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	<title>Viaggio Vero &#187; Asia</title>
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	<description>Consigli, Recensioni, Video Tutorial - Il Mondo del Viaggiare Svelato</description>
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		<title>Phnom Penh: Wat Phnom, il Palazzo Reale e il Museo Nazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A spasso fra splendidi palazzi e templi Khmer nella capitale della Cambogia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/cambogia_palazzoreale.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Palazzo Reale Phnom Penh" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_palazzoreale.JPG" alt="Palazzo Reale Phnom Penh" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Reale Phnom Penh - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante il caldo di questi giorni, passeggiare per <strong>Phnom Penh</strong> può riservare piacevoli sorprese.</p>
<p>Una bottiglia d’acqua minerale (diffidate della “<em>drinking water</em>” che per la procedura di preparazione risulta assolutamente priva di sali minerali, indispensabili invece nei climi tropicali) e una copia della Lonely Planet possono essere compagni sufficienti visto che la gente è accogliente e disposta a fare 4 chiacchiere con i turisti.</p>
<p>Devo ammettere che non conosco bene le attrazioni turistiche di questa città e che mi sono pertanto lasciato consigliare da <a href="http://sergio-camboya.tumblr.com/" target="_blank"><strong>mio cugino Sergio</strong></a> che da quasi un anno si è trasferito a Phnom Penh: se dovesse servirti un consiglio non esitare a contattarlo, sono sicuro che ti saprà dare una mano!</p>
<p>Seguendo il suo itinerario, dopo aver visitato i <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2012/02/24/cambogia-salto-indietro-tempo/" target="_blank"><strong><em>“monumenti alla memoria”</em></strong></a> di cui ti ho parlato in precedenza, ho concentrato l’ attenzione su quelli che sono i principali monumenti.</p>
<p>***</p>
<p>Siamo partiti da <strong>Wat Phnom</strong>, l’edificio più antico ancora esistente che risale al periodo di prima fondazione (fine del 1300) di Phnom Penh e dal quale deriva il nome della città.</p>
<p>Letteralmente il nome significa “<em>Tempio della Collina</em>” (Phnom).</p>
<p><span id="more-7320"></span>Secondo la leggenda una vedova di nome Daun Penh trovò in un tronco d’albero 4 statue di Buddha in bronzo e costruì per proteggerle un piccolo santuario in cima a questa collina artificiale che divenne in poco tempo meta di pellegrinaggi e venerazioni.</p>
<p>Questo importante tempio buddista è stato ricostruito diverse volte.</p>
<p>Il chedi centrale è internamente decorato con affreschi raffiguranti la vita di Buddha e contiene una grande statua in bronzo raffigurante Buddha; la struttura è “<em>protetta</em>” tutto intorno da statue di leoni.</p>
<p>Facile vedere a passeggio <strong>diverse</strong> <strong>scimmie</strong> del tutto a proprio agio fra turisti e pellegrini.</p>
<p><em><strong>Arrivarci è semplicissimo</strong></em> visto che si trova al centro della città: l’ingresso principale si affaccia verso est ed è facilmente riconoscibile per la presenza di una scalinata fiancheggiata da naga e leoni a difesa dell’ingresso non lontano dall’Ambasciata Americana, dall’Ufficio Postale Centrale e dal lungofiume.</p>
<p>L’ingresso costa solamente 1 $ per i non cambogiani.</p>
<p>Interessanti i “<em>cartomanti/astrologi</em>” che si incontrano nelle vicinanze sempre impegnati nel predire il futuro.</p>
<p>***</p>
<p>Con un comodo Tuk Tuk, costeggiando il lungo fiume si arriva in pochissimi minuti al <strong>Palazzo Reale (Royal Palace)</strong>.</p>
<p>Importante: ricordati di avere un abbigliamento decoroso visto che non è consentito l’ingresso con spalle scoperte e pantaloni corti (soprattutto al ginocchio).</p>
<p>L’ingresso costa 6,50 $.</p>
<p>Gli orari di apertura sono piuttosto strani quindi conviene arrivare al mattino presto, in modo anche da non soffrire troppo per il caldo.</p>
<p>Nonostante sia più modesto del simile <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/04/08/sabai-sabai-pensiero-positivo-tailandesi-templi-bangkok/" target="_blank"><strong>Grand Palace di Bangkok</strong></a> ospita diversi edifici, non tutti aperti al pubblico.</p>
<p>La <strong>Sala del Trono</strong> risale al 1434 ma venne ricostruita a metà del 1800 e rappresenta l’edificio più grande all’interno del quale non è consentito scattare fotografie.</p>
<p>Molto interessante il <strong>Tempio del Buddha di Smeraldo</strong>, noto anche come <strong>Silver Pagoda</strong> per le sue 5329 piastrelle in argento che ricoprono il pavimento per un totale di circa 6 tonnellate di metallo.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Silver Pagoda" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_silverpagoda.JPG" alt="Silver Pagoda" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Silver Pagoda - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di uscire vale la pena visitare la galleria fotografica con le immagini dell’attuale Re, prima e dopo la dittatura.</p>
<p>***</p>
<p>A breve distanza dal Palazzo Reale, ci puoi arrivare tranquillamente a piedi, si trova il <strong>Museo Nazionale della Cambogia (National Museum)</strong>.</p>
<p>Si tratta del più importante museo al mondo per quanto riguarda l’<strong>arte Khmer</strong> e contiene statue, oggetti in ceramica e bronzo che vanno dal periodo preistorico fino ai giorni nostri.</p>
<p>L’edificio in cui è ospitato ha l’architettura ispirata ai templi Khmer ma non è mai stato adibito al culto religioso.</p>
<p>L’ingresso per gli stranieri costa 3 $ ed è consentito dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio.</p>
<p>Per il resto posso solo dirti che <strong><em>passeggiare per Phnom Penh è piuttosto piacevole</em></strong>, soprattutto nelle tarde ore del pomeriggio, quando i locali iniziano ad animarsi e il lungofiume è un set fotografico che offre interessanti incontri.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title=" Monaco sul traghetto sul Mekong" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_traghetto.JPG" alt=" Monaco sul traghetto sul Mekong" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Monaco sul traghetto sul Mekong - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma di <strong>ristoranti</strong> e <strong>hotel</strong> te ne parlerò la prossima volta.</p>
<p>Ciao!<br />
<strong>Andrea</strong></p>
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		<item>
		<title>Cambogia &#8211; Un salto indietro nel tempo: per non dimenticare!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 12:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
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		<category><![CDATA[Phnom Penh]]></category>

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		<description><![CDATA[The Killing Fields (Choeung Ek) e la S21 Prison: due monumenti essenziali per capire la Cambogia e il suo popolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/02/cambogia_2_4khmer_rouge_arrivo_a_PhonmPenh.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Arrivo dei Khmer Rouge a Phnom Penh" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_2_4khmer_rouge_arrivo_a_PhonmPenh.jpg" alt="Arrivo dei Khmer Rouge a Phnom Penh" width="350" height="231" /><p class="wp-caption-text">Arrivo dei Khmer Rouge a Phnom Penh</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello di oggi potrebbe sembrarti un post poco allegro e forse non credi si debba conoscere  anche la storia di dove ci troviamo per poter apprezzare fino in fondo i luoghi che stiamo visitando.</p>
<p>In <strong>Cambogia</strong> io ho sentito la necessità di non limitare la mia visita ai posti allegri e reclamizzati sui cataloghi dei tour operator.</p>
<p>In fondo anche secondo l’autorevole voce di “<a href="http://www.tripadvisor.it/Attractions-g293940-Activities-Phnom_Penh.html" target="_blank"><strong>tripadvisor</strong></a>” quelle di cui sto per parlarti sono la 2^ e 3^ attrazione più importanti della capitale cambogiana (confesso di non conoscere la prima in classifica).</p>
<p>Arrivando a <strong>Phnom Penh</strong> salta subito all’occhio che si tratta di una città in cui il tempo si è fermato per alcuni decenni e poi ha ricominciato a scorrere.</p>
<p>In effetti la capitale della Cambogia mostra i segni di un ammodernamento caotico in cui moderne costruzioni si affiancano a costruzioni antiche o ad edifici evidentemente anni ’70.</p>
<p>La foto qui sopra è tratta dagli archivi storici cambogiani e mostra l’<strong><em>arrivo dei Khmer Rouge a Phnom Penh nell’aprile del 1975</em></strong>.</p>
<p>Puoi di certo notare che all’epoca la città aveva ampi viali asfaltati, illuminati da lampioni metallici, e con moderni hotel ed edifici che si ergevano ad ambo i lati.</p>
<p>Oggi, per molti versi, Phnom Penh sembra meno moderna di quanto non appaia in questa foto.</p>
<p><em>Ma perché?</em></p>
<p>Ammetto di avere delle lacune ma non credo che in Italia siano in molti ad avere idee chiare su quella che sia la storia dell’ultimo secolo del sudest asiatico.</p>
<p><span id="more-6973"></span>Molto di ciò che conosciamo è relativo ai film che ci parlano del Vietnam e della guerra con gli Stati Uniti.</p>
<p><em>Ma sapevi che fra il 1969 e il 1973 gli USA lanciarono 540 mila tonnellate di bombe sulla Cambogia causando la morte di oltre 100 mila civili?</em></p>
<p>Di sicuro queste operazioni causarono l’inizio di un’instabilità politica del paese che sfociò nell’istaurarsi nell’aprile del 1975 del regime dittatoriale dei Khmer Rouge guidato da <strong>Pol Pot</strong>.</p>
<p>Il paese venne ribattezzato Democratic Kampuchea ed ufficialmente subì gli orrori della dittatura fino al 1979.</p>
<p>In realtà però, per il resto del mondo Pol Pot e i Khmer Rouge restarono in carica fino a metà degli anni novanta.</p>
<p>Per assurdità il mondo intero non legittimò il nuovo governo instaurato dopo la liberazione della capitale ad opera dei vietnamiti.</p>
<p>Iniziò una guerra interna altrettanto violenta nel tentativo di eliminare definitivamente il regime dei Khmenr Rouge che aveva stabilito fuori da Phnom Penh la propria sede di potere.</p>
<p>Pol Pot ricevette il supporto delle Nazioni Unite per 15 anni dopo il genocidio e morì nel 1998 dopo aver scontato meno di un anno di “<em>arresti domiciliari</em>”.</p>
<p>Molti dei leader del regime sono stati solamente di recente sottoposti a processi per i crimini commessi.</p>
