8230;<strong>Mentre il mare si sposa con l&#8217;inverno</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Un&#8217;altra estate sta nascendo</strong>&#8230;</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>Scozia, cosa troverò? Pensieri prima della Partenza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 11:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solitamente i pensieri scavano nella memoria del passato; la mente invia l&#8217;addetto ai ricordi e lo incarica di far rinvenire tutto ciò che è stato vissuto. Questa volta ho deciso di inviare colui che sogna il futuro, ossia l&#8217;incaricato ad acciuffare l&#8217;immaginario che libero naviga nella mente. Durante questo viaggio cerebrale, mi lascio andare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.viaggiovero.com/img/scozia_castello.jpg" alt="scozia castello" /></p>
<p>Solitamente<strong> i pensieri</strong> scavano nella memoria del passato; la mente invia l&#8217;addetto ai ricordi e lo incarica di far rinvenire tutto ciò che è stato vissuto.</p>
<p>Questa volta ho deciso di inviare colui che sogna il futuro, ossia l&#8217;incaricato ad acciuffare l&#8217;immaginario che libero naviga nella mente.</p>
<p>Durante questo viaggio cerebrale, mi lascio andare ai pensieri più disparati, quelli che non si comandano e che furtivi utilizzano ogni strumento possibile per premeditare.</p>
<p><span id="more-1343"></span>Mi accade spesso prima di una partenza e questa è la volta della <strong>Scozia</strong>&#8230;</p>
<p>I miei occhi si chiudono e fintamente iniziano a leggere un libro, quasi come fosse una guida virtuale che aleggia nella testa.</p>
<p><em>Cosa mi aspetto da questa nazione?</em></p>
<p><em>Chi e cosa mi attenderà all&#8217;arrivo?</em></p>
<p><em>Come mangerò?</em></p>
<p><em>Avrò freddo?</em></p>
<p>Queste e tante altre domande mi portano a rispondere ancor prima di essermi cimentata nella scoperta.</p>
<p>Diventa un gioco individuale che mi accompagna per l&#8217;intera vacanza, un solitario che si svela solo alla fine.</p>
<p>Vedo la <strong>Scozia di un color verde acceso</strong>, quasi smeraldo; ricca di boschi, vasti prati e parchi.</p>
<p>La percepisco grande, ma al contempo soffocata da <strong>un leggero strato nebbioso </strong>che comprime ogni soggetto che le si avvicini.</p>
<p>Spira un vento frizzante, che con decisione fa muovere le dolci acque del lago dove vive <strong>il mostro di Lochness</strong>.</p>
<p>Il mostro&#8230;</p>
<p>Un serpentone mitologico che esce sospettoso dall&#8217;acqua per poi rimmergersi in una frazione millesimale di secondo.</p>
<p>Dietro ad esso si scorgono in lontanzanza <strong>castelli dall&#8217;aspetto misterioso</strong> che escono fieri dalla nebbia ormai bassa.</p>
<p>C&#8217;è freddo, ad intervalli regolari esce impaurito uno spiraglio di sole che in fretta ritorna nel letargo sotto la coltre delle nubi stratificate.</p>
<p>Mi siedo all&#8217;interno di piccoli ristorantini accoglienti dove servono <strong>salmone</strong>.</p>
<p>In ogni forma, salsa, grandezza&#8230;.</p>
<p>Faccio una pausa nell&#8217;anticamera dei ricordi e mi appare il <strong>Portogallo</strong>, che mi fece scoprire i sapori del <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2009/01/25/b-come-bacalhau-buonissimo-in-portogallo/" target="_blank"><strong>bacalhau</strong></a>, ossia baccalà.</p>
<p>Le persone sono cordiali, un poco chiuse, ma ben predisposte all&#8217;arrivo dei turisti&#8230;</p>
<p>Il loro vestiario è semplice, fatto di colori scuri da riprendere quasi le sfumature della boscaglia.</p>
<p>Incrocio un locale con il <strong>kilt </strong>e non posso fare a meno di osservare la gonna scozzese che ondeggia al suo passare&#8230;</p>
<p>E&#8217; interessante scoprire i più svariati modi di vestire&#8230;</p>
<p>Un&#8217; aura di mistero avvolge le strade che percorro; inizialmente piccole e di campagna e all&#8217;improvviso grandi, per permettermi di sconfinare in altri luoghi&#8230;</p>
<p>Non mi meraviglierei se d&#8217;impatto sentissi suonare campane issate su vecchie chiese&#8230;</p>
<p><em>Semmai sconsacrate&#8230;</em></p>
<p>Sta scendendo la notte e mi avvio al <strong>B&amp;B</strong>; la stanza è discreta, intima, e dalle finestre all&#8217;inglese ammiro quel paesaggio che&#8230;</p>
<p>.<strong><em>..Chiara, è tempo di svegliarsi, tra un mese si parte!</em></strong></p>
<p><strong>Viaggiare è anche sognare</strong> di arrivare in quel luogo immaginario, che presto si andrà a visitare, per poi ricordare e infine&#8230;</p>
<p><em><strong>Raccontare.</strong></em></p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>Navigando oltre Mare verso Isole Greche</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 11:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi canta: &#8220;Tra le nuvole e il mare si può andare e andare&#8230;&#8221; E io affermo che trovarsi un mare sotto noi stessi trasmette il desiderio lampante di andare, verso mete ben precise. Non ho fatto particolari esperienze di navigazione, nessuna crociera per ora, ma diversi spostamenti per raggiungere alcune isole greche. Ho utilizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.viaggiovero.com/img/tramonto_nave.jpg" alt="Tramonto dal traghetto" /></p>
<p>C&#8217;è chi canta:<em> &#8220;Tra le nuvole e il mare si può andare e andare&#8230;&#8221;</em></p>
<p>E io affermo che trovarsi un <strong>mare </strong>sotto noi stessi trasmette il desiderio lampante <strong>di andare</strong>, verso mete ben precise.</p>
<p>Non ho fatto particolari esperienze di navigazione, nessuna crociera per ora, ma diversi spostamenti per raggiungere alcune<strong> isole greche</strong>.</p>
