Moschea Blu – Foto di Alessandro Spolaore

Non basta certo un giorno per vedere la meraviglia di Istanbul, e non basta nemmeno a raccontarla, credo non basterebbe un mese.

Ma io purtroppo ho avuto solamente una giornata per potermi godere un piccolo assaggio della sua bellezza e rimanerne completamente estasiata.

La nave su cui ho viaggiato per la mia ultima crociera, la MSC MAGNIFICA, ha fatto sosta nella perla del Bosforo dalle 7.30 alle 17.30 e il tempo a nostra disposizione è stato ancora meno.

Anche così poco tempo è stato sufficiente per dare ragione a chiunque mi diceva quanto era bella, e a capirne per un’infinitesima parte l’anima.

Una cosa di sicuro l’ho capita: ci dovrò assolutamente tornare.

Prima ancora di giungere nel suo porto, la storia e la geografia di questa città mi hanno affascinato tantissimo perchè possiede delle particolarità uniche al mondo.

Unica città che sorge a cavallo su 2 continenti, Istanbul si sviluppa infatti principalmente sulle due sponde dello stretto del Bosforo che divide l’Europa e l’Asia e unisce il Mar di Marmara al Mar Nero.

In realtà il mare “taglia” la città ben due volte, con tre nomi diversi, è divisa sia dal Bosforo che dal Corno d’Oro, un’insenatura naturale che separa la città antica dalla città moderna, ed è bagnata anche dal Mar di Marmara sul lato asiatico.

Non si possiede un dato preciso ma si stima che ad Istanbul vivano circa 15 milioni di persone, è la città più popolosa della Turchia, anche se non ne è la capitale.

Una megalopoli antica e moderna insieme, con molte sfaccettature sia ideologiche che religiose che coniuga la devozione all’islam con un’atteggiamento occidentalizzato che strizza l’occhio all’Europa.

La mia visita si è concentrata si principali e più famosi monumenti della città antica: La Moschea Blu, Santa Sofia, il Palazzo Topkapi e il Gran Bazar che si possono visitare tutti insieme in un giorno e raggiungere a piedi perchè molto vicini tra loro.

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Moschea Blu interno – Foto di Alessandro Spolaore

La Moschea Blu è detta così perchè il colore predominante delle maioliche dell’interno è blu, ma in realtà molti colori colpiscono la vista all’interno di questa magnificenza, tra cui il blu è uno.

Il vero nome è Moschea del Sultan Ahmet e fu usata dai sultani per pronunciare dal suo pulpito importanti dichiarazioni religiose.

Vi furono celebrate importanti cerimonie religiose e da qui i pellegrini iniziavano il loro pellegrinaggio verso la Mecca.

E’ l’unica moschea al mondo costruita con sei minareti e il fatto è dovuto ad un gioco di parole.

Quando il sultano Ahmet prima di partire per la Mecca ordinò al suo architetto di costruire il minareto in oro (in turco oro si dice “altin”), in realtà quest’ultimo si rese conto che non era possibile per ragioni finanziare realizzare quest’ordine.

E quindi giocando sulla parola sei, che in turco si dice “alti”, invece che in oro costruì sei minareti.

Se lo scopo fu quello di renderla unica, o di renderla visibile dal mare, o di renderla bella e protesa al cielo direi che tutti questi scopi sono stati raggiunti.

Come altre moschee è composta di 3 parti: un cortile esterno, un cortile interno e una sala per le preghiere sormontata da una cupola centrale.

La sala interna è illuminata da 260 finestre con vetri colorati che fanno penetrare la luce del sole durante tutta la giornata e quando il sole brilla sulle maioliche blu e verdi e sui tappeti rossi di cui è ricoperto tutto il pavimento lo spettacolo che si presenta è davvero magico.

La cupola centrale è alta 43 metri e ha un diametro di 23,5 metri, è sorretta da quattro enormi colonne ricoperte di marmo ed è sostenuta da semi-cupole.

Ogni decorazione è un capolavoro, la parte superiore delle pareti e le volte sono decorate con affreschi.


Moschea Blu interno – Foto di Alessandro Spolaore

Ci si trova in un luogo che incute rispetto reverenziale per la sacralità della religione che rappresenta e per la bellezza a 360 gradi tanto da uscirne con il “torcicollo” a forza di guardare in su…

Continua…

Articolo di
Alessia Scarparo