<p>Per capire la Cambogia ed il suo fantastico popolo si deve probabilmente a conoscere qualcosa della sua storia.</p>
<p>Per la maggior parte delle persone nel mondo la Cambogia è semplicemente un paese sottosviluppato, meta ideale per le vacanze a basso costo.</p>
<p>Ciò che la maggior parte della gente non sa sono le atrocità che le persone in questo paese hanno subito a partire dagli anni &#8217;70.</p>
<p><strong>Una storia contorta, fatta di povertà, ignoranza, cattiveria feroce e follia ideologica.</strong></p>
<p>Il genocidio dei Khmer determinò la morte di quasi 2 milioni di persone in 4 anni (circa il 21% dell’intera popolazione del paese all’epoca) e rappresenta uno dei peggiori crimini contro l’umanità dello scorso secolo.</p>
<p>Non puoi pertanto venire a Phnom Penh e non visitare quelli che sono i <strong>2 monumenti alla memoria</strong>, testimonianza silenziosa e tragica di quei tempi.</p>
<p>***</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="The Killing Fields" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_2_3TheKillingFields.jpg" alt="The Killing Fields" width="350" height="410" /><p class="wp-caption-text">The Killing Fields- Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A 17 km a sud del centro di Phnom Penh si trova <strong>Choeung Ek</strong>, più tristemente noto con il nome di <strong>The Killing Fields</strong>.</p>
<p>Puoi raggiunge questo campo di sterminio in meno di 20 minuti di Tuk Tuk.</p>
<p>L’ingresso al campo, che originariamente era un cimitero cinese, costa solamente 5 $ a persona – audio guida inclusa non ancora disponibile in italiano.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Orrori in Cambogia" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_2_2.JPG" alt="Orrori in Cambogia" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Orrori in Cambogia - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La visita richiede circa 2 o 3 ore</strong> e si snoda lungo un percorso simbolico che ti porterà a rivivere quello che subivano i prigionieri, dall’arrivo al campo, all’essere brutalmente assassinati e gettati spesso ancora mezzi vivi in fosse comuni.</p>
<p>Resta ben poco delle strutture che c’erano quando il campo era in piena attività.</p>
<p>Al centro si erge una “<em>stupa</em>” in muratura costruita per conservate le reliquie dei corpi affiorati dalle fosse comuni e che è il punto di arrivo del percorso.</p>
<p>Nel piccolo museo non lontano dall’ingresso, oltre a fotografie e cimeli, avrai la possibilità di vedere un breve filmato con la storia del campo, alcune testimonianze di sopravvissuti e la storia dei Khmer Rouge.</p>
<p>Nel campo di sterminio regna una strana atmosfera, un silenzio surreale in cui vagano pensierosi i visitatori provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Ti confesso di aver provato un brivido intenso sostando davanti all’albero contro il quale venivano assassinati i bambini sbattendoli brutalmente contro l’enorme tronco.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Particolare" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_2_6IMG_0765.jpg" alt="Particolare" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Particolare - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>La seconda tappa di questo nostro viaggio a Phnom Penh all’insegna della storia è in realtà il punto di partenza da cui provenivano gran parte delle vittime che venivano assassinate a Choeung Ek: il <strong>Tuol Sleng Genocide Museum</strong> o comunemente detta <strong>Prigione di Sicurezza 21 (S-21)</strong>.</p>
<p>Originariamente si trattava di un liceo che venne destinato a carcere di sicurezza per detenuti politici a partire dal 1975.</p>
<p>Si tratta di una delle tante prigioni dove monaci, insegnanti, letterati, artisti ma anche cittadini stranieri, persone in grado di parlare una lingua diversa dal cambogiano o semplici donne e bambini indifesi venivano rinchiusi con l’accusa di aver commesso un qualche reato contro il regime.</p>
<p>Dal 2009 questo museo è stato inserito dall’Unesco nell’<em><strong>Elenco delle Memorie del Mondo</strong></em>.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Tuol Sleng Genocide Museum" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_2_5IMG_0802.jpg" alt="Tuol Sleng Genocide Museum" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Tuol Sleng Genocide Museum - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il museo si compone di 5 edifici lasciati nelle condizioni in cui li abbandonarono i Khmer Rouge alla loro fuga nel 1979.</p>
<p>Numerosissime le <strong>fotografie esposte</strong>: ritraggono solo alcuni degli oltre 20 mila internati.</p>
<p>Sono esposti anche strumenti di tortura e oggetti vari per far capire le atrocità che si sono verificate nella prigione.</p>
<p>Alcuni degli edifici conservano i letti e le celle di reclusione, il filo spinato alle pareti e indumenti</p>
<p>Interessanti i quadri di <a href="http://andreainthailandia.tumblr.com/post/10973630420/vann-nath-uno-dei-pochi-sopravvissuti-al-centro" target="_blank"><strong>Vann Nath</strong></a>, pittore recentemente scomparso, rappresentanti le scene di tortura che si svolgevano all’interno della S-21.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Cartello all'ingresso" src="http://www.viaggiovero.com/img4/cambogia_2_1.JPG" alt="Cartello all'ingresso" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Cartello all&#39;ingresso - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un attimo di attenzione lo merita <em><strong>il cartello in inglese e khmer all’ingresso del campo</strong></em> con il regolamento di sicurezza del S-1.</p>
<p>Ma ovviamente <strong>Phnom Penh</strong> offre molto di più quindi, lasciamo da parte la tristezza (senza dimenticare) e facciamo insieme un bel giro della città.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando vivere all’estero non è tutto rose e fiori</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’esperienza di un’expat che oltre ad essere donna è moglie e madre. La difficoltà del vivere lontani da casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/02/Alessandra5.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto di Alessandra" src="http://www.viaggiovero.com/img4/alessandra1.JPG" alt="Foto di Alessandra" width="350" height="233" /><p class="wp-caption-text">Foto di Alessandra</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi ti presento una mia carissima amica, <strong>Alessandra</strong>.</p>
<p>Ci conosciamo da oramai quasi 3 anni ed è a lei che devo ancora un grazie speciale per avermi ceduto la sua casa quando la mia venne evacuata per i <a href="http://www.lsdmagazine.com/19-maggio-2010-19-maggio-2011-un-anno-dopo-la-thailandia-dei-%E2%80%9Crossi%E2%80%9D/7557/" target="_blank"><strong>disordini politici di maggio 2010</strong></a>.</p>
<p>È a lei che oggi rivolgo qualche domanda sperando che ti servano come spunto di riflessione prima di fare le valige e imbarcarti in un’avventura che non sempre è così facile come ti vorresti immaginare.</p>
<p>***</p>
<p><em>Alessandra, con 3 aggettivi descrivi come eri prima di iniziare la vita da expat, come sei ora che vivi in Thailandia e come ti vedi nel futuro…  </em></p>
<p>Prima di iniziare la mia vita da expat ero tranquilla, naturale e organizzata, soprattutto prima di arrivare in <strong>Thailandia</strong>.<br />
Vivevo nei dintorni di <strong>Sydney</strong>, in un’area residenziale piena di verde e parchi in cui portare i miei bambini ed il mio cane, una cosa che non posso fare qui… almeno per il cane.<br />
Passavo molto piu’ tempo all’aria aperta (qui fa troppo caldo e non e’ piacevole stare a lungo fuori), respiravo sicuramente aria piu’ pulita.<br />
Contavo su orari sicuri, visto che non c’era traffico e tutti i servizi erano vicino casa, facilmente raggiungibili in macchina.<br />
Qui, anche se a volte lo faccio, non mi sento &#8220;<em>comfortable</em>&#8221; a guidare la macchina, considerato il traffico disordinato e senza regole di Bangkok e la difficolta’ di comprensione della lingua in caso di problemi.<br />
Da quando mi sono trasferita in Thailandia la mia vita e’ diventata frenetica, intensa, ansiogena.<br />
La vita a Bangkok comincia la mattina presto (le scuole cominciano prima che negli altri paesi).<br />
Bisogna uscire di casa con notevole anticipo per poter sperare di arrivare in tempo.<br />
Ci sono milioni di cose di cui occuparsi e poi alcuni avvenimenti, legati spesso alla gestione politica del paese, hanno provocato disordini e preoccupazioni (senza menzionare i disordini a cui si riferiva già Andrea, il nostro benvenuto a Bangkok e’ stato che mio marito e’ tornato a casa nel pieno della notte mentre faceva un training di lavoro in <a href="http://www.agoda.it/asia/thailand/bangkok/airport/suvarnabhumi_international_airport_hotels.html" target="_blank"><strong>un hotel vicino all’aeroporto internazionale di Bangkok</strong></a> che era stato evacuato perché le camice gialle avevano occupato lo scalo aeroportuale…)<br />
Nel futuro immagino la mia vita possa tornare ad essere tranquilla, organizzata e stabile.<br />
Almeno questo e’ cio’ che spero per me e la mia famiglia…<br />
Mi piacerebbe, innanzitutto, potermi fermare da qualche parte in cui si parli almeno inglese e poter dare un po’ di stabilità scolastica ai bambini (il più grande ha 10 anni ed ha cambiato già sette scuole, mentre il piccolo ha appena compiuto 9 anni e ne ha cambiate sei), avere le possibilità di portare il mio cane al parco (se lo merita dopo anni vissuti qui…) e di poter avere anch’io finalmente un lavoro stabile su cui investire.</p>
<p><span id="more-6930"></span>***</p>
<p><em>Da quanto tempo e dove vivi in Thailandia?</em></p>
<p>Vivo al centro di <strong>Bangkok</strong>, nell’area di Sukhumvit, da ormai quasi tre anni e mezzo</p>
<p>***</p>
<p><em>Quali sono le tue origini e cosa facevi quando eri in Italia?</em></p>
<p>Sono romana, laureata in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e in Italia lavoravo nel campo della formazione a vari livelli, nel settore pubblico e privato</p>
<p>***</p>
<p><em>Quando e come ha avuto inizio la tua vita da expat?</em></p>
<p>La mia vita da expat è iniziata subito dopo la nascita del mio primo bambino, quando la compagnia per la quale lavora mio marito gli ha chiesto la disponibilita’a trasferirsi in Inghilterra.</p>
<p>***</p>
<p><em>Come siete arrivati in Thailandia?</em></p>