<p>Ho utilizzato sia traghetti veloci che navi più lente, e ognuna mi ha portato laddove avrei trascorso giorni meravigliosi.</p>
<p><span id="more-1248"></span>Partire e utilizzare i più svariati mezzi di trasporto è già di per sè <strong>il biglietto per certi momenti di felicità</strong>&#8230;</p>
<p>E&#8217; proprio in quell&#8217;attimo che ha inizio<strong> il viaggio</strong>, un trasferimento da gustare come se si stesse volando sulle ali di un&#8217;airone.</p>
<p>Mikonos-Naxos&#8230; Atene-Naxos&#8230; alcune delle rotte intraprese a bordo della <a href="http://www.bluestarferries.com/intro.htm" target="_blank"><strong>BlueStar Ferries</strong></a> e dalla <a href="http://www.hellenicseaways.gr/index.asp?a_id=618" target="_blank"><strong>Hellenic Seaways</strong></a>, mi hanno fatto scoprire diversi aspetti della navigazione.</p>
<p>Desidererei soffermarmi sulla prima tipologia di nave citata: la <strong>BlueStar Ferries</strong>, per il fatto che la mia permanenza a bordo è stata più lunga e leggermente somigliante a una mini crociera.</p>
<p>L&#8217;aspetto è invitante, la sua media grandezza mi rassicura, tanto quanto veder entrare nella sua &#8220;<em>pancia</em>&#8221; camion delle più disparate dimensioni che lasciano intuire un&#8217;ottima stabilità.</p>
<p>Per risalire al primo piano trovo due scale mobili, e non appena faccio capolino si spalanca un corridoio luminoso fatto di tavolini e sedie gremite di persone&#8230;</p>
<p>Giochi di carte, libri, musica&#8230;</p>
<p><strong><em>Ognuno inganna il tempo a suo piacimento&#8230;</em></strong></p>
<p>Un bar rifornito e una lunga serie di posti comodi sui quali sedere per godersi il viaggio.</p>
<p>Raggiungo il posto prenotato e attendo la partenza, i motori si accendono e con cautela usciamo dal porto di <strong>Atene</strong>.</p>
<p><strong>Il mare è una tavolozza </strong>di olio e a malapena percepisco l&#8217;ondeggio della nave su di esso.</p>
<p>Sopra la mia testa c&#8217;è <strong>un ponte esterno</strong> che accoglie altre persone, le quali a loro volta si dilettano in giochi di società, chiacchiere e molto altro ancora.</p>
<p>Sul ponte esterno si trova un altro bar altrettanto ricco di squisite prelibatezze che fanno da intermezzo ai pasti di tutti i presenti.</p>
<p><strong><em>Sono cullata, avanzo costante e leggiadra mentre i riflessi del mare mi seguono a ruota&#8230;</em></strong></p>
<p>La vernice del cielo è di un colore blu cobalto e l&#8217;acqua schiuma di gran carriera!</p>
<p>Anche il sole accenna ad unirsi all&#8217;orchestralità in atto e mano a mano che scende, la musica aumenta d intensità.</p>
<p>Con uno scatto mi dirigo sul ponte esterno per non perdermi lo scenario messo in mostra per tutti noi.</p>
<p>Stiamo lasciando una scia che i gabbiani seguono a gran velocità e con un&#8217;eleganza indescrivibile.</p>
<p>Tutto intorno tace, l&#8217;unico rumore proviene da qui, mentre il sole continua imperterrito la sua discesa&#8230;</p>
<p>C&#8217;è chi canta:<em> &#8220;&#8230;passa il sole ogni giorno senza mai tardare&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Una nave può accelerare o frenare la sua navigazone, il mare può imbestialire o calmarsi in un&#8217;istante&#8230;</p>
<p><em><strong>Ma il sole è un&#8217;orologio, che cresce e cala mentre da lassù si gode lo spettacolo&#8230;</strong></em></p>
<p>Lo spettacolo di adesso è una nave confortevole che sovrasta le onde del <strong>mar Egeo</strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;e dalla quale felici passeggeri salutano chi sbarca di porto in porto, fino alla prossima meta.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>Un Mercato Arabeggiante tra le Vie dell&#8217;Albayzin, a Granada</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 11:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quartiere dell&#8217;Albayzin accoglie e accompagna gli amanti dei bei paesaggi, gli ammiratori di fortezze storiche che spiccano dalla città di Granada&#8230; Strette viuzze si inerpicano verso terrazze panoramiche dove l&#8217;occhio incontra la bellezza della storia e della natura insieme. E&#8217; un binomio che si ripete di strada in strada, e che improvvisamente incontra un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.viaggiovero.com/img/albayzin_granada.jpg" alt="Albayzin Granada" /></p>
<p>Il quartiere dell&#8217;<strong>Albayzin </strong>accoglie e accompagna gli amanti dei bei paesaggi, gli ammiratori di fortezze storiche che spiccano dalla città di <strong>Granada</strong>&#8230;</p>
<p>Strette viuzze si inerpicano verso terrazze panoramiche dove l&#8217;occhio incontra la bellezza della storia e della natura insieme.</p>
<p>E&#8217; un binomio che si ripete di strada in strada, e che improvvisamente incontra un momento di etnicità tutta da vedere.</p>
<p>Parlo del <strong>mercato arabo</strong> presente in una parte del quartiere, che sfoggia i suoi colori nella tarda mattinata di una giornata tipica spagnola, in cui si parte con la consueta calma andalusa.</p>
<p><span id="more-1198"></span></p>
<p>Il tutto ha inizio con l&#8217;aprirsi dei <strong>negozietti che espongono bancarelle</strong> lungo tutta la strada&#8230;</p>
<p>E&#8217; una via stretta, che si addentra tra le abitazioni un poco lasciate a sè stesse, dalle quali sporgono le ringhiere arruginite di terrazzi quasi sconnessi&#8230;</p>
<p>Le case si guardano diritte in faccia, tra loro lo spazio è ridotto, tanto da formare quasi una galleria &#8220;<em>semibuia</em>&#8221; che ospita negozianti di diverse etnie.</p>
<p>A poco a poco la salita si riempie di stoffe, cuscini, borse e sacche, che con sistematica lentezza vengono appese sui muri dei negozi.</p>