<p>Dopo un periodo di circa tre anni, trascorsi in Inghilterra, dove e’ nato il mio secondo figlio, ci siamo trasferiti in Australia e da lì, poiché l’azienda per cui lavora mio marito è in forte crescita in Asia, c’è stato chiesto se fossimo disponibili ad accettare un incarico a Bangkok.<br />
La risposta è stata ovviamente sì.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto di Alessandra" src="http://www.viaggiovero.com/img4/alessandra2.JPG" alt="Foto di Alessandra" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Foto di Alessandra</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p><em>Prima della Thailandia ci sono state Inghilterra e Australia. Che impatto hai avuto arrivando a Bangkok da Sydney?</em></p>
<p>L’impatto e’ stato molto forte, per vari motivi.<br />
Innanzitutto ho notato immediatamente il diverso livello di sviluppo del paese in confronto ai posti in cui ho abitato precedentemente.<br />
Poi il clima equatoriale che toglie le energie.<br />
Per non parlare delle differenze culturali e di lingua che sono enormi…</p>
<p>***</p>
<p><em>Parlaci dell’Alessandra “mamma-nomade”…</em></p>
<p>Di solito Alessandra e’ una persona piuttosto adattabile e con spirito d’avventura.<br />
Sono una campeggiatrice e so stare in posti di lusso cosi’ come so vivere con poco e niente.<br />
Nonostante questo devo dire che questa esperienza tailandese mi ha messa a dura prova…<br />
In altri posti in cui ho vissuto ho avuto meno difficolta’ ad integrarmi nella cultura locale, benche’ comunque diversa dalla mia e ne ho accettato con gioia gli aspetti innovativi che consideravo “<em>positivi</em>”.<br />
In Thailandia questo passaggio e’ stato molto piu’ difficoltoso…<br />
All’inizio mi arrabbiavo quando dicevo a qualcuno di avere un problema e “<em>mi ridevano in faccia</em>”.<br />
Per capire questo aspetto della cultura, nonostante la lettura preventiva di diversi libri in preparazione a questo trasferimento, bisogna viverci per un po’.<br />
L’essere umano, per sua natura, nelle situazioni di difficolta’ tende a “mettere il pilota automatico” ed a reagire d’istinto secondo quanto appreso nella propria cultura d’origine.<br />
Qui se fai cosi’ “<em>sei morto!!!!</em>”…<br />
Intendo che non si viene capiti, o magari addirittura la persona che si ha di fronte si irrita, senza giungere a niente di positivo.<br />
Qui ho dovuto imparare a mordermi la lingua, a fare un bel respiro e a cercare di capire prima di tutto cosa stesse succedendo.<br />
Pure avendo una laurea in psicologia a volte leggere i segnali non verbali di una cultura come quella tailandese non e’ stato semplice, in quanto ci sono tantissime sfumature che possono essere capite solo con il tempo, tanto tempo e imparando la loro lingua.<br />
Inoltre, venendo dalla “<em>puntualita</em>’ “ e “<em>precisione</em>” dei Paesi di tipo anglo-sassone, ho fatto un po’ di fatica ad integrare nel mio “io” la filosofia del “<strong>mai pen rai</strong>” tailandese, dove qualunque cosa accada “non c’e’ problema” “non te la prendere”, addirittura in maniera piu’ esagerata del “no worries” australiano!<br />
Qui se organizzi una festa le persone non ti dicono se vengono e anche quelli che ti dicono che vengono possono cambiare idea all’ultimo minuto, con un bel sorriso e come se niente fosse.<br />
E’ difficile organizzarsi in molte situazioni ed e’ meglio vivere alla giornata e secondo l’umore del momento…</p>
<p>***</p>
<p><em>Come vivono i tuoi figli l’esperienza asiatica?</em></p>
<p>I bambini vivono in un ambiente internazionale, non sono passati, come me, attraverso le difficolta’ della lingua, anche se a scuola la studiano per poche ore alla settimana. Andavano in una scuola in cui si parlava inglese prima e lo fanno anche adesso.<br />
Per loro la situazione non e’ cambiata di molto.<br />
Inoltre anche in Australia l’ambiente era piuttosto misto, con molte popolazioni di provenienza asiatica.<br />
I bambini sono sempre i piu’ adattabili alla fine: i genitori risolvono i problemi per loro.<br />
Per fortuna i miei bambini non sono troppo spaventati dai cambiamenti e sono bambini piuttosto aperti e socievoli.</p>
<p>***</p>
<p><em>Pro e contro del vivere all’estero?</em></p>
<p>Sicuramente vivere in Thailandia con uno stipendio da expat ci permette di fare una vita agiata low cost.<br />
In particolare la Tailandia, rispetto ad altri paesi asiatici, e’ un posto molto economico che, pero’, offre tutti i comfort di un ambiente internazionale.<br />
Ci sono molti ristoranti italiani che costano poco e dove si mangia bene.<br />
Ci sono molti bei posti di vacanza nei dintorni, facilmente raggiungibili e tanta storia. Alcuni prodotti locali, come la seta e i prodotti naturali per la cura del corpo sono difficili da trovare in altri posti a questi prezzi.<br />
Inoltre la popolazione tailandese e’ generalmente molto gentile e welcoming.<br />
Si tratta di una popolazione molto pacifica in un Paese in cui si respira profondamente la filosofia buddista in molti aspetti della vita di ogni giorno, con un grande rispetto per la vita in tutte le sue forme.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto di Alessandra" src="http://www.viaggiovero.com/img4/alessandra4.JPG " alt="Foto di Alessandra" width="350" height="234" /><p class="wp-caption-text">Foto di Alessandra</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>I contro?</em></p>
<p>Beh, <strong>la vita in citta’ e’ estremamente stressante</strong>.<br />
Io sono di Roma e so cosa significhi rimanere imbottigliati nel traffico fin da quando ero piccola ma, credetemi, non e’ la stessa cosa…<br />
Il traffico di Bangkok e’ veramente snervante e a volte quando piove si puo’ rimanere letteralmente “parcheggiati” in fila per ore…<br />
Questa cosa mi ha spaventato in particolare quando c’e’ stata la guerra contro le red shirts a maggio 2010…<br />
L’idea di rimanere incastrata in qualche situazione pericolosa come un topo in trappola, magari anche con i bambini in macchina (una cosa per cui in quel periodo mi sono sentita molto in colpa) mi terrorizzava.<br />
E poi le alluvioni stagionali, a volte fuori controllo, con conseguenti ingenti perdite di beni e vite umane.<br />
L’enorme differenza tra le classi sociali (mi sembra di vivere nel medioevo!)…<br />
La poverta’ spinta a livelli estremi in alcune aree rispetto alla ricchezza esagerata di altre.<br />
Le malattie portate da zanzare infette…<br />
Mio figlio piu’ grande ha preso la Dengue Fever, o febbre emorragica, il primo anno in cui siamo arrivati qui.<br />
Ricordo di averlo portato molte volte in ospedale a fare le analisi, pregando che il numero delle piastrine risalisse e di nuovo i sensi di colpa per averlo portato qui…<br />
Ma e’ stato fortunato, perche’ ci sono 4 varianti della Dengue e due sono mortali.<br />
Molte persone muoiono ogni anno di Dengue Fever, soprattutto anziani e bambini che vivono nelle zone rurali fuori citta’.<br />
Aiuto con donazioni di beni e soldi diverse organizzazioni che fanno beneficienza e cercano di risollevare le condizioni delle persone piu’ indigenti, ma non basta mai.<br />
I problemi sono ancora tanti e grossi.</p>
<p>***</p>
<p><em>Cosa fai qui in Thailandia?</em></p>
<p>Al momento<strong> <a href="http://www.arts.chula.ac.th/~italian/members-alessandra-en.htm" target="_blank">insegno italiano alla Reale Università di Chulalongkorn</a></strong> ed ho insegnato anche in altre scuole di lingua.<br />
Con molto rammarico non posso esercitare la mia professione e per fortuna che da moglie di expat non ho problemi di visto e permessi di residenza.<br />
Chi arriva “all’avventura” spesso torna a casa con il sogno infranto senza riuscire a trovare lavoro e quindi un visto sicuro.</p>
<p>***</p>
<p><em>La nostalgia, compagna di vita di molti expat. La psicologa consiglia… </em></p>
<p>La nostalgia mi farebbe correre a casa, in Italia.<br />
Ma la psicologa in questo caso non sa dare consigli a se stessa.<br />
Da una parte c’e’ quello che vorrei fare io, ossia seguire il mio cuore rinunciando a tutti i benefit della vita da expatriate senza rimorso alcuno pur di poter passare del tempo con la mia famiglia ed i miei amici nel mio paese d’origine e fare una vita piu’ stabile e con meno pretese.<br />
Dall’altra non posso fare a meno di pensare al futuro dei miei figli.<br />
E’ innegabile che l’Asia sia in grossa crescita.<br />
I bambini stanno imparando il cinese qui.<br />
Si, siamo degli expatriates un po’ “<em>alternativi</em>”, dei “<em>risk takers</em>”.<br />
Al contrario di molti amici che hanno scelto scuole internazionali IB, o comunque che seguano un curriculum prettamente inglese o americano, noi abbiamo optato per il curriculum di Singapore, forte in matematica e scienze, bilingue (inglese e cinese mandarino) e con l’insegnamento dell’inglese ad alti livelli.<br />
I miei figli non hanno paura degli esami; per loro ormai gli esami sono diventati una routine.<br />
Alla fine di ogni trimestre hanno test in inglese, cinese, matematica e scienze e devono performare ad alti livelli per poter proseguire.<br />
Uno stress?<br />
No, non credo.<br />
Dipende da come vengono fatte le cose, da come i genitori gliele offrono e li incoraggiano.<br />
Quando si fanno le cose nel modo giusto per i bambini e’ sempre tutto un gioco, una gara… i cui risultati apriranno per loro (speriamo!) delle possibilita’ in futuro…</p>
<p>***</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto di Alessandra" src="http://www.viaggiovero.com/img4/Alessandra5.JPG" alt="Foto di Alessandra" width="350" height="234" /><p class="wp-caption-text">Foto di Alessandra</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Frequenti connazionali in Thailandia?</em></p>
<p>Si, frequento i miei colleghi dell’universita’ ed altri amici conosciuti qui che lavorano soprattutto nel campo artistico e cinematografico.<br />
Senza di loro non so come avrei fatto.<br />
Devo dire che nelle difficolta’ l’unione che si crea con gli amici che vengono dal tuo stesso Paese e’ veramente speciale.<br />
Ci supportiamo a vicenda e ci vediamo di tanto in tanto per <em>“sentirci a casa</em>”.<br />
Devo anche dire che prima d’ora non avevo mai cercato appositamente di conoscere italiani negli altri Paesi in cui ho vissuto, ma il fatto che capitasse qui mi ha fatto riapprezzare il mio paese e cominciare a sentire dentro di me il bisogno di smettere di viaggiare per tornare a casa.<br />
Ormai manco dall’Italia da piu’ di 10 anni e vorrei per lo meno riavvicinarmi…<br />
Il sangue non mente.<br />