<p>Gradatamente la zona si anima, e contemporaneamente ciò che viene mostrato prende corposità.</p>
<p><strong>Le fantasie rimandano a una cultura araba radicata</strong>, visibile nei decori di grandi e piccoli cuscini appoggiati uno sopra all&#8217;altro.</p>
<p>Non vi si trova un&#8217;esposizione ordinata, ma ogni oggetto o capo viene riposto alla rinfusa, potendone scorgere a malapena la fantasia&#8230;</p>
<p>Ciò nonostante quello che spicca è<strong> una moltitudine di colori </strong>capaci di formare una miscela appariscente.</p>
<p>Non posso fare a meno di sostare incuriosita a ridosso di una bancarella che vende gonne, originali, dalla stoffa robusta e dai colori decisi.</p>
<p>Da questa esce il negoziante che premuroso mi espone le varie tinte e modelli dei quali dispone.</p>
<p><strong>Simpatico e disponibile</strong> sfoggia la sua dote di buon venditore e nel mentre sistema gli altri abiti che pendono dai chiodi sul muro.</p>
<p>Basta un attimo per perdere di vista la gonna guardata prima, questa si mescola tra le altre che ammassate sventolano dall&#8217;alto.</p>
<p>Proseguo e da un cesto escono ciabatte di cuoio e raso, altre di iuta e tela, tutte taglia unica e per poterle acquistare non si deve far altro che&#8230;</p>
<p><strong><em>Provare!!!</em></strong></p>
<p><strong>Sono fatte a mano </strong>e questo contribuisce a renderle diverse da paio a paio.</p>
<p>E&#8217; assai divertente vedere la contrattazione dei prezzi unita alla prova di abiti o scarpe; è un vero  e proprio mercato!</p>
<p>Continuo la salita e mi ritrovo in una strettoia dove le stoffe mi sorprendono&#8230;</p>
<p>Penserai che la sorpresa sia dovuta dalla loro bellezza&#8230;</p>
<p>Certo, ma non solo, in quanto durante la mia camminata queste mi si gettano in viso perchè stese da parte a parte del muro.</p>
<p>Giallo, rosso, viola, fucsia, <strong>una miriade di colori gettati su stoffe morbide e fresche</strong>.</p>
<p>Ma a caratterizzare questa folkloristica salita non sono solamente bancarelle, ma anche<strong> i ristoranti etnici</strong>.</p>
<p>Sono nascosti all&#8217;interno di vie ancora più piccole di quelle appena percorse, e c&#8217;è nè uno in particolare che mi colpisce.</p>
<p><strong>E&#8217; un ristorante marocchino chiamato Arrayanes</strong>, sbircio dalla vetrata e posso vederne solo l&#8217;entrata buia che emana già profumo di cous cous alle verdure&#8230;</p>
<p>Non potrò andarmene senza prima aver provato le pietanze che caratterizzano questa terra&#8230;</p>
<p>Mi giro su me stessa e compio il percorso a ritroso, per gustarmi nuovamente il mercato da un&#8217;altra visuale&#8230;</p>
<p>Visto dall&#8217;alto i colori hanno ancora più risonanza e un piccolo fiume di gente sta avanzando&#8230;</p>
<p><em><strong>Mi invade una sensazione di pienezza, nell&#8217;aver visto una parte così ricca di vivacità, simpatia e perchè no, anche di arte culinaria&#8230;</strong></em></p>
<p><strong>Un mercato con la M maiuscola</strong>.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>La Portara di Naxos, guardiana del giorno e della notte</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 11:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[portara]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto meraviglioso]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di agosto il sole tramonta poco dopo le 20.00 circa e l&#8217;isola di Naxos si colora di un rosa tenue che arriva all&#8217;orizzonte del mare&#8230; E&#8217; un appuntamento al quale tutti accorrono frettolosi&#8230; La Portara è una grande porta di marmo di un tempio che risale al periodo greco classico. E&#8217; considerata il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Naxos la Portara e il Tramonto" src="http://www.viaggiovero.com/img/naxos_portara.jpg" alt="" width="350" height="262" /></p>
<p>Nel mese di <strong>agosto </strong>il sole tramonta poco dopo le 20.00 circa e <strong>l&#8217;isola di Naxos</strong> si colora di un rosa tenue che arriva all&#8217;orizzonte del mare&#8230;</p>
<p>E&#8217; un appuntamento al quale tutti accorrono frettolosi&#8230;</p>
<p><strong>La Portara</strong> è una grande porta di marmo di un tempio che risale al periodo greco classico.</p>
<p>E&#8217; considerata<strong> il simbolo di</strong> <strong>Naxos </strong>per eccellenza, si trova su un promontorio che sovrasta il porto.<br />
<span id="more-1179"></span>Da questa è possibile ammirare gran parte del panorama isolano, che si dimostra vasto, colorato, quasi fosse in movimento.</p>
<p>Mentre il sole sta compiendo la sua discesa nel letto del mare, <strong>il porto e l&#8217;intera chora</strong> (città) vengono dipinti da riflessi aranciati, rosacei, che fanno del paesaggio una tavolozza di colori.</p>
<p>Al promontorio vi si dirigono persone che arrivano dal mare ancora munite di borsone da spiaggia con i capelli arruffati dalla salsedine asciugata&#8230;.</p>
<p>Altri percorrono il porto preoccupati di perdersi<strong> l&#8217;attimo del tramonto</strong> e salgono veloci la breve e ripida salita.</p>
<p>Mi trovo sul cucuzzolo e osservo la serpentina di gente che avanza copiosa per sistemarsi nell&#8217;area verde della <strong>Portara</strong>.</p>
<p>Non sarà sicuramente uno spettacolo da godersi in intimità, ma lo splendore rimborsa questa &#8220;condivisione&#8221; forzata.</p>
<p>Il vento soffia con decisione, non esistono barriere che possano rallentare la sua folle corsa; la corrente è resa possibile grazie alla vastità presente attorno&#8230;</p>
<p>Anche il mare dirige lo spettacolo climatico con potenza; la schiuma prodotta dalle onde che si infrangono sugli scogli distoglie il mio sguardo dall&#8217;<strong>orologio che sta per segnare l&#8217;ora del tramonto</strong>&#8230;</p>