Non credo sia un caso che qui in Thailandia io mi senta cosi’ bene solo quando sono con i miei amici italiani, anche se ho molti cari amici di tutte le nazionalita’.</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
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		<item>
		<title>Di nuovo Cambogia: Phnom Penh, una capitale in corsa per la modernita&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 12:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
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		<description><![CDATA[Notizie e informazioni generali su come arrivare e come muoversi in città.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/02/phonmphen1.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Traffico a Phnom Penh" src="http://www.viaggiovero.com/img4/phonmphen1.JPG" alt="Traffico a Phnom Penh" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Traffico a Phnom Penh - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono trascorsi pochi mesi da quando ti ho virtualmente accompagnato a visitare i meravigliosi <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/09/23/siem-reap-cambogia-visita-angkor/" target="_blank"><strong>Templi di Angkor</strong></a> e credo sia ora giunto il momento di fare un salto nella capitale della <strong>Cambogia</strong>, <strong>Phnom Penh</strong>.</p>
<p>Nonostante sia la città più grande ed estesa del paese conta una popolazione poco superiore ai 2 milioni di abitanti: storicamente infatti non si tratta di una città proprio fortunata.</p>
<p>Divenne capitale nel 1440 (dopo Angkor) ma venne rasa al suolo dai tailandesi 3 secoli dopo, conquistata dai francesi dopo meno di altri 100 anni ed evacuata dalla follia del “socialismo agrario” di Pol Pot e della dittatura genocida dei khmer rouge.</p>
<p>La posizione geografica rende questa città un importante porto nonostante disti almeno 2 ore di macchina dal mare: infatti Phnom Penh è un porto fluviale strategico vista la convergenza del <strong>Mekong</strong> con il Tonle Sap e la diramazione del fiume Tonle Bassac.</p>
<p><span id="more-6886"></span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Mekong" src="http://www.viaggiovero.com/img4/phonmphen4.JPG" alt="Mekong" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Mekong - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di andare a visitare i “<em>luoghi della memoria</em>” della recente storia cambogiana, di visitare i monumenti che la capitale offre ai suoi turisti e di darti pratici consigli su dove mangiare e dove dormire ti parlerò in generale di <strong>come arrivare e come spostarsi</strong>.</p>
<p>Arrivare a Phnom Penh non è né facile né tantomeno economico.</p>
<p>Dall’Italia non ci sono voli diretti e pertanto dovrai prevedere come minimo uno scalo, se non addirittura 2 – Bangkok rappresenta per molte compagnie una tappa obbligata per arrivare in altre zone del sudest asiatico.</p>
<p>Se decidi di combinare Thailandia e Cambogia allora una buona alternativa che ti può permettere anche di risparmiare qualcosa e di raggiungere Phnom Penh via terra-fiume approfittando fra l’altro per visitare Siem Reap o entrando a Anlong Veng (Oddar Meanchey) &#8211; Sa Ngam (Sisaket), O’smach – Surin, Koh Kong – Hat Lek, Pailin &#8211; Ban Pakkard (Chanthabuti), Kamrieng (Battambang) &#8211; Ban Lam (Chanthaburi).</p>
<p>Io ho fatto la scelta di tornare a vedere Angkor Wat.</p>
<p><em><strong>Da Siem Reap con altre 5 ore circa di viaggio</strong></em> puoi arrivare a Phnom Penh tramite minivan (circa 15-20 $ a persona a seconda della compagnia lungo un percorso che ti consentirà di percepire come questo paese sia in via di sviluppo ma a modo suo e con tempi lentissimi) o ridiscendendo il fiume (in questo caso lo scenario è davvero bellissimo ma non c’è aria condizionata e le zanzare possono rendere il tragitto molto fastidioso).</p>
<p>Esistono anche voli interni che collegano l’aeroporto di Siem Reap a Phnom Penh ma personalmente non ho usufruito dei voli tutt’altro che a buon prezzo.</p>
<p>Per chi arriva via aerea basti sapere che è possibile ottenere il visto turistico direttamente all’arrivo valido 30 giorni, con le stesse procedure di chi arriva a Poi Pet via terra ovvero fornendo il Passaporto con almeno 6 mesi di validità dal momento dell’arrivo, pagando 20 $ americani, fornendo 1 fototessera e compilando un numero imprecisato di moduli tutti richiedenti le stesse informazioni sul dove si alloggerà, per quanto tempo e quando si ripartirà.</p>
<p>Il visto può essere richiesto ed ottenuto anche online prima della partenza (costa 25 $).</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Collage" src="http://www.viaggiovero.com/img4/phonmphen3.JPG" alt="Collage" width="350" height="350" /><p class="wp-caption-text">Collage - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>Usciti dall’aeroporto per raggiungere il centro la cosa più facile è prendere un <strong>Tuk Tuk</strong> fino all’hotel.</p>
<p>In genere si deve contrattare sul prezzo che si aggira fra i 6 e gli 8 dollari (ma logicamente ne chiederanno di più all’inizio).</p>
<p>In alternativa si può prendere un’auto con autista a noleggio o, da pochi mesi, un taxi.</p>
<p>I Tuk Tuk cambogiani sono tendenzialmente più comodi e spaziosi di quelli di Bangkok e il prezzo oscilla fra 2 e 3 $ per qualsiasi spostamento in tutta la capitale.</p>
<p>Di contro <strong>il traffico a Phnom Penh</strong>, ma direi in tutta la Cambogia,<strong> è caotico e privo di regole.</strong></p>
<p>I semafori non vengono sempre rispettati, andare contromano è molto comune, il dare la precedenza non è una norma sancita da regole comuni ma dal fatto che non si guardano attorno.</p>
<p>Sembra quasi che non si siano accorti che per le strade, spesso ancora non asfaltate, non ci sono più solo poche macchine.</p>
<p>Quindi, nonostante la guida sia a destra come in Italia e sia possibile convertire facilmente la patente (la normativa cambogiana richiede la conversione della patente internazionale in patente rilasciata dalle autorità locali per circa 25 $) personalmente non mi metterei alla guida di un’auto soprattutto per compiere lunghi spostamenti.</p>
<p>Per gli spostamenti a più lungo raggio esistono <strong>4 principali compagnie di autobus</strong> con ad esempio raggiungere altre mete turistiche della Cambogia: Capitol Tour, GBT, Phnom Penh Sorya e Virak Buntham.</p>
<p>Vari i servizi di minivan disponibili e che garantiscono servizi puntuali e più veloci.</p>
<p>Ora ti saluto, la prossima volta parleremo un po’ di storia e visiteremo insieme <strong>The Killing Fields (Choeung Ek)</strong> e la <strong>S21 Prison</strong>, 2 monumenti che ti aiuteranno a capire di più popolo e storia di un paese che ha molto da offrire.</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vivere in Thailandia: Emanuela, ex pugile in trasferta a Samui</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<category><![CDATA[Muay Thai]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista a Emanuela, che ha deciso di lasciare l'Italia per andare a vivere a Koh Samui, isola della Thailandia… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/emanuela_foto1.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto fornite da Emanuela" src="http://www.viaggiovero.com/img4/emanuela_foto(1).JPG" alt="Foto fornite da Emanuela" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Foto fornite da Emanuela</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un sorriso sereno e un leggero inchino a mani giunte in puro stile “<em>thai</em>” ci accolgono incontrando <strong>Emanuela</strong>.</p>
<p>È arrivata da poco ma si destreggia bene nella “<em>Terra dei Sorrisi</em>”.</p>
<p>Un incontro arrivato casualmente dopo aver parlato della <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2012/01/13/muay-thai-passione-tailandese/" target="_blank"><strong>Thai Boxe</strong></a>.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Se dovessi identificarti con una frase, come ti descriveresti?</em></strong></p>
<p>Emanuela: Mi piace citare una frase di Mae West: <em>&#8220;Si vive solo una volta, ma se lo si fa bene, è sufficiente.&#8221;</em></p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Da quanto tempo vivi in Thailandia e dove con precisione?</strong></em></p>
<p>E: Sono partita dall&#8217;Italia il 27 novembre e vivo a Bophut, Koh Samui.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Come sei approdata alla Thailandia? Stai intraprendendo quest’avventura da sola?</em></strong></p>
<p>E: Vivo qui con mio marito Marco.<br />
Siamo venuti diverse volte in vacanza in Thailandia, apprezzandone da subito la gente, i luoghi, le usanze; abbiamo valutato a lungo i possibili pro e contro, prima di trasferirci.<br />
Ovviamente solo rimanendo qui un certo periodo di tempo, che noi stimiamo in un annetto circa, potremo valutare se la scelta del posto é stata azzeccata oppure no.</p>
<p><span id="more-6737"></span>***</p>
<p><strong><em>Quali sono le tue origini e di cosa ti occupavi quando eri in Italia?</em></strong></p>
<p>E: Io sono una piacentina doc che ha lasciato un&#8217;ottima posizione lavorativa in Italia alla ricerca di una miglior qualità della vita, che per me non é assolutamente legata ai soldi.<br />
Facevo l&#8217;agente immobiliare da 13 anni come libera professionista, in collaborazione con una delle agenzie più importanti della città.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Parlaci dell’Emanuela sportiva…</em></strong></p>
<p>E: Buona parte della mia vita, diciamo una ventina d&#8217;anni abbondante, l&#8217;ho dedicata allo sport, ho praticato karate, ma soprattutto pugilato e kick boxing, facendo parte per più di dieci anni consecutivi della nazionale italiana FIKBMS (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe).<br />
Sono stata campionessa del mondo, d&#8217;Europa e vincitrice di numerosi tornei a livello mondiale come la Wako World Cup, l&#8217;Irish Open, ecc.<br />
L&#8217;essere stata una sportiva a quei livelli mi ha consentito di migliorarmi molto come persona, di viaggiare parecchio anche in stati che magari non avrei mai scelto di visitare, di conoscere tantissime persone di tutti il mondo, con le quali, grazie anche a tutti gli strumenti tecnologici di oggi, riesco a mantenermi tuttora in contatto.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Come vedi te stessa nella Terra dei Sorrisi in questo 2012 che trascorrerai qui?</strong></em></p>
<p>E: Sono una persona molto tranquilla che si adatta facilmente ai cambiamenti: spero e credo che mi troverò bene.<br />