<p>Mancano pochi attimi, ciò lo si può vedere dalla <strong>palla di fuoco</strong> che quasi impercettibilmente <strong>si accinge a sfiorare il manto dell&#8217;acqua</strong>.</p>
<p>I colori cambiano nuovamente e ora ogni cosa si tinge di una tinta marrone scuro.</p>
<p>Ci siamo quasi tutti a fare da padroni a questo momento, mi immagino come saremo visti da laggiù&#8230;</p>
<p>Tante piccole formiche in attesa del  buio.</p>
<p><em><strong>La maestosità della Portara</strong></em> si fa largo sul resto e in un istante da colore giallo ocra si tramuta in color mattone&#8230;</p>
<p>Mano a mano che cala la luce, aumentano i rumori delle onde e il suono del vento si fa sempre più assordante.</p>
<p>Ore 20.20, <strong>l&#8217; isola di Naxos ha spento la lucerna</strong> e i presenti riprendono i propri effetti personali per iniziare una nuova parte di serata.</p>
<p>Scendo con cautela dai gradini e nel voltarmi mi invade una sensazione&#8230;</p>
<p><strong>La Portara è la guardiana del giorno e della notte</strong>, con la sua porta aperta accoglie i viandanti che come lei salutano festosi un giorno e ne aspettano un altro.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
<p><em>P.S.(di Cristiano)</em>: Se vuoi saperne di più su <strong>Naxos </strong>(in pratica TUTTO) e/o vuoi visitare questo paradiso greco, visita il sito di <strong>Carmine </strong>e <strong>Luisa</strong>, <a href="http://www.naxosvacanze.net" target="_blank"><strong>NaxosVacanze</strong></a> e <strong>Scarica l&#8217;intervista GRATUITA</strong> che ViaggioVero ha realizzato proprio con loro.</p>
<p><em><strong>Quasi un&#8217;ora di consigli e suggerimenti&#8230;</strong></em></p>
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		<title>Gli Zoo in Europa, uno sguardo fuori dalle gabbie</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 11:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Londra, Madrid, Barcellona&#8230; sono alcuni degli Zoo che ho avuto l&#8217;occasione di visitare. Prima di allora non mi ero posta la domanda se questo potesse essere più o meno giusto, ma ora vorrei condividere i miei vissuti&#8230; Allo zoo di Barcellona ho avuto il piacere di conoscere &#8220;Fiocco di Neve&#8220;, il vecchio gorilla albino, unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="zoo leoni gabbia" src="http://www.viaggiovero.com/img/zoo_gabbia.jpg" alt="" width="350" height="336" /></p>
<p><strong>Londra</strong>, <strong>Madrid</strong>, <strong>Barcellona</strong>&#8230; sono alcuni degli <strong>Zoo</strong> che ho avuto l&#8217;occasione di visitare.</p>
<p>Prima di allora non mi ero posta la domanda se questo potesse essere più o meno giusto, ma ora vorrei condividere i miei vissuti&#8230;</p>
<p><strong>Allo zoo di Barcellona</strong> ho avuto il piacere di conoscere &#8220;<strong><em>Fiocco di Neve</em></strong>&#8220;, il vecchio gorilla albino, unico nella sua specie per il colore candido che lo contraddistingueva, purtroppo deceduto un paio d&#8217;anni fa.</p>
<p>Mi avvicino al finestrone che mi divide dall&#8217;habitat ricostruito su misura per lui&#8230;<br />
<span id="more-1164"></span>Infinite sono le persone che a rotazione hanno ammirato <strong><em>Fiocco di Neve</em></strong>, ma lui rimane impavido, fermo, nell&#8217;angolo del suo piccolo quadrato verde.</p>
<p>Avanza lentamente per scorgere qualcosa che pare essergli sfuggito&#8230;</p>
<p>Un bastoncino, un sasso nascosto o semplicemente <strong>un briciolo di curiosità</strong>&#8230;</p>
<p>Non c&#8217;è molto che possa fare, se non <em>diventare parte di una cartolina che molti avranno in casa un giorno</em>&#8230;</p>
<p><strong>Allo zoo di Madrid</strong> un paio di<strong> orsi bruni</strong> si rotolano a ridosso di grandi massi nel bel mezzo di una spianata di cemento&#8230;</p>
<p>Giocano, si rincorrono e si azzuffano, il tutto sotto gli occhi divertiti dei turisti.</p>
<p>E&#8217; assai evidente la loro bellezza, curata nei minimi particolari e messa in palese mostra.</p>
<p>Tanto è maestosa e quasi &#8220;impaurente&#8221; (passami il termine) la loro grandezza, tanto sembrano esternare quel lato bambinesco che li rende goffi e simpatici.</p>
<p>L&#8217;area è limitata da alte cancellate, si trovano all&#8217;aria aperta, sotto il cielo di una calda giornata invernale&#8230;</p>
<p><strong>Alcune foche</strong> si dilettano in tuffi contenuti, non sembrano essere motivate allo spettacolo&#8230;</p>
<p>La vasca nella quale nuotano è sufficentemente grande per ospitarne quattro o cinque, ma restano comunque unite e non accennano e separarsi.</p>
<p>Il sole miscelato all&#8217;acqua rende il loro manto nero e lucido, e i lunghi baffi si appoggiano all&#8217;orlo della vasca.</p>
<p><strong>Allo zoo di Londra</strong> vivaci <strong>scimpanzè</strong> si spulciano dall&#8217;alto di alberi che li accolgono da numerosi anni.</p>
<p>Vivono gli istanti della loro vita con calma, saltando di ramo in ramo e prendendosi quasi in giro.</p>
<p>Una vita racchiusa tra quattro reti che delineano una grande gabbia senza tetto&#8230;</p>
<p>I barriti degli elefanti risuonano per tutto il parco, così come i loro passi che si ripetono imponenenti e con cadenza precisa.</p>
<p>L&#8217;area a loro destinata è vasta, considerata infatti la mole che li caratterizza&#8230;</p>
<p>Ma mai posto fu abbastanza grande per poterli ospitare&#8230;</p>
<p><strong>Un paio di giraffe</strong> si cibano delle foglie che generose pendono da un ramo; fatico a vederne il muso appuntito, esse non accennano a voltarsi verso di me&#8230;</p>
<p>Avanzano con passo quasi felpato verso lo spazio ridotto  di cui dispongono.</p>
<p>I flash delle fotocamere si rincorrono all&#8217;impazzata, per poter immortalare un attimo, un movimento, un espressione.</p>
<p>Pure io mi affretto per stampare un&#8217;istantanea che un indomani verrà inserita nel mio album fotografico.</p>
<p><em>Ora mi ritrovo a pensare a ciò che queste immagini mi hanno lasciato</em>&#8230;</p>
<p><strong>Credo che non esista un luogo sufficentemente adeguato</strong>, pur curato che possa essere, <strong>in grado di sostituire la terra di origine di questi animali</strong>&#8230;</p>
<p>In grado di sopperire a quella che dovrebbe essere la loro dimora, la loro casa&#8230;</p>
<p>Lo so, alcuni esemplari sono addirittura nati in cattività e non conoscono nemmeno la terra dei loro progenitori ma il senso di tristezza mi rimane ugualmente.</p>
<p>Magari anche tu, come me, un giorno andrai a visitare <strong>alcuni zoo in famose città</strong>&#8230;</p>
<p>Camminerai mossa/o dalla più pura e semplice curiosità, dalla voglia di tenerezza&#8230;</p>
<p>E allora quel giorno, potrai dirmi cos&#8217;hai provato.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>Nei Corridoi delle Metro Sbocciano Artisti</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 11:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[metro]]></category>
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		<description><![CDATA[Tante sono state le scale mobili che mi hanno trascinata nei &#8220;bassifondi&#8220;, per poi portarmi verso zone da scoprire. Entrare nelle aree metropolitane equivale a scontrarsi con centinaia e migliaia di persone che veloci si buttano dentro ai vagoni&#8230; Corrono con il capo abbassato, con lo sguardo perso, c&#8217;è chi sorride, c&#8217;è chi aggrotta le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Metro e Musica" src="http://www.viaggiovero.com/img/subway_cantante.jpg" alt="" width="350" height="232" /></p>
<p>Tante sono state le scale mobili che mi hanno trascinata nei &#8220;<em>bassifondi</em>&#8220;, per poi portarmi verso zone da scoprire.</p>
<p>Entrare nelle aree <strong>metropolitane </strong>equivale a scontrarsi con centinaia e migliaia di persone che veloci si buttano dentro ai vagoni&#8230;</p>
<p>Corrono con il capo abbassato, con lo sguardo perso, c&#8217;è chi sorride, c&#8217;è chi aggrotta le sopracciglia.</p>
<p>Per un decimo di secondo mi ritrovo a far parte di un loro vissuto che fugace scappa via, lasciandomi piacevolmente colpita.<br />
<span id="more-1135"></span>Mi dirigo al cuore della <strong>metro</strong>, dove diverse linee si intersecano così&#8217; come i modi di correre, parlare, leggere o&#8230;</p>
<p>&#8230;<strong>essere artisti</strong>&#8230;</p>
<p>Essi si esibiscono nelle <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2009/02/25/artisti-di-strada-sinonimo-di-creativita/" target="_blank"><strong>piazze</strong></a>, agli angoli delle strade, all&#8217;interno di locali, e molti di questi si tuffano nel sottosuolo delle città.</p>
<p>Mi trovo all&#8217;entrata della <strong>metro</strong>, striscio il biglietto tentando di stare al passo quasi isterico della maggior parte delle persone che da lì partono.</p>
<p>Mentre mi infilo tra la ressa, <em><strong>un sibilo melodioso mi arriva all&#8217;orecchio</strong></em>&#8230;</p>
<p>Sarà una stazione radio che risuona all&#8217;interno, qualche rapper avrà acceso a gran voce il proprio stereo&#8230;</p>
<p>Mano a mano che la scala mobile mi permette di arrivare all&#8217;ombelico del suono, <strong><em>vedo un uomo</em></strong>&#8230;</p>
<p>Apparentemente sciatto, tiene in mano con estrema grazia <strong>una chitarra</strong>.</p>
<p>Dalle sue dita escono note romantiche, che portano la mente <strong>a viaggiare</strong> ancor prima di salire sul treno.</p>
<p>Tiene aperta la custodia della chitarra nella speranza di un tintinnio di moneta, ma quasi noncurante <strong>continua a suonare</strong>.</p>
<p>Si è appostato nel corridoio, dove ognuno di noi passa per dirigersi verso la stazione.</p>
<p>Lui è lì, fermo, nel bel mezzo di un incrocio.</p>
<p>Il dolce suono si perde nel mentre arrivano le metro che con gran velocità, sopiscono tutti i rumori presenti&#8230;</p>
<p>&#8230;Ma la musica prosegue fino alla prossima melodia.</p>
<p>Altro giorno, altra <strong>metropolitana</strong>&#8230;</p>
<p>Mi faccio trasportare nuovamente dalla scala mobile e questa volta a catturare la mia attenzione è <strong>un rumore di bonghi</strong>, chiuso, soffocato ma che riesce ugualmente a farsi spazio tra i tanti rumori che si sovrastano.</p>
<p>Vedo comparire una coppia di senegalesi, vispi, grintosi, che ballano e cantano accompagnati da bonghi esteticamente bellissimi.</p>
<p>Non mi è possibile mantenere gli arti saldi, il ritmo è così incalzante da espandersi per l&#8217;intera metropolitana, formando un eco grandioso.</p>
<p>Sono appostati anch&#8217;essi nel corridoio,e nel mentre la gente passa, si sforbicia in due direzioni lasciando la coppia nel bel mezzo dell&#8217;incrocio.</p>
<p>Batto il tempo, muovo la testa e mentre le porte del treno si chiudono l&#8217;ultimo battito di bonghi entra con me.</p>
<p>Altro momento, altra <strong>metropolitana</strong>&#8230;</p>
<p>Questa è la volta di una voce, carica, imponente, che canta semplicemente, se semplicemente si può dire&#8230;</p>
<p>Non ci sono basi musicali, non esiste uno strumento perchè <strong>l&#8217;unico mezzo di comunicazione è il canto</strong>.</p>
<p>E&#8217; una donna, e a occhi chiusi spalanca acuti in maniera strabiliante.</p>
<p>Ciò che a impatto esprime è l&#8217;intento di dedicare un pezzo della sua capacità a individui che forse nemmeno la sentono.</p>
<p>Incanterebbe un serpente mentre cauto esce dalla propria cesta di vimini.</p>