Per carattere cerco di stare attenta agli usi locali per impararli e rispettarli, diciamo che mi muovo in punta di piedi perché ho notato che le persone qui ti accolgono bene e amano chi cerca di entrare con educazione e rispetto nella cultura tailandese (concetto piuttosto scontato, ma con rammarico ho notato che invece molti sono qui con atteggiamenti maleducati ed arroganti, cosa che mal si sposa con la Thailandia).<br />
Come prima cosa ci siamo iscritti ad una scuola dove ogni giorno per due ore andiamo a lezione di lingua tailandese, perché un altro aspetto che reputo fondamentale é la conoscenza della lingua del paese in cui si è scelto di vivere.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto fornite da Emanuela" src="http://www.viaggiovero.com/img4/emanuela_foto.JPG" alt="Foto fornite da Emanuela" width="350" height="238" /><p class="wp-caption-text">Foto fornite da Emanuela</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Lasciare l&#8217;Italia è una decisione maturata nel tempo o fatta d’istinto? Quando è arrivata e perché?</em></strong></p>
<p>E: Come accennavo prima la decisione è arrivata dopo circa un anno di continue chiacchierate e riflessioni in merito, credo che alla soglia dei 40 anni non si debbano prendere decisioni d&#8217;istinto, allo stesso tempo ci vuole sempre un po&#8217; di coraggio per cercare di migliorare ciò che della nostra vita non ci soddisfa più o non ci soddisfa abbastanza.<br />
Diciamo che negli ultimi due anni Marco ed io abbiamo avuto la fortuna di conoscere diversi italiani trasferiti all&#8217;estero le cui storie, unite a quelle di qualche caro amico espatriato da anni, ci hanno fatto chiaramente capire che erano tutti contentissimi della scelta fatta.<br />
Da lì la decisione di provare anche noi un&#8217;esperienza simile.<br />
Per essere sinceri nella nostra &#8220;<em>vecchia vita</em>&#8221; non ci mancava nulla di particolare, avendo entrambi due &#8220;buoni&#8221; lavori ci siamo sempre concessi viaggi, vacanze, weekend fuori porta, aperitivi, cene, shopping, nulla di lusso, tutto proporzionato alle nostre possibilità. Non vorrei che si pensasse, perché così non è, che siamo due &#8220;riccastri&#8221; che hanno deciso di fare un po&#8217; gli alternativi.<br />
Però, allo stesso tempo, ci tenevo a precisare che la nostra non è stata una fuga da una situazione difficile, ma una scelta ben ponderata.<br />
Abbiamo capito che stavamo vivendo una vita sempre alla rincorsa di qualcosa… lavorare… provvigioni… correre… guadagnare… spendere… comprare… investire… lamentarsi… freddo… neve… allora andiamo al mare… ho le ferie… non ho le ferie… macchina nuova… iphone nuovo… ipad nuovo… me li guadagno, è giusto che li spenda… musi lunghi… facce grigie.<br />
Sì, il tipico delirio &#8220;<em>padano</em>&#8220;.<br />
Quando ormai la decisione era presa siamo tornati lo scorso agosto per guardarci intorno con gli occhi di chi ci vive, provando a fare una vita normale casa, spesa, allenamento, una sorta di prova.<br />
Siamo tornati in Italia a fine agosto, ci siamo licenziati, abbiamo venduto macchine e scooter ed eccoci qua.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Prima della Thailandia, avevi avuto altre esperienze di lunghi periodi all’estero?</strong></em></p>
<p>E: No, se non viaggi o trasferte per sport.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Quali progetti hai per la tua nuova vita qui in Thailandia?</strong></em></p>
<p>E: Uno degli aspetti favorevoli della Thailandia é che, con le giuste attenzioni, si vive spendendo pochissimo.<br />
Ciò ci consentirà di valutare bene cosa fare, come farlo e in che tempi, aspetto fondamentale per chi vuole iniziare un lavoro o aprire un&#8217;attività in una realtà così diversa da quella di provenienza.<br />
Poi, ovunque nel mondo, la fretta é cattiva consigliera.<br />
Comunque il mio progetto è iniziare a fare qui il lavoro che già facevo, in più mi piacerebbe poter mettere a frutto la mia esperienza sportiva, e le relative conoscenze, con il fatto che in Thailandia ci sono le più importanti palestre e camp di muay thai. Sarò un buon appoggio per gli insegnanti e le società che vorranno organizzare qui delle vacanze/allenamento/studio per i loro allievi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Foto fornite da Emanuela" src="http://www.viaggiovero.com/img4/emanuela_foto(2).JPG" alt="Foto fornite da Emanuela" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Foto fornite da Emanuela</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Abbiamo parlato di <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2012/01/13/muay-thai-passione-tailandese/" target="_blank">Muay Thai</a>. Hai mai praticato questa disciplina? Hai intenzione di farlo? Hai mai assistito ad un incontro qui in Thailandia?</em></strong></p>
<p>E: Non l&#8217;ho mai praticata a livello agonistico, ma ho avuto modo di allenarmi con maestri tailandesi e non.<br />
Inizio in questi giorni una preparazione più specifica in una palestra qui a Samui… non vedo l&#8217;ora!<br />
Ho assistito a diversi combattimenti qui in Thailandia, soprattutto a Bangkok al Lumpinee, che é lo stadio di muay thai più importante al mondo, dove si respira un&#8217;energia unica, in un&#8217;atmosfera che solo lì puoi trovare.<br />
Comunque in ogni città della Thailandia c&#8217;è la possibilità di vedere combattimenti quasi ogni sera e, a differenza dell&#8217;Italia dove trasmettono quasi esclusivamente partite di calcio, anche la tv offre spesso incontri di alto spessore.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Hai avuto modo di notare se ci sono differenze fra la realtà lavorativa italiana e quella tailandese? Se sì, quali?</strong></em></p>
<p>E: La differenza fondamentale è che in Italia chiunque può lavorare indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, purché dotato di permesso di soggiorno.<br />
Qui per una complicata normativa ogni società deve mantenere un rapporto numerico fra cittadini thai e farang che, in pratica, si traduce in una quasi impossibilità per noi di essere assunti.<br />
Ciò si compensa con una ben più snella burocrazia nel caso in cui lo straniero volesse aprire una sua attività.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Sei a Samui da quasi 2 mesi; riesci a mettere a confronto Italia e Thailandia: aspetti positivi, negativi e comuni di questi 2 paesi…</strong></em></p>
<p>E: È un pochino prematuro, per me, fare oggi questo confronto.<br />
L&#8217;unica cosa che posso già dire é che del vivere qui mi piace particolarmente il non incontrare  mai persone arrabbiate, scontrose e di cattivo umore.<br />
Era uno degli aspetti che maggiormente mi pesava in Italia… vedere gente imbronciata e negativa già di prima mattina, con il solito disco rotto delle lamentele per tutto.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Koh Samui: da sempre meta ideale per una vacanza. Perché un’isola?</em></strong></p>
<p>E: Abbiamo scelto un posto che fosse un buon compromesso fra il desiderio di vivere al mare senza isolarci in un posto troppo piccolo.<br />
Samui abbina vita mondana, locali e attività per tutti i gusti a spiagge bellissime.<br />
Anche dal punto di vista turistico, e quindi in funzione del lavoro che vorrò fare, c&#8217;è sempre piuttosto fermento.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Qual è il tuo angolo segreto a Samui?</em></strong></p>
<p>E: Nonostante abbiamo scelto, per comodità e praticità, di vivere nella zona nord dell&#8217;isola, la parte di Samui che preferisco è quella ad ovest e sud ovest, località come Taling Ngam, Lipa Noi, Bang Kao, posti incantevoli ancora poco battuti dal turismo di massa.<br />
L&#8217;angolo segreto?<br />
È segreto!<br />
Accompagneremo di persona gli amici che verranno a trovarci.<br />
Anche qui, basta cercare un pochino, trovi piccole spiagge molto intime con panorami mozzafiato.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Frequenti altri italiani che vivono in Thailandia? Cosa fanno in questo paese?</em></strong></p>
<p>E: Non frequentiamo molti italiani ma ci è capitato di conoscerne diversi in queste settimane, quasi tutti impegnati nella ristorazione oppure in attività di import export.</p>
<p>***</p>
<p>Se vuoi metterti in contatto con <strong>Emanuela</strong> puoi lasciare un messaggio qui sotto oppure scrivere una mail a <strong>viaggiovero(at)gmail.com</strong> (sostituisci la “at” con la chiocciola).</p>
<p>A presto, <strong>Andrea</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Muay Thai: una passione non solo tailandese</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
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		<category><![CDATA[Muay Thai]]></category>
		<category><![CDATA[thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Muay Thai: una passione non solo tailandese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/mueythai.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Muay Thai" src="http://www.viaggiovero.com/img4/mueythai.jpg" alt="Muay Thai" width="350" height="530" /><p class="wp-caption-text">Muay Thai</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Premetto che non amo gli sport violenti (ad essere ancora più sincero devo dire che la mia pigrizia mi fa evitare gli sforzi fisici e quindi gli sport in generale), ma da qualche tempo ho preso l’abitudine di guardare gli incontri di <strong>boxe tailandese</strong> in TV e, saltuariamente anche dal vivo.</p>
<p>Questa disciplina sportiva vede le sue origini perdersi nella notte dei tempi in Cina.</p>
<p>Più precisamente sembra che le sue prime tracce si abbiano in un periodo storico chiamato Pre – Sukhothai nel tempio cinese Shaolin, intorno al 200 a.C..</p>
<p>Monaci buddisti indiani, inviati nella regione chiamata Suvarnabhumi (dal Myanmar meridionale – Birmania – attraverso la Thailandia centrale fino alla Cambogia orientale) diffusero nella regione una serie di arti marziali considerate come sistema di combattimento da impiegare in guerra.</p>
<p>In seguito divenne una forma sportiva che prese il nome di Dhee Muay o Dhoi Muay, diventato ed evolutosi poi in <strong>Muay Thai</strong> alla fine del 1700.</p>
<p><span id="more-6697"></span>Originariamente i contendenti si affrontavano davanti ad un pubblico in occasione di celebrazioni religiose o di festività e i duelli si svolgevano all’interno delle corti o delle piazze.</p>
<p>Questi incontri non avevano limiti di tempo, non avevano categorie di peso e i contendenti si affrontavano senza protezioni.</p>