<p>Queste e tante altre sono state le occasioni in cui mi sono ritrovata faccia a faccia con <strong>artisti</strong>&#8230;</p>
<p><em><strong>Talentuosi, veri, sfuggevoli</strong></em>.</p>
<p><strong>Artista </strong>è anche colui che sa rendere colorato un ambiente grigio come una <strong>metropolitana</strong>, che sa regalare musica mentre un treno lascia solo che frastuono.</p>
<p><strong>Loro sbocciano, non nei campi, ma nelle metro di tutto il mondo</strong>.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>Come una Canzone Suona una Vacanza</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 11:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viaggiare è un parte integrante del mio essere, che mi completa e mi arricchisce ogni volta che apro una valigia&#8230; &#8230;e inizio a riempirla, sapendo che da lì in poi altre esperienze e conoscenze verranno a far parte del mio bagaglio. Decidere a priori le mete per potersele studiare, è già di per sè un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Note musicali" src="http://www.viaggiovero.com/img/nota_musicale.jpg" alt="" width="350" height="350" /></p>
<p><strong>Viaggiare </strong>è un parte integrante del mio essere, che mi completa e mi arricchisce ogni volta che apro una <strong>valigia</strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;e inizio a riempirla, sapendo che da lì in poi altre esperienze e conoscenze verranno a far parte del mio <strong>bagaglio</strong>.</p>
<p>Decidere a priori le mete per potersele studiare, è già di per sè <strong>un inizio del viaggio</strong>.</p>
<p>Da quel momento in poi si possono preventivare determinate situazioni, ma non altre.<br />
<span id="more-1113"></span>Ed è questo l&#8217;effetto sorpresa di una <strong>vacanza</strong>, non avere il potere di prevedere le emozioni.</p>
<p>Quelle sono del tutto ignote, imprevedibili, vulnerabili e forti.</p>
<p>Arrivano all&#8217;impazzata dando uno schiaffo &#8220;<em>gentile</em>&#8221; che lascia frastornati.</p>
<p>Queste emozioni affiorano nel vedere e guardare, nel sentire e ascoltare, nell&#8217;incontrare e nel conoscere.</p>
<p>Così, dopo aver assaporato certe esperienze, ogni <strong>profumo</strong>, <strong>colore </strong>o <strong>odore </strong>ricorda quel momento passato.</p>
<p>Ma non è solo questo che è in grado di far riemergere sensazioni di viaggi trascorsi&#8230;</p>
<p>Una volta a casa, è un altro elemento che più di altri, a mio parere, funziona da veicolo per riportare là&#8230;</p>
<p>In quel luogo lasciato, ma non dimenticato.</p>
<p>Quel veicolo è <strong>la musica</strong>.</p>
<p>Entra a gran voce dentro alla mente e non se ne esce più.</p>
<p>Chissà come mai i <strong>viaggi </strong>che ricordo con più fervore sono quelli accompagnati da un motivo musicale, dalle parole di una strofa o dalle note di uno strumento potente.</p>
<p>Nel risentirle il cuore compie un sussulto, e nel giro di pochi secondi la mente si riallaccia al viaggio intrapreso senza bisogno di cartine geografiche.</p>
<p>***</p>
<p>&#8230;termino una giornata trascorsa alla <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2009/05/03/spiagge-da-vedere-spiagge-da-vivere-parte-seconda/" target="_blank"><strong>Cinta</strong></a>, spiaggia della <strong>Sardegna </strong>vicino a<strong> S.Teodoro</strong>.</p>
<p>Entro in macchina, ancora con il costume umido e con i segni lasciati dalla salsedine.</p>
<p>Abbasso i finestrini e accendo l&#8217;autoradio&#8230;</p>
<p>In quel momento passano &#8220;<em><strong>Analyse</strong></em>&#8221; dei <em>Cranberries</em>.</p>
<p>E&#8217; bastato un attimo per sentirmi viva ed euforica, cantando così a scuarciagola la canzone che mi stava riportando all&#8217;appartamento.</p>
<p>La mente in quell&#8217;istante era vuota, ma contemporaneamente piena di calde faville.</p>
<p>***</p>
<p>&#8230;sono sdraiata al sole sulla spiaggia di <strong>Plaka</strong>, a <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2009/01/16/estate-a-naxos-consigli-e-risorse/" target="_blank"><strong>Naxos</strong></a> in <strong>Grecia </strong>e per rilassarmi ancor di più ascolto musica&#8230;</p>
<p>All&#8217;improvviso la funziona &#8220;random&#8221; del mio lettore mp3 sceglie per me&#8230;</p>
<p>&#8220;<em><strong>In vacanza da una vita</strong></em>&#8221; di <em>Irene Grandi</em>.</p>
<p>Il mare davanti si colora di un azzurro più lucente e la sabbia assume un colore quasi dorato&#8230;</p>
<p>E&#8217; tutto così magico e strano&#8230;</p>
<p>Si diventa un tutt&#8217;uno con quello che hai attorno&#8230;</p>
<p>***</p>
<p>&#8230;sono in volo verso <strong>New York</strong> e mi assopisco con addosso le cuffie&#8230;</p>
<p>Un intero cd di <em>Michael Boublè</em> si ripete per l&#8217;ennesima volta e mi culla in direzione della grande mela.</p>
<p>Vorrei guardare dal finestrino, ma non essendo vicina mi accontento di fantasticare ciò che potrebbe esserci sotto di me, questa volta sono io a sovrastare il mondo&#8230;</p>
<p>Sono in attesa di atterrare sul suolo americano per scoprire stili di vita del tutto sconosciuti.</p>
<p>***</p>
<p>&#8230;le cime di <strong>Cogne</strong> si stagliano sul mio cammino e dalla camera da letto dell&#8217;albergo vedo il <strong>Gran Paradiso</strong>.</p>
<p>Accendo le stereo portato da casa e immagino le mie prossime passeggiate sulle note di un pianoforte, quello di</p>
<p>&#8220;<em><strong>Pachelbel</strong></em>&#8221;</p>
<p>Non c&#8217;è molto che io possa dire, se non che il verde là fuori dilaga nella stanza come edera rampicante.</p>
<p>***</p>
<p>Ora sono nella mia casa e aspetto che venga a farmi visita una canzone, che possa rievocare attimi indimenticabili vissuti in un qualunque <strong>viaggio</strong>.</p>
<p>Ecco come <strong>una canzone può suonare una vacanza</strong>.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>A Spasso sulle Spiagge tra Conchiglie e Sassi</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 11:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri di Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[conchiglie]]></category>
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		<category><![CDATA[Naxos]]></category>
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		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Si avvicina l&#8217;estate, e con essa si espande il desiderio di uscire&#8230; Il bisogno di evadere prende il sopravvento e la mente galoppa incontro al pensiero di recarsi dove il corpo può ritrovarsi, insieme alla mente. Tanti sono i modi e i luoghi che ognuno di noi ha per soddisfare tali bisogni, spaziando da passeggiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Conchiglie e spiagge" src="http://www.viaggiovero.com/img/conchiglie_sassi.jpg" alt="" width="350" height="232" /></p>
<p>Si avvicina l&#8217;<strong>estate</strong>, e con essa si espande il desiderio di uscire&#8230;</p>
<p>Il bisogno di evadere prende il sopravvento e la mente galoppa incontro al pensiero di recarsi dove il corpo può ritrovarsi, insieme alla mente.</p>
<p>Tanti sono i modi e i luoghi che ognuno di noi ha per soddisfare tali bisogni, spaziando da passeggiate in <strong>montagna</strong>, nei parchi, leggendo un libro o ascoltando musica.</p>
<p>Sdraiarsi a prendere i primi spicchi di sole che gentilmente si appoggiano tiepidi sulla pelle.</p>
<p>Il cassetto della mia mente, chiuso per l&#8217;inverno ma non certo dimenticato, si riapre e a gran velocità fuoriesce la voglia impellente di recarmi al <strong>mare</strong>.<br />
<span id="more-1095"></span>Scatta improvvisamente come un cucù che segna l&#8217;ora.</p>
<p>Quell&#8217;ora è giunta e mi accingo a dirigermi verso l&#8217;ascolto deciso delle onde&#8230;</p>
<p>Ma ancor più forte è la bellezza che il lungomare offre a coloro che scelgono di sostare anche solo per un attimo di fronte ad esso.</p>
<p>Ammassati e sovrapposti, appena lasciati dall&#8217;acqua, grandi e piccoli, si trovano i <strong>sassi </strong>e le <strong>conchiglie</strong>, che da sempre abitano la riva del mare.</p>
<p>Sono di passaggio, vengono e vanno, e lasciano il loro profumo fino al prossimo <strong>viaggio</strong>.</p>
<p>Sono in grado si conservare la loro essenza salmastra per ore, e con un poco di fantasia, muniti di qualche frammento di leggenda, si può persino sentire il rumore del <strong>mare</strong>&#8230;</p>
<p>A colpo d&#8217;occhio pare quasi di vedere un tappeto multicolore che se non si è attenti, potrebbe scricchiolare sotto i nostri piedi.</p>
<p>Occorre essere delicati, per far sì che queste perle omaggiate dal <strong>mare </strong>possano rimanere intatte.</p>
<p>Non esiste <strong>mare italiano o estero</strong> che non abbia in sè la generosità di lasciare i vecchi abitanti dei fondali sulla terra ferma.</p>
<p>Non nascondo di averne visti di più incantevoli rispetto ad altri, come ad esempio in alcune località <strong>greche</strong>; la spiaggia di <strong><a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2009/04/08/lionas-paradiso-greco-nel-cuore-di-naxos/" target="_blank">Lionas</a> </strong>nell&#8217;<strong>isola di Naxos</strong>, ricca di sassi di tutti i tipi&#8230; rotondi, ovali, triangolari.</p>
<p>La spiaggia di <strong><a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2009/05/03/spiagge-da-vedere-spiagge-da-vivere-parte-seconda/" target="_blank">Cala Brandinchi</a> in Sardegna</strong>, dove la sabbia quasi caraibica permette di risaltare i colori delle<strong> conchiglie </strong>che emergono qua e là&#8230;</p>
<p>Ricordo <strong>Riccione </strong>sulla riviera Adriatica, che soprattutto nel mese di marzo sbarca sulle sue rive moltitudini di<strong> conchiglie</strong>, e nel guardarle non si può far a meno di sorridere&#8230;</p>
<p>Scientificamente parlando le <strong>conchiglie </strong>portate a riva sono state estirpate dal fondo perchè prive di vita, ma credo che qualcosa sia rimasto della loro esistenza e lo si può vedere dai colori che ancora emanano.</p>
<p>Che sia più o meno giusto raccoglierle e portarle a casa non so dirlo, credo però, che una volta giunte a riva siano conscie che il loro viaggio potrebbe portarle altrove&#8230;</p>
<p>E da quel momento sta a ognuno di noi scegliere se lasciarle o conservarle.</p>
<p><em><strong>La mia scelta l&#8217;ho fatta.</strong></em></p>
<p>E così si passeggia e tra una chiacchiera e l&#8217;altra ci si meraviglia di trovarne di così tante specie e ogni volta è una sorpresa sempre nuova!</p>
<p>Ci sono mesi in cui magicamente si volatilizzano, quasi come se il fondo marino facesse da giudice nel decidere quando, come e dove poterle donare.</p>
<p>Le volte in cui sono al mare non manco di passeggiare e curiosa spero di incontrare qualche abitante di esso, che sosta per un poco sul mio passare.</p>
<p>L&#8217;<strong>estate </strong>si avvicina, e felice attendo di vedere esaudito il mio desiderio.</p>
<p>Come credo e spero che anche tu farai&#8230;</p>
<p>Qualunque esso sia, fiume o lago, <strong>montagna </strong>o <strong>mare</strong>&#8230;</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
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		<title>Parigi, Culla del Piccolo Principe</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri di Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[antoine de saint exupéry]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[piccolo principe]]></category>