<p>Gli incontri finivano per KO, per morte dell’avversario o per resa e molto spesso i pugili erano costretti ad affrontare più incontri nella stessa giornata.</p>
<p>Questa disciplina si diffuse e radicò così ampliamente nella cultura e società tailandese che divenne materia scolastica per tutto il primo ventennio del 1900.</p>
<p>Solamente dopo il 1945, vennero introdotte le categorie di peso, i round, i guantoni per proteggere le mani e la conchiglia per i genitali, e gli incontri abbandonarono strade e piazze per spostarsi in apposite arene su più adeguati ring.</p>
<p>Dopo le arene vennero costruiti gli stadi: risalgono alla metà dello scorso secolo i 2 principali stadi per la moderna Muay Thai, ambedue a Bangkok, ovvero il <strong>Rajadamnern Boxing Stadium</strong> o in tailandese<strong> Sanam Muay Rajadamnern</strong>, e il<strong> Lumpinee Boxing Stadium.</strong></p>
<p>In tutto il paese esistono moltissimi stadi dove poter assistere agli incontri, spesso senza dover pagare un ingresso e dove i profitti sono legati alle scommesse che girano intorno ai combattimenti.</p>
<p>***</p>
<p>Le tecniche e le regole dei combattimenti sono piuttosto complesse.</p>
<p>I 2 contendenti si affrontano su un ring quadrato analogo a quello del pugilato tradizionale sferrando potenti colpi: quasi tutte le tecniche di muay thai utilizzare il movimento di tutto il corpo, ruotando l&#8217;anca ad ogni calcio, pugno, gomitata (in realtà proibita in Italia) e blocco.</p>
<p>Sono consentite anche le ginocchiate e colpi inferti durante salti e cadute.</p>
<p>Gli incontri si suddividono solitamente in 5 round di 2 minuti l’uno con 1 minuto di intervallo.</p>
<p>Il maestro di ciascun pugile, prima dell’inizio dell’incontro, pone sulla testa del suo allievo il “Mongkon” ovvero una sorta di corona si corda intrecciata rivestita di stoffa e terminante con una coda di seta.</p>
<p>I 2 contendenti saliti sul ring si salutano con le mani giunte davanti al viso e facendo un piccolo inchino in avanti.</p>
<p>A questo saluto segue il “<em>Ram Muay</em>” ovvero una sorta di danza cerimoniale dai lenti movimenti all’interno del perimetro del ring e che può concludersi con un momento di preghiera al centro dell’area di combattimento.</p>
<p>Al suono del gong i pugili iniziano a studiarsi reciprocamente muovendo ritmicamente il corpo su una musica tradizionale.</p>
<p>La valutazione e il punteggio assegnato ad ogni colpo inferto determinano il vincitore in caso di mancato KO o ritiro di uno dei 2 pugili e si basa sulla precisione con cui il colpo è stato inferto e sull’efficacia dello stesso.</p>
<p>***</p>
<p>Qui a Bangkok è possibile assistere a incontri di Muay Thai presso il <a href="http://www.rajadamnern.com/bcard/booking.asp" target="_blank"><strong>Rajadamnern Boxing Stadium</strong></a> ogni lunedì, mercoledì, giovedì e domenica; i combattimenti iniziano di solito intorno alle 18.30 e i prezzi biglietti vanno da 1000 Baht (per posti di terza classe) ai 2.000 Baht (per i posti a lato del ring).</p>
<p>Al <a href="http://www.muaythailumpini.com/index1.html " target="_blank"><strong>Lumpinee Boxing Stadium</strong></a> gli incontri si svolgono ogni martedì, venerdì e sabato a partire dalle 18.30 e i prezzi biglietti variano dai 500 ai 1500 Baht.</p>
<p>Oggi il Muay Thai è una disciplina sportiva diffusa oltre i confini della Thailandia, con federazioni e campionati anche in Italia.</p>
<p>Un piacere per me presentarti <strong>Emanuela</strong>, una simpatica ex-pugile da poco trasferitasi in una delle più belle isole della Thailandia.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Emanuela" src="http://www.viaggiovero.com/img4/mueythai_emanuela.JPG" alt="Emanuela" width="350" height="512" /><p class="wp-caption-text">Emanuela - Foto inviata da Emanuela</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scommetto che la sua esperienza ti possa interessare…</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>5 citta&#8217; in cui e&#8217; bello perdersi</title>
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		<comments>http://www.viaggiovero.com/wp/2012/01/06/5-citta-perdersi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 12:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiano Guidetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Città Europee]]></category>
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		<description><![CDATA[In quale città si può decidere di "perdersi"? Queste 5 sono le mie preferite!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/citta_ORIENTAMENTO.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Perdersi in città" src="http://www.viaggiovero.com/img4/citta_ORIENTAMENTO.jpg" alt="Perdersi in città" width="350" height="345" /><p class="wp-caption-text">Perdersi in città</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ti confido un mio difetto.</p>
<p>Mentre navigo senza meta nella grande rete mi capita di salvare link ad articoli che, a prima vista, mi sono parsi interessanti, poi inevitabilmente me ne scordo e solo dopo mesi mi ricapitano davanti.</p>
<p>E&#8217; successo anche con questo <a href="http://www.bbc.com/travel/feature/20110722-the-six-best-cities-to-get-lost-in" target="_blank"><strong>articolo</strong></a> letto sul sito della <strong>BBC</strong> e che ci svela <strong>6 città (per loro le migliori) in cui è consigliato perdersi e non seguire i classici percorsi turistici.</strong></p>
<p>Mi è venuta l&#8217;idea di provare a metter giù il <strong>MIO elenco di città in cui adoro perdermi</strong>.</p>
<p><em><strong><span id="more-6621"></span>Londra</strong></em></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Big Ben e House of Parliament" src="http://www.viaggiovero.com/img4/citta_londra_house_bigben.jpg" alt="Big Ben e House of Parliament" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Big Ben e House of Parliament - Foto di Cristiano Guidetti</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mettono anche nel pezzo citato, e<em> come non potrei essere d&#8217;accordo?</em></p>
<p>E&#8217; la mia città preferita, seconda casa addirittura e anch&#8217;io ti ho consigliato con diversi articoli <strong>percorsi alternativi</strong> alle solite mete turistiche.</p>
<p>Come il giro a <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/08/12/itinerari-londra-domenica-greenwich-parte-prima/" target="_blank"><strong>Greenwich</strong></a> o quello a <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/10/02/itinerari-londra-little-venice/" target="_blank"><strong>Little Venice</strong></a>, oppure quello delle stazioni sia <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/10/28/4-stazioni-ferroviarie-londra/" target="_blank"><strong>ferroviarie</strong></a> che della <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/12/18/5-belle-stazioni-metro-londra/" target="_blank"><strong>metropolitana</strong></a>.</p>
<p>Al di là dei miei consigli, a Londra basta scendere a una fermata della metro che non conosci e cominciare a perderti nei dintorni.</p>
<p>Potresti scoprire uno scorcio unico della città, un pub storico, un piccolo museo di nicchia, un quartiere residenziale che ti mostra le attività quotidiane degli abitanti… mi fermo qui!</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Parigi</strong></em></p>
<p>Io e Parigi non andiamo molto d&#8217;accordo, non ci siamo mai amati ma non posso non inserirla.</p>
<p>Sarebbe come tapparsi gli occhi…</p>
<p>Parigi e i suoi quartieri sono il luogo ideale per perdersi e finire davanti a piccoli cafè o a piccole vetrine di negozi quasi nascoste.</p>
<p>Ricordo una passeggiata di dicembre fatta sull&#8217;<strong>Ile Saint Louis</strong> in cui mi sembrava di essere in un piccolo villaggio francese e invece mi trovavo a 10 minuti di camminata dal centro di Parigi.</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Venezia</em></strong></p>
<p>Anch&#8217;essa inserita nell&#8217;articolo e mi trovano d&#8217;accordo al 100%.</p>
<p>Unica cosa: io ho avuto la fortuna di dormire a Venezia e non solo di farci la classica gita giornaliera.</p>
<p>Credimi… cambia molto l&#8217;atmosfera e diventa da sogno, quando la sera parte l&#8217;ultimo traghetto con i turisti ritardatari e si rimane solo coi locali.</p>
<p>La bolgia del giorno viene rimpiazzata da un silenzio quasi irreale e camminare tra le calle è un&#8217;esperienza incredibile.</p>
<p>Mi è capitato di incrociare alle 23 passate, in una calla di dimensioni ridotte, un&#8217;anziana signora… mi sono dovuto fermare per lasciarla passare e lei mi ha salutato.</p>
<p>E&#8217; un bel ricordo!</p>
<p>***</p>
<p><strong><em>New York</em></strong></p>
<p>Sarà la facilità di orientarsi ma la Grande Mela è il prototipo della città in cui perdersi (anche se è difficile…).</p>
<p>Non si poteva fare negli anni &#8217;90, alcuni quartieri erano troppo pericolosi ma oggi è diverso.</p>
<p>Girare in lungo e in largo <strong>Brooklyn</strong> o scegliere un rettangolo di Manhattan da esplorare è semplice e riserva sorprese di ogni genere.</p>
<p>Alla fine della passeggiata ti sembrerà di aver attraversato il pianeta intero, dai ristoranti etnici di mezzo mondo, ai negozi più o meno originali.</p>
<p>Avrai incontrato almeno una decina di etnie diverse per strada, facendo una media al ribasso.</p>
<p>Il mio consiglio va al <strong>Greenwich Village</strong> e a <strong>Chelsea</strong>, i miei quartieri preferiti.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Chiang Mai</strong></em></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Chiang Mai Wat Phrathat Doi Suthep" src="http://www.viaggiovero.com/img4/citta_Chiang_Mai_Wat_Phrathat_Doi_Suthep(16).JPG" alt="Chiang Mai Wat Phrathat Doi Suthep" width="350" height="467" /><p class="wp-caption-text">Chiang Mai Wat Phrathat Doi Suthep - Foto di Cristiano Guidetti</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ti ho detto all&#8217;inizio, questa è la MIA lista e non posso fare a meno di inserire uno dei miei ultimi &#8220;<em>amori</em>&#8220;.</p>
<p>Ne ho già parlato in un <a href="http://www.viaggiovero.com/wp/2011/05/08/10-motivi-per-visitare-chiang-mai-thailandia/" target="_blank"><strong>articolo</strong></a>, ma lo voglio sottolineare ancora: l&#8217;atmosfera di totale rilassamento (a dispetto del traffico) che ho respirato a <strong>Chiang Mai</strong> non ha avuto eguali.</p>
<p>Passeggiare fuori e dentro dal quadrilatero delle sue mura tra un tempio e l&#8217;altro, salire su un tuk tuk e farsi portar via nel traffico, sedersi al tavolino di un ristorante e assistere al passeggio, perdersi tra i profumi (e gli odori) di uno dei tanti mercati presenti sono solo qualche &#8220;<em>lampo</em>&#8221; di quello che offre la città.</p>