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		<description><![CDATA[Antoine de Saint Exupéry nacque a Lione ma è Parigi la città che ospita da allora la sua memoria e che rende visibile le sue tante opere. Una tra queste, forse la più conosciuta e impressa nei cuori di molti, è la storia del Piccolo Principe. Il poeta francese ne pubblicò una serie illimitata, traducendola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Piccolo Principe" src="http://www.viaggiovero.com/img/piccolo_principe.jpg" alt="" width="350" height="262" /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoine_de_Saint-Exup%C3%A9ry" target="_blank"><strong>Antoine de Saint Exupéry</strong></a> nacque a <strong>Lione </strong>ma è <strong>Parigi </strong>la città che ospita da allora la sua memoria e che rende visibile le sue tante opere.</p>
<p>Una tra queste, forse la più conosciuta e impressa nei cuori di molti, è la storia del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_piccolo_principe" target="_blank"><strong>Piccolo Principe</strong></a>.</p>
<p>Il poeta francese ne pubblicò una serie illimitata, traducendola in varie lingue in modo tale che potesse essere condivisa da più popoli possibili.<br />
<span id="more-1075"></span>Tramite questo libro ha divulgato un messaggio importante che ancora oggi aleggia nella cultura di tanti:<br />
<strong>l&#8217;amore condiviso e la fedeltà dei sentimenti.</strong></p>
<p>La cosa particolarmente incisiva è la chiave di lettura con la quale ciascuno di noi tramanda il messaggio&#8230;</p>
<p>Da quel momento sono stati creati non solo libri, ma anche diversi gadget per i più appassionati, in modo da rendere il <strong>Piccolo Principe</strong> un&#8217;icona dei vecchi e nuovi tempi.</p>
<p>Ciò che ho sempre apprezzato è che tale personaggio non è diventato un &#8220;tormentone&#8221; industriale e commerciale, trapiantato ovunque e comunque&#8230;</p>
<p>&#8220;Lui&#8221; non si trova ad ogni angolo e in tutti i negozi&#8230;</p>
<p>Vive a <strong>Paris</strong>&#8230;</p>
<p>E nonostante ne sia la patria, egli risiede nei luoghi più insoliti e meno frequentati&#8230;</p>
<p>Quasi come se volesse essere rapito solo da coloro che in realtà lo conoscono.</p>
<p>Parigi, Parigi, Parigi&#8230;</p>
<p>Durante una passeggiata sull&#8217;<a href="http://maps.google.it/maps?q=Il%C3%A8+Saint-Louis+paris&amp;sourceid=navclient-ff&amp;rlz=1B3GGGL_itIT226IT226&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;split=0&amp;gl=it&amp;ei=s171SeW-PJGPsAb3s-DWAg&amp;sa=X&amp;oi=geocode_result&amp;ct=image&amp;resnum=1" target="_blank"><strong>Ilè Saint-Louis</strong></a>, in pieno centro della città, vedo una strada laterale che mi porta verso botteghe sconosciute; un luogo silenzioso, poco battuto dai turisti e molto affascinate da percorrere.</p>
<p>A un tratto qualcosa mi colpisce&#8230;</p>
<p>Colori blu scuro con fiammate di giallo intenso mischiati ad articoli da regalo di altro genere.</p>
<p>Osservo meglio, metto a fuoco&#8230;</p>
<p>C&#8217;è&#8217; un astuccio con sopra raffigurato proprio lui, <strong>il Piccolo Principe</strong>!</p>
<p>L&#8217;idea di entrare galoppa ancor prima che il piede compia il passo e mi ritrovo all&#8217;interno della piccola bottega con un sorriso da infante sbalordita!</p>
<p>In quel momento <strong>Parigi </strong>mi stava offrendo la possibilità di venire a contatto con un mondo che fin&#8217;ora avevo solo immaginato.</p>
<p>Sparsi qui e là, accidentalmente nascosti, intravedo un vassoio&#8230;</p>
<p>Guardo meglio e trovo un temperino&#8230;</p>
<p>Poi una gomma, alcune matite, un bicchiere, cucchiai e forchette.</p>
<p>La figura dai riccioli d&#8217;oro primeggia sopra a ogni altro personaggio che cerca di farsi notare.</p>
<p>In piedi tra altri libri, si affaccia un&#8217;edizione francese che tante mani, oltre alle mie, hanno sfogliato e deciso di lasciare.</p>
<p>Senza redermene conto si apre un mondo incantato, dove rieccheggia la storia di un poeta con idee ben precise.</p>
<p>Altri hanno continuato il lavoro per lui, trasformando in oggetti una storia fatta di incontri, parole, sentimenti, lacrime e abbandoni solo letterali.</p>
<p>Con decisione afferro alcuni dei frammenti sparsi per il negozio e immagino.</p>
<p><strong>Il portabiro fatto di stelle</strong>&#8230;</p>
<p><strong>La tazza della Rosa</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Una maglietta con i vulcani del suo pianeta</strong>&#8230;</p>
<p>Mi avvio verso la cassa e tutto viene accuratamente impacchettato.</p>
<p>Faccio slalom tra gli scaffali che lasciano a mala pena lo spazio per il passaggio.</p>
<p>Esco e lascio la bottega alle mie spalle, girandomi poco alla volta per accertarmi che qualcosa non mi fosse sfuggito.</p>
<p>Ritorno con gioia piena verso il centro rumoroso della città e penso&#8230;</p>
<p>La città di <strong>Parigi </strong>offre la storia, che si perpetua per le vie, le piazze, i musei, i sobborghi.</p>
<p>Ma anche <strong>il Piccolo Principe</strong> fa parte di una storia, radicata qui e diffusa altrove dove piccoli e grandi possono godere del suo significato.</p>
<p>Se andrai a <strong>Parigi </strong>e vorrai conoscere o riscoprire quel racconto, cerca la bottega&#8230;</p>
<p>La troverai, come fosse un richiamo.</p>
<p>Ciao,<br />
<strong>Chiara</strong></p>
<div class="buzrr_button" style="float: left;"><script>var __external_use_page_url = "http://www.viaggiovero.com/wp/2009/04/29/parigi-culla-del-piccolo-principe/"; var __external_use_page_summary = "Parigi, Culla del Piccolo Principe"; var __buzrr_style = "big_blue_buzzicon_bg";</script><script src="http://cdn.buzrr.com/js/button.js"> </script></div>]]></content:encoded>
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