<p>***</p>
<p>Ne ho citate solo 5 ma potrebbero essere di più, perdersi in una città è la mia attività preferita.</p>
<p>Queste sono quelle che amo di più… per ora!</p>
<p>Un saluto,<br />
<strong>Cristiano</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Piccoli ma da vedere: 5 musei tutti da scoprire a Bangkok</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 12:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[arte moderna]]></category>
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		<category><![CDATA[thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuori dagli itinerari turistici e in grado di offrire una prospettiva diversa alla scoperta della Thailandia e dei tailandesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/museobkk_palazzoSuan-Pakkad.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Museo Palazzo Suan Pakkad" src="http://www.viaggiovero.com/img3/museobkk_palazzoSuan%20Pakkad.jpg" alt="Museo Palazzo Suan Pakkad" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Museo Palazzo Suan Pakkad - Immagine tratta dal sito ufficiale</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se non hai intenzione di venire a <strong>Bangkok</strong> solo per lo shopping e per quelli che sono i classici monumenti elencati sulla Lonely Planet, allora questi che ti descrivo oggi potrebbero essere <em><strong>ottime alternative alle classiche mete turistiche</strong></em> dei tour organizzati.</p>
<p>Anche se piccoli e poco noti questi musei possono darti un notevole bagaglio culturale, dall’arte moderna ai fossili al “<em>safe sex</em>”.</p>
<p>Sono tutti un punto di osservazione diverso sulla storia Tailandese, luoghi interattivi in cui portare anche i bambini o in cui rifugiarsi da pioggia o caldo.</p>
<p><strong>1. Museo del Siam &#8211; Museum of Siam</strong></p>
<p>Il <a href="http://www.museumofsiamproject.com/" target="_blank"><strong>Museo del Siam &#8211; Museum of Siam</strong></a> (sito ufficiale in tailandese alla pagina <a href="http://www.ndmi.or.th" target="_blank"><strong>http://www.ndmi.or.th</strong></a>) è senza ombra di dubbio un museo moderno nel cuore del centro storico di Bangkok capace di farti capire il senso di “<em>tailandesità</em>”.</p>
<p>Infatti, grazie ad una serie di giochi e tecniche interattive, il museo vuole raccontare la storia di come l&#8217;identità tailandese si sia sviluppata nel corso di migliaia di anni attraverso un percorso di apprendimento.</p>
<p><span id="more-6255"></span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Immagine tratta dal sito ufficiale" src="http://www.viaggiovero.com/img3/museobkk_tipicamentethai.jpg" alt="Immagine tratta dal sito ufficiale" width="350" height="233" /><p class="wp-caption-text">Immagine tratta dal sito ufficiale</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Museo ha una sua voce narrante che parla ai visitatori in tailandese e inglese, chiedendoti di partecipare, di scoprire, di divertitrti, di ricordare e di identificare.</p>
<p>Aperto tutti i giorni tranne il lunedì, 10-18<br />
Sanam Chai Road. Tel. +66 (0)2 622 2599</p>
<p>***</p>
<p><strong>2. Museo Silpa Bhirasri &#8211; Silpa Bhirasri Museum</strong></p>
<p>Questo museo ha qualcosa di speciale per noi italiani.</p>
<p>È infatti intitolato al fiorentino <strong>Corrado Feroci</strong>, considerato il padre dell’arte moderna tailandese.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Studio di Feroci" src="http://www.viaggiovero.com/img3/museobkk_CFerociStudio.jpg" alt="Studio di Feroci" width="350" height="250" /><p class="wp-caption-text">Studio di Feroci - Immagine tratta dal sito ufficiale</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1944, dopo anni di insegnamento di “<em>scultura</em>” fondò quella che oggi è la <strong><em>Silpakorn University &#8211; University of Fine Arts</em></strong> e acquisì a tutti gli effetti la cittadinanza tailandese, cambiando il suo nome in Silpa Bhirasri.</p>
<p>Questo piccolo museo, a pochi passi dal National Museum, si compone di 2 parti: una di Arte Contemporanea e una completamente dedicate al nostro connazionale.</p>
<p>Feroci lavorò fra le altre cose a numerosi progetti publici come Victory Monument, Democracy Monument la statua di Rama IV a Lumpini Park.</p>
<p>Aperto dal lunedì al venerdì, 9-16.<br />
Fine Arts Department, Na Pra Lan Road. Tel. +66 (0)2 223 6162</p>
<p>***</p>
<p><strong>3. Museo della Banca di Thailandia e Bang Khunphrom Palace</strong></p>
<p>Denaro, monete e tutto ciò che è connesso ai soldi sono il filo conduttore di questo museo realizzato all’interno di un edificio in stile coloniale sulle sponde del fiume.</p>
<p>L’esposizione del <a href="http://www.bot.or.th/English/BOTMuseum/Pages/BOTMuseum1.aspx" target="_blank"><strong>Bang Khunphrom Palace &amp; The Bank of Thailand Museum</strong></a> inizia con conchiglie e perline da antiche civiltà per passare alla prime monete coniate e banconote stampate nel paese.</p>
<p>Per organizzare la visita è indispensabile telefonare in anticipo.<br />
273 Samsen Road. Tel. +66 (0)2 283 5286</p>
<p>***</p>
<p><strong>4. Museo del palazzo Suan Pakkad</strong> (foto a inizio articolo)</p>
<p>Questa era la residenza privata delle Altezze Reali Principe e Principessa Chumbhot di Nagara Svarga e fu la prima residenza della famiglia reale tailandese ad essere convertita in museo aperto al pubblico.</p>
<p>Il Suan Pakkad, oggi museo della Cultura Tailandese, si trova a pochi minuti dalla stazione BTS – Skytrain Phaya Thai.</p>
<p>Tutte le otto case che costituiscono il complesso residenziale sono realizzate in pregiato legno tek e ospitano diverse esposizioni, dagli strumenti musicali a utensili per la casa.</p>
<p>Aperto tutti i giorni, 9-16.<br />
352-354 Sri Ayudhya Road. Tel. +66 (0)2 246 1775</p>
<p>***</p>
<p><strong>5. Bangkokian Museum</strong></p>
<p>In questa piccola casa poco fuori da una delle principali strade di Chinatown, il banale diventa affascinante e la vita borghese degli anni ‘50 è stata attentamente preservata.</p>
<p>Credo però che la cosa più interessante di questo museo sia la posizione.</p>
<p><strong>Chinatown</strong> è un super popolato quartiere sempre vitale e tutto da scoprire, museo incluso.</p>
<p>Aperto dal mercoledì al sabato, 10-16.<br />
273 Charoen Krung Soi 43. Tel. +66 (0)2 233 7027</p>
<p>***</p>
<p>Se questo elenco non ti bastasse potrei ancora suggerirti di fare un salto al <a href="http://www.cnngo.com/bangkok/play/penis-pumps-and-rulers-inside-thailands-first-condom-museum-755811" target="_blank"><strong>Museo del Condom</strong></a> dove tutti i colori dell’arcobaleno sono esposti nel museo aperto nell’ottobre dell’anno scorso e ospitato all’interno del Ministero della Sanità a Nonthaburi e che è considerato uno dei musei dell’assurdo meglio realizzati dell’Asia.</p>
<p>Lo scopo in realtà è quello di promuovere una coscienza nell’uso del profilattico in un paese dove le malattie a trasmissione sessuale hanno un’incidenza piuttosto elevata.</p>
<p>Ciao, alla prossima, per parlare di <strong>Muay Thai</strong>.</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
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		<title>Lost in Viet-Nam: Saigon fra modernità e storia &#8211; Quarta parte</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Arienti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
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		<description><![CDATA[Un viaggio in Vietnam passa anche per la vecchia Saigon (Ho Chi Minh City) e le zone limitrofe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/viet4-45.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Ho Chi Minh City dall’alto" src="http://www.viaggiovero.com/img3/viet4-52.jpg" alt="Ho Chi Minh City dall’alto" width="350" height="226" /><p class="wp-caption-text">Ho Chi Minh City dall’alto – foto di Stefania</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nostro viaggio alla scoperta del <strong>Vietnam</strong> passa dalle principali destinazioni della parte settentrionale del Paese a quella che è la capitale del Sud: <strong>Ho Chi Minh City</strong> o, come la chiamano ancora i vietnamiti, <strong>Saigon</strong>.</p>
<p>I ritmi incalzanti che la regolano, i suoi attivissimi commerci, il suo incredibile patrimonio culturale e un aspetto decisamente vorticoso ne fanno il vero e proprio motore del Paese.</p>
<p>A vederla dall’alto, in realtà, non sembra poi molto diversa da Milano: una distesa infinita di case e asfalto sormontata da una nuvola di smog.</p>
<p>Ed esattamente come Milano, per chi non si ferma all’apparenza, questa città riserva enormi sorprese e risulta molto affascinante nonostante, o forse proprio grazie alle sue innumerevoli contraddizioni.</p>
<p>Se ti trovi già nel Paese e hai abbastanza tempo a destinazione, <strong><em>il mio consiglio è di raggiungerla via terra</em></strong>.</p>
<p>Da Hanoi o dalle principali città sulla costa del centro (come Hoi An e Nha Trang) è possibile prendere gli autobus interurbani del circuito Open Tour, come quelli della compagnia <strong>Phuong Trang</strong>, che non solo permettono di raggiungere Ho Chi Minh City, ma la attraversano proprio, arrivando (e partendo) dalla zona di Pham Ngu Lao, dove si trova la maggior parte degli hotel di prezzo medio/basso.</p>
<p><em><strong>Un’altra comoda soluzione via terra è il treno</strong></em>, più veloce degli autobus e, considerando le abitudini di guida degli autisti vietnamiti, anche più ‘<em>sicuro</em>’ <img src='http://www.viaggiovero.com/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-6245"></span>Se invece hai poco tempo o preferisci in ogni caso ottimizzare i tempi di trasferimento, esistono collegamenti aerei con Ho Chi Minh da tutte le principali città del Paese, coperti da diverse compagnie aeree.</p>
<p>Al momento della mia visita nel Paese, nell’agosto 2010, le tariffe migliori erano quelle di <a href="http://www.jetstar.com/au/en/home" target="_blank"><strong>Jetstar</strong></a>, che però molto spesso parte con parecchio ritardo rispetto agli orari indicati sul sito.</p>
<p><strong>Dall’aeroporto è poi facilissimo raggiungere il centro della città con l’autobus n. 152</strong>, la cui fermata è proprio davanti all’uscita degli arrivi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Sciami di motociclette a Saigon" src="http://www.viaggiovero.com/img3/viet4-45.jpg" alt="Sciami di motociclette a Saigon" width="350" height="232" /><p class="wp-caption-text">Sciami di motociclette a Saigon - foto di Stefania</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una volta arrivato in quello che è il cuore della città, la <strong>VERA</strong> Saigon, se sei già stato ad Hanoi, ti renderai conto che se ti sembravano tante le motociclette che affollavano il <strong>Quartiere Vecchio</strong>, in realtà erano niente in confronto allo sciame impazzito che scorre costantemente per le strade di Ho Chi Minh City.</p>
<p>Vagando per i viali senza tempo del centro <em><strong>alla scoperta di pagode secolari o dei mercati cittadini</strong></em>, come quello coperto di <strong>Ben Than</strong> o quello all’aperto nella zona di <strong>Ton That Dam</strong> &#8211; dove è possibile acquistare souvenir, ma anche fare la spesa -, incrociando moderni suv che sfrecciano accanto ai cyclo, ti capiterà di passare davanti alle vetrine dei piccoli negozietti che vendono seta e spezie a pochi passi da bar minimalisti, ristoranti di lusso e centri commerciali futuristici.</p>
<p>Allo stesso modo, moderni grattacieli si affiancano a edifici dell’epoca coloniale costruiti nel più puro stile francese come il<strong> palazzo della Posta</strong>, l’<strong>Hotel de Ville</strong> (che oggi è sede del Comitato del Popolo) e la <strong>cattedrale di Notre Dame</strong> che, seppur meno maestosa della sua omonima parigina, ha comunque il suo fascino.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Museo dei Residuati Bellici" src="http://www.viaggiovero.com/img3/viet4-48.jpg" alt="Museo dei Residuati Bellici" width="350" height="232" /><p class="wp-caption-text">Museo dei Residuati Bellici - foto di Stefania</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Assolutamente d’obbligo una visita al <strong>Museo di Storia e al Museo dei Residuati Bellici</strong>, dove vengono ripercorsi attraverso testi, fotografie e testimonianze dell’epoca, tutto il conflitto con Cina e Stati uniti e le atrocità subite dalla popolazione per l’utilizzo di agenti chimici come l’Agente Orange o armi sperimentali come la fléchette.</p>
<p>Sempre rimanendo in centro, nel Distretto 1, la zona più interessante in cui ti consiglio di passare una serata, oltre che per trovare gli hotel con il miglior rapporto qualità/prezzo, è quella <strong>Pham Ngu Lao</strong>.</p>
<p>Le sue viette sono un concentrato di ristoranti di ogni tipo, bar, centri per massaggi, negozi di souvenir e, ovviamente, le immancabili agenzie di viaggi, che permettono di organizzare tour sul Mekong, alle isole o spiagge del sud e sulla costa orientale, e ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tunnel_di_Cu_Chi" target="_blank"><strong>tunnel di Cu Chi</strong></a>.</p>
<p>Se scegli quest&#8217;ultima escursione potrai trovare due sezioni aperte al pubblico dell’incredibile complesso di gallerie sotterranee scavate dai vietcong durante il conflitto e che si estendevano per più di 250 Km, per controllare un’ampia zona rurale a soli 30-40 km da Ho Chi Minh City.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 242px"><img title="Attraversando i tunnel di Cu Chi" src="http://www.viaggiovero.com/img3/viet4-78.jpg" alt="Attraversando i tunnel di Cu Chi" width="232" height="350" /><p class="wp-caption-text">Attraversando i tunnel di Cu Chi - foto di Stefania</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>E dopo questa immersione nella storia del paese, che permette di capire anche perché si sia sviluppato in un certo modo fino a oggi, la prossima settimana proseguiremo la nostra scoperta del Vietnam con una destinazione decisamente più ‘<em>vacanziera</em>’: l’<strong>isola di Phu Quoc</strong>, vero e proprio paradiso naturalistico nel golfo del Siam, quasi più vicina alla Cambogia che al Viet.</p>
<p>Tam biet, hen gap lai!</p>
<p><strong>Stèf</strong></p>
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		<title>Terminal 21: un nuovo aeroporto a Bangkok</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 12:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
		<category><![CDATA[centro commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[skytrain]]></category>

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		<description><![CDATA[I viaggi che potresti fare in partenza dal Terminal 21 possono portarti in pochi istanti da Bangkok a Tokyo a Parigi a Roma o Istanbul… soprattutto come scroccare internet gratis… in altre parole “la magia degli Shopping Center!”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.viaggiovero.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/terminal21_7.jpg" width="240" />
		</p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Terminal 21 Esterno" src="http://www.viaggiovero.com/img3/terminal21_4.jpg" alt="Terminal 21 Esterno" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Terminal 21 Esterno - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <strong>Thailandia</strong> uno ne chiudono e uno ne aprono.</p>
<p>Mi riferisco ovviamente agli <strong>aeroporti</strong> e ai <strong>negozi</strong>.</p>
<p>Saprai certamente che l’Aeroporto di Don Muang a Bangkok (destinato al traffico aereo nazionale) è temporaneamente chiuso a causa dell’inondazione che ha raggiuntole piste e i terminal aeroportuali  &#8211; mentre l’Aeroporto Internazionale di Suvarnabhumi è funzionante (al momento) a pieno ritmo.</p>
<p>Uno strano scherzo del destino ha voluto che proprio in contemporanea con la chiusura dell’Aeroporto di Don Muang venisse inaugurato il <em><strong>“Terminal 21”</strong></em>, un <strong>nuovissimo e supermoderno centro commerciale</strong> in cui il tema ispiratore è quello dei terminal aeroportuali e che dà proprio l’impressione di essere in un aeroporto.</p>
<p>Arrivando ad Asoke, su Sukhumvit Road, con lo Skytrain (fermata BTS Asoke) la sorpresa che da pochi giorni accoglie turisti e bangkokkiani è uno shopping center che in tutto ricorda l’ingresso di un aeroporto.</p>
<p>Lo stesso effetto lo hanno i “<em>passeggeri</em>” che arrivano con la metropolitana-MRT dalla fermata Sukhumvit.</p>
<p>Se entri direttamente dallo Skywalk della BTS ti troverai a Parigi mentre entrando dal livello strada è come se virtualmente ti volessero catapultare a Roma.</p>
<p>In realtà <em><strong>per noi italiani il divertimento maggiore è trovare l’errore</strong></em> e, ti assicuro, ce ne sono tanti.</p>
<p><em>Hai mai sentito parlare di “Via Fratting”?</em></p>
<p><em>E di “Via Vit Forio Veneto”?</em></p>
<p>Sinceramente io no ma è divertente vedere i tailandesi approfittare di falsi capitelli per sedersi o farsi fotografare accanto a colonne di finto granito come se in realtà fossero davvero ai Fori Imperiali.</p>
<p><span id="more-6201"></span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Errori e curiosità" src="http://www.viaggiovero.com/img3/terminal21_7.jpg" alt="Errori e curiosità" width="350" height="236" /><p class="wp-caption-text">Errori e curiosità - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche gli agenti della “<em>security</em>” e il personale delle pulizie hanno uniformi ispirate a quello che nell’immaginario di chi probabilmente non è mai stato in Europa è lo stile capitolino.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Sicurezza &quot;italiana&quot;" src="http://www.viaggiovero.com/img3/terminal21_1.jpg" alt="Sicurezza &quot;italiana&quot;" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Sicurezza &quot;italiana&quot; - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non che qui si sentisse la necessità di un altro centro commerciale ma devo ammettere che questo ha quel qualcosa di diverso che attira un tocco di stravagante e di particolare.</p>
<p><strong>Ogni piano di questo centro commerciale ha un tema diverso in base a varie città del mondo</strong>.</p>
<p>È quasi come fare un viaggio in un nuovo posto ogni volta che si cambia piano.</p>
<p>I progettisti e gli ideatori hanno pensato a tutto, dal collocate statue o affreschi caratteristici delle diverse città al vestire secondo quella che è ritenuta essere  di ogni città, nelle rispettive sezioni.</p>
<p>***</p>
<p>Al piano seminterrato un tema caraibico caratterizza il livello destinato al supermercato, con decorazioni che ricordano la spiaggia e un enorme faro al centro.</p>
<p>Non ti devi aspettatevi nulla di straordinario per quanto riguarda firme e marchi internazionali.</p>
<p>È come in tutti gli altri centri commerciali di Bangkok.</p>
<p>Secondo me il vero punto forte di Terminal 21 è la sezione degli stilisti locali, dove puoi trovare <em><strong>44 punti vendita con abiti realizzati da abili designer tailandesi</strong></em>.</p>
<p>Nelle sezioni di Tokyo e Londra, spazi compatti sono i punti vendita di marche poco note.</p>
<p>Tokyo con oltre 100 negozi dedicati alla bellezza e all’abbigliamento è la meta preferita dalle donne mentre gli uomini trovano il loro reparto al livello “<em>London</em>”.</p>
<p>Al terzo piano i clienti sono accolti dal cartello &#8220;<em>Welcome to Istanbul City</em>&#8220;, un livello ricco di articoli da regalo e negozi d’accessori.</p>
<p>Ovviamente non poteva mancare la sezione dedicata al “<em>cibo</em>”: San Francisco, 4° e 5° piano, è dove puoi trovare tutte le catene di ristoranti compresi molti ristoranti giapponesi e alcune catene americane.</p>
<p>Subito sopra San Francisco ovviamente puoi trovare Hollywood, facilmente riconoscibile da una copia enorme della celebre statuetta degli Oscar e dedicata, ovviamente al cinema.</p>
<p>Oltre al tema della città, ciò che distingue davvero Terminal 21 dagli altri centri commerciali tutti fatti con lo stesso stampo sono le “<strong>utilities</strong>”  adeguate al XXI secolo come la <strong>connessione internet Wi-Fi gratuita</strong> (basta che mostri il passaporto in uno dei banchi informazione), i servizi igienici con i copri water riscaldati (utili viste le temperature glaciali dovute all’aria condizionata) e &#8211; incredibile! – i bidet.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img title="Ingresso Bagni – Livello “Italy”" src="http://www.viaggiovero.com/img3/terminal21_2.jpg" alt="Ingresso Bagni – Livello “Italy”" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Ingresso Bagni – Livello “Italy” - Foto di Andrea</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>E dallo shopping ti accompagno direttamente a conoscere <strong>5 piccoli musei di Bangkok</strong>…</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
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